Dec 272019
 

Analisi comparativa prototesto-metatesto di La lingua salvata: Storia di una giovinezza di Elias Canetti

SERENA GULLO

Fondazione Milano
Civica Scuola Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli» Scuola Superiore per Mediatori Linguistici
via Francesco Carchidio 2 – 20144 Milano

Relatrice: professoressa Marina ROMANÒ Correlatore: professor Bruno OSIMO

Diploma in Mediazione linguistica autunno 2019

Questa tesi è conforme alla norma ISO-UNI 7144 © Serena Gullo 2019 per questo testo

Serena Gullo, Analisi comparativa prototesto-metatesto di La lingua salvata: Storia di una giovinezza di Elias Canetti

ABSTRACT IN ITALIANO

Questo elaborato propone l’analisi comparativa tra prototesto e metatesto dell’autobiografia di Elias Canetti, dal titolo La lingua salvata: Storia di una giovinezza (Die gerettete Zunge: Geschichte einer Jugend). La prefazione spiega il metodo di lavoro utilizzato per confrontare le prime pagine della versione tedesca e della traduzione italiana attraverso la tabella Valutrad. Il primo capitolo verte sul concetto di «critica della traduzione». L’analisi mostra poi nel dettaglio tutti i cambiamenti traduttivi riscontrati nel confronto tra i testi presi in esame. La conclusione riassume in generale questi cambiamenti, sottolineando quelli più frequenti.

ENGLISH ABSTRACT

This thesis is a comparative prototext-metatext analysis of Elias Canetti’s autobiography La lingua salvata: Storia di una giovinezza (Die gerettete Zunge: Geschichte einer Jugend). The preface explains how the analysis was carried out, confronting the first pages of the German version and its Italian translation through the Valutrad table. The first chapter focuses on the concept of “translation criticism”. The analysis then shows in detail all the translation shifts found in the comparison between the texts examined. The conclusion gives a general overview of these translation shifts, underlining the most frequent ones.

DEUTSCHES ABSTRACT

Inhalt dieser Diplomarbeit ist die Vergleichsanalyse zwischen Prototext und Metatext von Elias Canettis Autobiographie La lingua salvata: Storia di una giovinezza (Die gerettete Zunge: Geschichte einer Jugend). Das Vorwort erläutert die Arbeitsmethode für den Vergleich der ersten Seiten der deutschen Version mit denen der italienischen Übersetzung durch die Valutrad-Tabelle. Das erste Kapitel befasst sich mit dem Thema der „Übersetzungskritik”. Die Analyse zeigt dann im Detail alle Übersetzungsverschiebungen, die beim Vergleich zwischen den untersuchten Texten gefunden wurden. Die Schlussfolgerung gibt einen allgemeinen Überblick über diese Übersetzungsverschiebungen und unterstreicht die häufigsten davon.

Il presente elaborato ha come oggetto l’analisi comparativa prototesto- metatesto delle prime pagine di Die gerettete Zunge: Geschichte einer Jugend (La lingua salvata: Storia di una giovinezza) di Elias Canetti, pubblicato per la prima volta nel 1977. L’edizione italiana scelta per l’analisi è quella tradotta da Amina Pandolfi e Renata Colorni e pubblicata in versione digitale da Adelphi nel 2017.

Inizialmente è stata scelta un’opera considerata tra le più intense della letteratura contemporanea: La lingua salvata: Storia di una giovinezza. Si tratta della prima parte dell’autobiografia di Elias Canetti e fa riferimento all’infanzia dell’autore. Ambientato nella sua città natale (Ruse in Bulgaria), questo libro racconta gli avvenimenti di un bel tempo antico, quando le guerre mondiali erano ancora ben lontane e il piccolo Elias iniziava a familiarizzare con diverse lingue: lo spagnolo, il bulgaro, il rumeno e infine il tedesco, parlato dai genitori. Quest’ultima lingua assumerà una notevole importanza per l’autore, poiché la sceglierà come lingua per la sua scrittura.

Dopo aver scelto il libro da analizzare, è stata scelta l’edizione italiana con cui compiere il raffronto. Si è deciso di utilizzare la versione Adelphi tradotta nel 1980 da Amina Pandolfi e Renata Colorni, che si sono occupate della traduzione di altre grandi opere come I dolori del giovane Werther di J. W. Goethe e della collezione Opere di Sigmund Freud.

Una volta scelte le due versioni da usare nell’analisi, ho creato una tabella comparativa per iniziare il lavoro. Si tratta di una tabella composta da due colonne: nella prima colonna è stato inserito il testo originale in lingua tedesca, nella seconda la traduzione italiana del pezzo corrispondente. La versione tedesca è tratta dall’edizione S. Fischer Verlag 2004, quella italiana dall’edizione scelta.

Il testo originale (prototesto) e il testo tradotto (metatesto) sono stati confrontati con l’ausilio della tabella Valutrad (Osimo 2019: 2199/3676), usata

3

da alcuni docenti della Civica Scuola Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli» per correggere le traduzioni degli studenti. La tabella serve per analizzare i translation shifts, ovvero i cambiamenti traduttivi avvenuti nel passaggio da prototesto a metatesto. È suddivisa in tre macrocategorie: distorsioni della relazione, distorsioni della realtà e distorsioni della conoscenza. Le macrocategorie sono a loro volta suddivise in categorie minori che fanno riferimento ai singoli cambiamenti traduttivi. La tabella è composta da sei colonne verticali che indicano rispettivamente: il nome della macrocategoria, il nome della categoria, la sigla del cambiamento traduttivo, la spiegazione della sigla, le ricadute sulla ricezione, e alcuni esempi.

macrocategoria

categoria

sigla

spiegazione

ricadute

esempi

distorsioni della relazione

intratesto, intertesto, realia, cacofonia, rima

I

uso di sinonimi, ripetizioni, rimandi intratestuali rimandi intertestuali, realia

sinonimizzazione e desinonimizzazione coglimento di rimandi interni da un capo all’altro del testo. ridondanza lessicale migliore/peggiore coglimento dei rimandi esterni ad altri testi o altre culture

eliminazione (volontaria o involontaria) dei rimandi interculturali o intertestuali e delle ripetizioni volutamente disseminati in parti diverse del testo per creare rimandi esterni dal testo ad altri testi/culture

distorsioni della relazione

stile personale

S

migliore/

peggiore rendimento dello stile

migliore/peggiore resa dello stile

sostituzione di congiunzioni alle virgole in un autore che ha la ripetizione

4

della virgola come tratto poetico

distorsioni della relazione

cadenza, enfasi sintattica

R

enfasi, ordine delle parole, cadenza, punteggiatura, rima

è stato alterato uno di questi elementi, modificando il ritmo del testo. enfasi, ordine delle parole. dislocazioni, frase scisse, ordine anomalo delle parole che determina diversa accentuazione della frase

il capoverso dell’originale scompare nella traduzione o viceversa ne compare uno prima inesistente. È te che volevo ↠ Io volevo te

distorsioni della relazione

indicalità, punto di vista, riferimento interpersonale

PDV

deittici, rimandi interpersonali, punto di vista

migliore/peggiore riproduzione del punto di vista del narratore o del personaggio, ideologia personale

questo/quello ora/allora qui/là

distorsioni della relazione

destinatario (registro, tipo di testo, spostamento)

Dest

registro, tipo di testo

uso di parole di registro uguale a/diverso da quello desiderato. migliore/peggiore

parmi d’udire un botto ↠ cos’è ‘sto casino?

distorsioni della realtà

cambiamento radicale di senso (aggiunta, omissione)

M

cambiamento radicale di senso riguardante una parola o più, mistranslation

l’errore è tale da compromettere il senso generale della frase

the triumph of spirit over circumstance ↠il trionfo della spiritualità sul caso

5

distorsioni della realtà

modulazione di senso (specificazione o generalizzazione)

MOD

modulazione: specificazione- generalizzazion e, parole- termini, ambiguazione- disambiguazion e

una parola è resa più specifica o più generica. un termine è diventato parola comune o viceversa. ridondanza semantica. modifica del livello di ambiguità di un’espressione in entrambi i sensi

non mi dà fastidio, lo sopporto

distorsioni della realtà

calchi semantici

CS

Calchi Semantici e Sintattici

calco di parola che determina senso diverso e incomprensibile

il tuo comportament o è morbido

distorsioni della conoscenza

presunzione enciclopedica e logica

EL

Enciclopedia – precisione fattuale – conoscenza del mondo Logica

la dotazione enciclopedica della traduttrice è insufficiente a colmare l’implicito culturale. la logica della traduttrice è insufficiente a colmare l’implicito culturale

blue helmets↠ elmetti celesti sapeva che non sarebbe sopravvissuta alla propria morte

distorsioni della conoscenza

ancoraggio, focalismo, uso, leggibilità

U

uso: locuzioni, collocazioni, calchi non semantici, resa inefficace

una singola parola, sebbene non semanticamente sbagliata, è collocata in modo involontariamente marcato

l’ho mandato in quella città (anziché “a quel paese”) è supposto saperlo

6

1 LA CRITICA DELLA TRADUZIONE

1.1 Introduzione

Il processo traduttivo può essere suddiviso in tre fasi: la lettura e l’analisi traduttologica dell’originale, la stesura del testo tradotto e infine la critica della traduzione. In questo capitolo mi occuperò di approfondire l’ultima fase.

La critica della traduzione è da considerarsi una disciplina della traduttologia. I testi canonici della traduttologia contengono principi che possono essere considerati validi anche per la critica della traduzione, e alcuni saggi sono interamente dedicati all’analisi comparativa tra originale e traduzione.

1.2 La critica della traduzione secondo Toury

Già nel 1980 Toury sostiene che non si debba applicare la critica letteraria alla traduzione, bensì si debba contestualizzare la traduzione e analizzare le relazioni tra i singoli metatesti e il comportamento traduttivo nella cultura, e analizzare inoltre le norme che ne determinano l’appropriatezza (Toury 1993: 17). Egli rileva un pericolo insito nella tendenza orientata al metatesto: l’obliterazione. Analizzando la traduzione di alcuni haiku, composti originariamente da diciassette sillabe esatte, Toury conclude che l’eliminazione di questa caratteristica nelle versioni tradotte è coerente con l’approccio orientato al metatesto, poiché lo rende accettabile secondo i canoni della cultura ricevente.

In un altro testo Toury afferma che alla base della critica della traduzione vi è una ricerca empirica descrittiva, che ha l’obiettivo di individuare le norme di traduzione (Toury 1995: 62). Ciò potrebbe sembrare contraddittorio, poiché si sta parlando di un approccio descrittivo e allo stesso tempo normativo

7

(o meglio finalizzato all’individuazione di norme), ma Toury attribuisce alla parola «norma» un significato diverso rispetto ai normativisti: non è una regola da seguire, bensì un comportamento traduttivo riscontrato nella maggior parte delle descrizioni realizzate. Non si tratta perciò di decidere se attenersi alle norme o meno, ma di constatare quale sia la tendenza nella realtà traduttiva storica e contemporanea.

1.3 La dinamica proprio/altrui

La costante interazione di concezioni diverse porta all’evoluzione della cultura, la quale assegna un ruolo preciso alle traduzioni. La cultura ricevente influisce perciò sulla percezione del metatesto, poiché possiede un vero e proprio atteggiamento culturale verso i testi altrui. Gli aspetti pratici della percezione del testo sono uno «degli aspetti dell’organizzazione interna» (Lotman 1977: 61) di una cultura. Più la cultura del prototesto è percepita come “lontana” da quella ricevente, più ne risultano insignificanti la nazionalità, la collocazione cronologica e talvolta perfino l’autore. È quindi evidente che la lettura preventiva assume una notevole importanza. I processi culturali che determinano questa pre-ricezione sono extratestuali, e si evolvono a pari passo con la cultura ricevente. La concezione delle traduzioni all’interno di una cultura non rimane perciò stabile: è in continuo cambiamento.

Harold Bloom, teorico delle influenze culturali nella letteratura, unisce la teoria sistemica ai principi della psicoanalisi freudiana, individuando nel sistema culturale un meccanismo che vede l’autore come un figlio che cerca di emergere a dispetto del predominio culturale dei “padri” (gli autori precedenti). Ciò si ricollega al complesso edipico di Freud, poiché la volontà di emergere di un autore porta a instaurare un “conflitto” con gli autori precedenti, e questi precursori sono padri più o meno “ingombranti” a seconda del loro peso nella cultura in questione. Gli autori sono infastiditi poiché costretti a scrivere in reazione ai precursori, così tendono in genere a negare questo tipo di influenza

8

e la rimuovono. Questa rimozione produce indirettamente l’incapacità di interpretare in modo consapevole le opere dei precursori. L’interpretazione perde quindi la consapevolezza e conduce al «fraintendimento», per cui ogni opera diventa il fraintendimento (misinterpretation) di un’opera precedente e ogni interpretazione diventa una lettura erronea (misreading) del testo.

Popovič si occupa della distanza diacronica tra prototesto e metatesto: il traduttore, se non è contemporaneo all’autore, ha la facoltà di storicizzare o modernizzare il prototesto (Popovič 1980: 122-127). Raffrontando tra loro dei metatesti appartenenti a periodi differenti, lo studioso analizza la questione dell’invecchiamento delle traduzioni (Popovič 1980: 129). Nell’analisi della traduzione emerge un «mescolamento delle tendenze culturali» tra i due testi, definito con il termine di «creolizzazione»: il metatesto si configura come combinazione di due strutture. L’interazione culturale viene suddivisa da Popovič in tre forme:

  • ●  la cultura del prototesto è più forte della cultura del metatesto: si avrà un’azione centripeta sulla cultura ricevente, perciò si privilegeranno le consuetudini di espressione della cultura emittente;
  • ●  la cultura del metatesto è più forte della cultura del prototesto: si avrà un’azione centrifuga sulla cultura ricevente, perciò si privilegeranno le consuetudini di fruizione della cultura ricevente;
  • ●  l’interazione è paritaria, perciò le forze di influenza agiranno allo stesso modo nei due sensi.

    Le strategie traduttive di Popovič si basano sulla dialettica proprio/altrui, che è espressa in termini di connotazione e non di denotazione: la traduzione dell’elemento di un testo avviene tenendo conto non del significato astratto di una parola o di un oggetto presente nel testo originale, bensì del co-

9

testo e del contesto, ossia della valenza sistemica di tale oggetto (Popovič 1975: 133).

Toury prova a sviluppare il pensiero di Popovič, criticandone però il concetto di «creolizzazione». Toury concorda sul fatto che le traduzioni vadano a formare un sistema a sé stante, ma nega che possa esistere una realtà intermedia tra due culture, poiché la traduzione viene comunque inserita nella cultura ricevente. La soluzione, secondo Toury, è quella di individuare i singoli elementi da riferire alla cultura emittente e a quella ricevente.

Nel 1974 lo studioso Itamar Even-Zohar pubblica un saggio in cui espone per la prima volta la teoria del polisistema letterario: esiste un sistema costituito dall’intera letteratura mondiale e formato da vari sistemi più piccoli, costituiti sia dalle letterature nazionali e dai generi letterari, sia da microsistemi come, per esempio, la letteratura tradotta. Quest’ultima costituisce un sottosistema che prevede due fattori:

  • ●  i prototesti vengono scelti dalla letteratura ricevente;
  • ●  i metatesti adottano comportamenti specifici.
    Questo sistema può avere posizione centrale (forza propulsiva

    innovativa) o periferica (effetto conservatore) nel polisistema letterario. Ciò dipende da motivi storici e sociali.

    Il carattere innovativo può essere dovuto a una di queste tre condizioni:

    • ●  la letteratura ricevente è ancora giovane, aperta ai contributi

      esterni e quindi alle opere straniere tradotte;

    • ●  la letteratura ricevente rimane periferica o debole rispetto a

      quelle dominanti a livello mondiale;

    • ●  la letteratura ricevente è in fase di svolta o in crisi.

      Quando si ha un sistema periferico con effetto conservatore, la traduzione è fortemente influenzata dai canoni della letteratura ricevente. Al contrario, quando si ha un sistema periferico con ruolo centrale e funzione innovatrice, il comportamento traduttivo non segue necessariamente i canoni

10

della letteratura ricevente: il traduttore è disposto a violare le convenzioni locali. A queste condizioni, ci sono più probabilità che il metatesto sia una riproduzione delle relazioni testuali dominanti del prototesto (Even-Zohar 1990: 50).

Nel 1989 è già nota la distinzione di Toury tra principio di adeguatezza e principio di accettabilità. Secondo il principio dell’adeguatezza la dominante del metatesto è la resa del prototesto in quanto tale e non la facilità di ricezione del metatesto nella cultura ricevente. Le traduzioni di questo tipo sono quelle che favoriscono lo scambio tra culture, poiché conservano molto di ciò che è culturospecifico del prototesto. Al contrario, secondo il principio dell’accettabilità, la dominante del metatesto è la facilità di ricezione del metatesto nella cultura ricevente. In queste traduzioni molto di ciò che è culturospecifico del prototesto viene modificato.

Toury individua poi due linee di tendenza: source-oriented (orientata al prototesto), nella traduzione di testi letterari («translation of texts which are literary themselves»); target-oriented (orientata al metatesto), con il fine di creare metatesti letterari («to establish target literary texts») (Toury 1993: 17). La differenza sta nel fatto che la prima tendenza porta alla creazione di traduzioni, e non di testi (per esempio le traduzioni interlineari di ausilio alla comprensione dell’originale che però spesso non hanno senso dal punto di vista sintattico o stilistico).

André Lefevere si esprime sulla funzione di arricchimento reciproco delle culture attraverso la traduzione, grazie all’assorbimento di «prestiti, neologismi [...] metafore, modelli sintattici» tratti dalla lingua/cultura emittente: il traduttore «diviene l’“antenna” della propria letteratura nazionale, raccogliendo suoni nuovi e non familiari. È la salvaguardia dal provincialismo di una letteratura» (Lefevere 1975: 105).

La critica della traduzione, secondo Lefevere, deve avvenire sulla base di quattro equilibri:

11

  • ●  equilibrio tra enunciato e situazione [molti modi di esprimerla o non esprimerla];
  • ●  equilibrio tra enunciato/situazione e la possibilità di evidenziare una parola o un gruppo di parole [espressività lessicale e marcatezza sintattica];
  • ●  equilibrio tra langue e parole letterarie [marcatezza letteraria];
  • ●  equilibrio tra detto e non detto [esplicitezza e implicitezza]. Lefevere riconosce una certa utilità nel raffrontare il testo originale con le sue versioni tradotte. Le finalità sono molteplici: stabilire l’evoluzione delle concezioni poetiche nel corso del tempo, studiare le parole chiave, studiare la sociologia della letteratura per sapere a quale velocità le innovazioni letterarie giungono al lettore comune, accertare l’influenza di un’opera su una letteratura

    straniera e la ricezione riservatale (Lefevere 1975: 111-119).

    1.4 I modelli di approccio all’analisi comparativa

Prima di esporre nel dettaglio i modelli, è bene precisare che una traduzione può essere considerata una prova a stimolo chiuso con risposta aperta, poiché esiste un testo preciso da tradurre ma le realizzazioni possibili sono molteplici. Al fine di una valutazione bisogna quindi escludere che la risposta sia chiusa (ovvero che una sola versione sia quella corretta).

Nel corso degli ultimi decenni sono stati elaborati modelli che analizzano i cambiamenti microstrutturali all’interno del metatesto, ossia

cambiamenti che riguardano singole unità di testo, come ad esempio le parole, a prescindere dal contesto in cui si trovano. A partire da ciò si possono trarre conclusioni per quanto riguarda il testo nell’insieme, oppure si può produrre un elenco di tali microcambiamenti. Al contrario, nei modelli cronotopici, le categorie di cambiamento sono specifiche e il contesto assume un ruolo più importante.

12

Il modello di Leuven-Zwart appartiene alla prima categoria. La studiosa nederlandese è stata una dei primi a elaborare un metodo di analisi comparativa tra prototesto e metatesto.

Si tratta di un modello bottom-up: procede dal basso verso l’alto. Partendo dall’analisi dei cambiamenti microstrutturali si arriva successivamente ad analizzare prototesto e metatesto come un insieme (macrostruttura), finendo poi con l’esaminare le conseguenze dei cambiamenti microstrutturali sul piano

macrostrutturale.
Il modello cronotopico di Torop appartiene invece alla seconda

categoria. Si tratta di un modello top-down: procede dall’alto verso il basso, poiché analizza i dettagli solo dopo averne individuato l’importanza sistemica. Si parte ponendo il metatesto nel suo contesto comunicativo e, una volta individuate le caratteristiche salienti, si fanno delle considerazioni che vengono poi verificate attraverso l’analisi sul piano microstrutturale. Questo modello, a differenza del precedente, esamina le differenze tra originale e traduzione tenendo in considerazione il contesto.

Entrambi gli approcci hanno dei vantaggi. Il modello di Leuven- Zwart permette per esempio di esaminare anche le modifiche a parti del testo che non hanno un’importanza strategica, ma che tuttavia esistono. Al contrario, l’approccio top-down permette di mettere immediatamente in evidenza gli elementi fondamentali, distinguendoli da quelli secondari. Senza un’analisi cronotopica si rischierebbe di dare la stessa importanza a tutti i cambiamenti

traduttivi, trascurando le dominanti e le sottodominanti del testo in questione.

13

2 ANALISIPROTOTESTO-METATESTO

Die gerettete Zunge: Geschichte einer Jugend

La lingua salvata: Storia di una giovinezza

Meine früheste Erinnerung

Il mio più lontano1 ricordo

Meine früheste Erinnerung ist in Rot getaucht. Auf dem Arm eines Mädchens komme ich zu einer Tür heraus, der Boden vor mir ist rot, und zur Linken geht eine Treppe hinunter, die ebenso rot ist. Gegenüber von uns, in selber Höhe, öffnet sich eine Türe und ein lächelnder Mann tritt heraus, der freundlich auf mich zugeht. Er tritt ganz nahe an mich heran, bleibt stehen und sagt zu mir: »Zeig die Zunge!« Ich strecke die Zunge heraus, er greift in seine Tasche, zieht ein Taschenmesser hervor,

Il mio più lontano ricordo è intinto di rosso. In braccio a una ragazza2 esco da una porta, davanti a me il pavimento3 è rosso e sulla sinistra scende una scala pure rossa4.

Di fronte a noi, sul nostro stesso piano5, si apre una porta e ne esce un uomo sorridente che mi si fa incontro con aria gentile. Mi viene molto vicino, si ferma e mi dice: «Mostrami la lingua!». Io tiro fuori la lingua, lui affonda una mano in tasca, ne estrae un coltellino a serramanico,

1 MOD: früh significa «presto», «primo», e non «lontano». Le traduttrici probabilmente hanno deciso di usare «lontano» per mantenere la costruzione usata in tedesco, con il superlativo relativo.
2 U R: la struttura della frase, inserendo «in braccio a una ragazza» (auf dem Arm eines Mädchens) all’inizio, riprende quella tedesca ma risulta innaturale in italiano. L’enfasi della frase, inoltre, cambia. 3 R: l’enfasi della frase cambia poiché «davanti a me» (in tedesco vor mir) viene prima di «il pavimento» (der Boden). Nella versione tedesca l’enfasi è posta sul pavimento, in quella italiana su chi parla in prima persona, e quindi sull’autore.

4 S R: la traduzione italiana è più ridotta, in quanto la relativa presente in tedesco viene sostituita da un aggettivo preceduto da congiunzione. Essa risulta più scorrevole rispetto alla versione originale.
5 MOD: in selber Höhe significa «alla stessa altezza», ma in italiano abbiamo «sul nostro stesso piano», il che risulta più specifico rispetto all’originale.

14

öffnet es und führt die Klinge ganz nahe an meine Zunge heran. Er sagt: »Jetzt schneiden wir ihm die Zunge ab.« Ich wage es nicht, die Zunge zurückzuziehen, er kommt immer näher, gleich wird er sie mit der Klinge berühren. Im letzten Augenblick zieht er das Messer zurück, sagt: »Heute noch nicht, morgen.« Er klappt das Messer wieder zu und steckt es in seine Tasche.

lo apre e con la lama mi sfiora la lingua6. Dice: «Adesso gli tagliamo la lingua».
Io non oso ritirarla7, l’uomo8 si fa sempre più vicino, ora toccherà la lingua9 con la lama. All’ultimo momento ritira la lama e10 dice: «Oggi no, domani».

Richiude il coltellino con un colpo secco e se lo ficca in tasca.

Jeden Morgen treten wir aus der Tür heraus auf den roten Flur, die Türe öffnet sich, und der lächelnde Mann

Ogni mattina usciamo dalla porta che dà11 sul rosso pianerottolo12 e13 subito14 compare l’uomo sorridente che esce

6 M: heranführen significa «avvicinare», «portare vicino», mentre in italiano troviamo «sfiorare». Ciò comporta un cambiamento di senso, poiché sfiorando la lingua con una lama si può provocare una lieve ferita, se la si avvicina può anche non esserci un contatto.
7 I: in tedesco viene ripetuto die Zunge, mentre in italiano viene usato il pronome «la».

8 I: in tedesco viene usato il pronome personale er, mentre in italiano troviamo «l’uomo».
9 I: in tedesco viene usato il pronome personale sie come complemento oggetto; in italiano abbiamo invece «la lingua».
10 S R: le frasi vengono unite dalla congiunzione coordinante «e», ma in tedesco si ha solo una virgola. Il ritmo del testo viene alterato, così come lo stile dell’autore.
11 S PDV: viene usata una relativa che nell’originale è assente. Inoltre auf den roten Flur non è il luogo dove dà la porta, ma dove si dirige chi esce dalla porta (difatti Flur è all’accusativo, cioè indica un movimento). Perciò il punto di vista cambia. Una traduzione potrebbe essere «usciamo dalla porta sul pianerottolo rosso».
12 U: l’aggettivo «rosso» è stato posto prima del sostantivo «pianerottolo». La grammatica tedesca impone che l’aggettivo venga posto prima del sostantivo a cui si riferisce, ma nella versione italiana ciò risulta, in questo caso, innaturale.
13 S R: le frasi vengono unite dalla congiunzione coordinante «e», mentre in tedesco si ha solo una virgola. Il ritmo del testo viene alterato, così come lo stile dell’autore.
14 M: l’avverbio «subito» è un’aggiunta, poiché nell’originale è assente.

15

erscheint. Ich weiß, was er sagen wird und warte auf seinen Befehl, die Zunge zu zeigen. Ich weiß, daß er sie mir abschneiden wird und fürchte mich jedesmal mehr. Der Tag beginnt damit, und es geschieht viele Male.

dall’altra porta15. So benissimo16 che cosa dirà e aspetto il suo ordine di mostrare la lingua. So che me la taglierà e il mio timore aumenta sempre17 più. Così18 comincia la giornata, e la cosa si ripete19 molte volte.

Ich behalte es für mich und frage erst sehr viel später die Mutter danach. Am Rot überall erkennt sie die Pension in Karlsbad, wo sie mit dem Vater und mir den Sommer 1907 verbracht hatte. Für den Zweijährigen haben sie ein

Me la tengo per me e solo molto tempo dopo20 interrogo21 mia madre. Da tutto quel rosso lei riconosce la pensione di Karlsbad dove aveva trascorso l’estate del 1907 con mio padre e con me. Per il bambino di due anni si erano portati22 dalla Bulgaria una

15 R M: «compare l’uomo sorridente che esce dall’altra porta» è una frase che è stata tradotta e riformulata. La traduzione letterale sarebbe «la porta si apre, e l’uomo sorridente compare». Nella traduzione italiana si ha perciò un’alterazione del ritmo, e il senso della frase cambia poiché nell’originale non viene esplicitato il fatto che l’uomo esca effettivamente dalla porta.

16 M: l’avverbio «benissimo» è un’aggiunta. In tedesco è assente.
17 M: jedesmal significa «ogni volta», ma nella versione italiana si ha «sempre». La scelta di questo avverbio cambia il senso della frase, poiché non suggerisce l’idea che questa azione si ripeta più volte, ma che semplicemente il timore dell’autore aumenti a prescindere da quante volte l’azione accada.
18 R: l’avverbio «così» è stato spostato all’inizio della frase, e ciò determina una diversa accentuazione della frase.
19 MOD: geschehen significa «succedere», «accadere», ma in italiano troviamo «ripetersi» e questo verbo implica già di per sé che l’azione si ripeta più volte durante la giornata. Risulta perciò più specifico rispetto all’originale.
20 MOD: erst sehr viel später significa letteralmente «solo molto più tardi», ma in italiano troviamo «solo molto tempo dopo». «Molto più tardi» è generico e potrebbe riferirsi anche a un’azione avvenuta nella stessa giornata o nelle giornate immediatamente successive. Invece, usando «molto tempo dopo», si dà l’idea di un’azione avvenuta dopo mesi o anni.
21 Dest MOD: usare il verbo «interrogare» al posto di «chiedere» o «domandare» è una scelta di registro più alto rispetto a quello usato dall’autore. Inoltre, «interrogare» significa rivolgere delle domande con autorità e in forma solenne per avere chiarimenti e informazioni. Il senso della frase cambia.
22 S PDV: si ha un cambiamento del tempo verbale. In tedesco viene usato il Perfekt (corrispondente al passato prossimo), in italiano il trapassato prossimo. Questa scelta non rispecchia lo stile dell’autore, che raccontando la sua infanzia usa il presente e, in questo caso, il passato prossimo. Cambia anche il punto di vista.

16

Kindermädchen aus Bulgarien mitgenommen, selbst keine fünfzehn Jahre alt. In aller Frühe pflegt sie mit dem Kind auf dem Arm fortzugehen, sie spricht nur bulgarisch, findet sich aber überall in dem belebten Karlsbad zurecht und ist immer pünktlich mit dem Kind zurück. Einmal sieht man sie mit einem unbekannten jungen Mann auf der Straße, sie weiß nichts über ihn zu sagen, eine Zufallsbekanntschaft. Nach wenigen Wochen stellt sich heraus, daß der junge Mann im Zimmer genau gegenüber von uns wohnt, auf der anderen Seite des Flurs.

bambinaia che23 aveva a malapena quindici anni. La ragazza24 ha l’abitudine di uscire con il bambino25 di prima mattina, parla soltanto bulgaro, eppure passeggia disinvolta26 nelle vie27 animate di Karlsbad28, e ritorna sempre puntualmente con il piccino29. Un giorno qualcuno la vede per strada con un giovanotto30 sconosciuto, lei non sa dire nulla di lui, spiega che l’ha conosciuto per caso31.

Dopo alcune settimane salta fuori che il

giovanotto abita camera di fronte lato opposto del

proprio nella a noi, sul pianerottolo.

23 S R M: viene usata una relativa che nell’originale è assente. Cambia inoltre il significato della frase, poiché la traduzione letterale dal tedesco sarebbe «lei stessa di neanche quindici anni», come per sottolineare il fatto che fosse anche lei una “bambina”.
24 I: in tedesco troviamo il pronome personale sie, in italiano invece «la ragazza».

25 M: nella versione italiana viene omesso auf dem Arm (e cioè «in braccio»). Ciò compromette parzialmente il senso della frase.
26 M: sich zurechtfinden non significa «passeggiare disinvolta» ma «sapersi orientare».
27 M: in italiano si fa riferimento alle «vie animate di Karlsbad», ma nella versione originale si parla semplicemente di Karlsbad nel suo complesso, non delle sue vie.

28 MOD: nella traduzione italiana viene omesso überall, che significa «ovunque».
29 MOD I: in tedesco viene usato il sostantivo Kind che significa «bambino», ma in italiano abbiamo una modulazione di senso in quanto viene usato «piccino», che è la forma vezzeggiativa di «piccolo». I rimandi intratestuali, inoltre, vengono meno.
30 Dest: in tedesco viene usato junger Mann che significa letteralmente «giovane uomo», ma nella versione italiana viene usato il sostantivo «giovanotto», forma accrescitiva di «giovane». La parola «giovanotto» è desueta e di registro più alto rispetto all’originale.
31 R S M: eine Zufallsbekannschaft (letteralmente in italiano «una conoscenza fortuita») diventa nella traduzione italiana un’intera proposizione («spiega che l’ha conosciuto per caso»), alterando il ritmo del testo e modificando lo stile dell’autore. Inoltre, il verbo «spiegare» è un’aggiunta e questa azione non viene esplicitata nel testo originale.

17

Das Mädchen geht manchmal nachts rasch zu ihm hinüber. Die Eltern fühlen sich für sie verantwortlich und schicken sie sofort nach Bulgarien zurück.

Qualche volta, di notte,32 la ragazza s’infila ratta33 nella sua stanza34. I miei genitori, che35 si sentono responsabili per lei, la rimandano immediatamente in Bulgaria.

Beide, das Mädchen und der junge Mann, gingen sehr früh von zu Hause fort, auf diese Art müssen sie sich zuerst begegnet sein, so muß es begonnen haben. Die Drohung mit dem Messer hat ihre Wirkung getan, das Kind hat zehn Jahre darüber geschwiegen.

Entrambi, la ragazza e il giovanotto, avevano l’abitudine36 di uscire il mattino37 molto presto38, e devono essersi conosciuti39 in questo modo, così dev’essere cominciata fra loro. La minaccia di quel coltellino40 è stata efficace41, il bambino ha taciuto la cosa per dieci anni.

32 R: sono stati posti i complementi di tempo e di luogo all’inizio della frase, separati da delle virgole, alterando in questo modo il ritmo del testo.
33 Dest: «ratta» è una scelta di registro più alto rispetto all’originale.
34 M Dest: in tedesco abbiamo zu ihm hinübergehen che significa «passare da lui», mentre nella traduzione italiana troviamo «infilarsi nella sua stanza». Ciò comporta un cambiamento di senso, e il registro usato («infilarsi») risulta più basso. È stato inoltre aggiunto «nella sua stanza», che è assente nel testo originale.

35 R S: l’uso di una relativa in italiano, laddove in tedesco si trovano due frasi unite dalla congiunzione coordinante und, altera il ritmo del testo e lo stile dell’autore.
36 S MOD: «avevano l’abitudine» è stato inserito per specificare che uscire molto presto fosse un’abitudine per i due giovani. In tedesco viene usato semplicemente il Präteritum, che può indicare un’azione abitudinaria nel passato (e corrisponde all’imperfetto italiano). Però il tempo verbale usato in tedesco potrebbe non indicare un’abitudine, poiché potrebbe non trattarsi di un’abitudine ma di un obbligo.

37 MOD: «il mattino» è un’aggiunta, assente nell’originale.
38 MOD: von zu Hause («da casa») viene omesso nella traduzione italiana.
39 M: zuerst begegnen non significa «conoscere» ma «incontrare (casualmente) per la prima volta».
40 MOD: Messer significa «coltello», ma in italiano si ha una modulazione di senso poiché il termine viene reso con la forma diminutiva «coltellino».
41 S Dest MOD: Wirkung tun significa letteralmente «fare effetto», non «essere efficace». La parola «efficace» viene usata solitamente per indicare rimedi, medicinali o altri tipi di aiuto che producono in genere un effetto positivo. Viene alterato lo stile dell’autore, e il registro non corrisponde a quello usato in tedesco.

18

Familienstolz

Orgoglio di famiglia

Rustschuk, an der unteren Donau, wo ich zur Welt kam, war eine wunderbare Stadt für ein Kind, und wenn ich sage, daß sie in Bulgarien liegt, gebe ich eine unzulängliche Vorstellung von ihr, denn es lebten dort Menschen der verschiedensten Herkunft, an einem Tag konnte man sieben oder acht Sprachen hören. Außer den Bulgaren, die oft vom Lande kamen, gab es noch viele Türken, die ein eigenes Viertel bewohnten, und an dieses angrenzend lag das Viertel der Spaniolen, das unsere. Es gab Griechen, Albanesen, Armenier,

Rustschuk42, sul basso Danubio, dove sono venuto al mondo, era per un bambino43 una città meravigliosa, e quando dico che si trova in Bulgaria ne do un’immagine insufficiente, perché nella stessa Rustschuk44 vivevano persone di origine diversissima, in un solo giorno si potevano sentire sette o otto lingue. Oltre ai bulgari, che spesso venivano dalla campagna, c’erano molti turchi, che abitavano in un quartiere tutto per loro, che confinava45 col quartiere degli «spagnoli»46, dove stavamo noi47. C’erano greci, albanesi, armeni,

42 E: in italiano la città di Русе (in bulgaro) viene chiamata Ruse. Anche in tedesco il nome Rustschuk è caduto in disuso, poiché ora la città viene chiamata Russe, Rousse oppure Ruse.
43 R M: lo spostamento del complemento determina un’accentuazione diversa nella frase. Il senso della frase cambia poiché nella traduzione sembra che Ruse appaia come una città meravigliosa agli occhi di un bambino, mentre nel testo originale vi è scritto che Ruse è da considerarsi una città meravigliosa per un bambino.

44 I: in italiano viene ripetuto il nome della città, laddove in tedesco vi è semplicemente l’avverbio dort («lì»).
45 S R: viene inserita una relativa che nell’originale è assente. Una traduzione alternativa potrebbe essere «e confinante a questo si trovava».

46 M E: Spaniolen indica i discendenti degli ebrei che furono espulsi dalla Spagna nel 1492 con il decreto dell’Alhambra. L‘uso delle sole virgolette, nella traduzione, non aiuta a trasmettere lo stesso significato. Si potrebbe usare il termine «sefarditi».
47 S R M PDV: viene usata una relativa che in tedesco è assente, allungando il periodo e alterando lo stile dell’autore. Il senso della frase cambia, poiché «dove stavamo noi» non comunica lo stesso senso di appartenenza a quel quartiere come «il nostro». Cambia anche il punto di vista.

19

Zigeuner. Vom gegenüberliegenden Ufer der Donau kamen Rumänen, meine Amme, an die ich mich aber nicht erinnere, war eine Rumänin. Es gab, vereinzelt, auch Russen.

zingari. Dalla riva opposta del fiume48 venivano i rumeni, e49 la mia balia, di cui però non mi ricordo, era una rumena.

C’era anche qualche russo, ma erano casi isolati50.

Als Kind hatte ich keinen Überblick über diese Vielfalt, aber ich bekam unaufhörlich ihre Wirkungen zu spüren. Manche Figuren sind mir bloß in Erinnerung geblieben, weil sie einer besonderen Stammesgruppe angehörten und sich durch ihre Tracht von anderen unterschieden. Unter den Dienern, die wir im Laufe jener sechs Jahre im Hause hatten, gab es einmal

Essendo un bambino non avevo una chiara51 visione di questa molteplicità, ma ne vivevo52 continuamente gli effetti. Alcune figure mi sono rimaste impresse nella memoria semplicemente perché appartenevano a particolari gruppi etnici e si distinguevano dagli altri per l’abbigliamento. Fra la servitù53 che ci passò per casa54 nel corso di quei sei anni, una volta ci

48 I PDV: non è stato tradotto il nome del fiume, e cioè il Danubio (in tedesco Donau). La trovo una scelta insolita, dato che è la prima volta che appare un riferimento al Danubio nel testo e converrebbe quindi scriverlo. Anche il punto di vista cambia, perché «il fiume» è un riferimento generico.
49 S R: le frasi vengono unite dalla congiunzione coordinante «e», ma in tedesco si ha solo una virgola. Il ritmo del testo viene alterato, così come lo stile dell’autore.

50 S R: viene inserita una proposizione avversativa, che nell’originale è assente. Ciò comporta un’alterazione del ritmo e un cambiamento di stile. Una traduzione più fedele all’originale potrebbe essere «C’erano, qua e là, anche dei russi».
51 M: «chiara» è un’aggiunta, assente nell’originale. Nella traduzione sembra che lui da bambino riuscisse comunque a riconoscere questa molteplicità, ma non in maniera chiara. Nel testo originale vi è scritto semplicemente che lui non riusciva a vederla.

52 M: spüren significa «percepire», «sentire», mentre in italiano abbiamo «vivere». Il senso della frase cambia, poiché percepire gli effetti di qualcosa è diverso rispetto a viverli in prima persona.
53 MOD Dest: viene usato un nome collettivo («servitù»), quando nel testo originale si fa riferimento ai Diener, e cioè «i domestici». Inoltre, la parola «servitù» è ormai in disuso e viene associata solitamente al personale di servizio delle famiglie nobili.

54 M: l’espressione «passare per casa», usata in italiano, risulta più specifica di quella usata nella versione originale (im Hause haben, letteralmente «avere in casa»). Trasmette l’idea che i servitori siano cambiati nel corso degli anni, e che non siano rimasti sempre gli stessi.

20

einen Tscherkessen und später einen Armenier. Die beste Freundin meiner Mutter war Olga, eine Russin. Einmal wöchentlich zogen Zigeuner in unseren Hof, so viele, daß sie mir wie ein ganzes Volk erschienen, und von den Schrecken, mit denen sie mich erfüllten, wird noch die Rede sein.

fu un circasso e più tardi un armeno. La migliore amica di mia madre era Olga, una russa. Una volta alla settimana, nel nostro cortile55 venivano gli zingari, 56tanti che mi parevano un popolo intero, e io mi sentivo invaso da un grande spavento di cui parlerò più avanti57.

Rustschuk war ein alter Donauhafen und war als solcher von einiger Bedeutung gewesen. Als Hafen hatte er Menschen von überall angezogen, und von der Donau war immerwährend die Rede. Es gab Geschichten über die besonderen Jahre, in denen die Donau zufror; von Schlittenfahrten über das Eis nach Rumänien hinüber;

Rustschuk era un’antica città portuale sul Danubio e come tale aveva avuto la sua importanza. A causa del porto58 aveva attirato persone da ogni parte, e del fiume59 si faceva un gran parlare. Si raccontava degli anni eccezionali in cui il Danubio era gelato; delle corse in slitta60 sul ghiaccio fino in Romania;

55 R: nella traduzione l’enfasi viene posta sul cortile, e non sugli zingari.
56 S: in italiano viene omesso il rafforzativo so, e cioè «così».
57 M S R: «e io mi sentivo invaso da un grande spavento di cui parlerò più avanti» è una frase che è stata tradotta e riformulata. La mancanza delle virgole comporta un’alterazione del ritmo. Inoltre, lo spostamento di alcuni elementi della frase e l’omissione di altri fanno sì che l’enfasi venga posta su chi scrive in prima persona, e non sugli orrori (Schrecken) come nella versione tedesca. Una traduzione alternativa potrebbe essere «e degli orrori, di cui mi sommersero, ne parlerò ancora». Il senso della frase, in generale, cambia.
58 MOD: in tedesco viene usata la congiunzione als, che significa «in quanto»: non ha né valore negativo né valore positivo. In italiano viene usato «a causa di», che in questa frase sembra indicare il porto come qualcosa di negativo. Una traduzione alternativa potrebbe essere «Avendo un porto» oppure «Essendoci un porto».
59 I: al posto di «Danubio», nella traduzione troviamo semplicemente «fiume».
60 M: Schlittenfahrten significa letteralmente «viaggi in slitta». «Corse» dà l’idea che si andasse velocemente, oppure che questi viaggi seguissero un orario come succede con i mezzi di trasporto.

21

von hungrigen Wölfen, die hinter den Pferden der Schlitten her waren.

dei lupi famelici che inseguivano i cavalli che trainavano le slitte.

Wölfe waren die ersten wilden Tiere, über die ich erzählen hörte. In den Märchen, die mir die bulgarischen Bauernmädchen erzählten, kamen Werwölfe vor, und mit einer Wolfsmaske vorm Gesicht erschreckte mich eines Nachts mein Vater.

I lupi furono i primi animali feroci61 di cui sentii parlare. Nelle fiabe che le mie bambinaie62 bulgare mi raccontavano c’erano i lupi mannari, e una notte mio padre mi spaventò comparendomi davanti63 con una maschera da lupo sul viso.

Es wird mir schwerlich gelingen, von der Farbigkeit dieser frühen Jahre in Rustschuk, von seinen Passionen und Schrecken eine Vorstellung zu geben. Alles was ich später erlebt habe, war in Rustschuk schon einmal geschehen. Die übrige

Mi sarà difficile dare un’immagine di tutto il colore di quei64 primi anni a Rustschuk, delle passioni e dei terrori di quel tempo65. Tutto ciò che ho provato e vissuto66 in seguito era sempre67 già accaduto a Rustschuk. Laggiù68 il resto del mondo

61 M: wild significa «selvatico» in italiano, non «feroce». Cambia il senso della frase, poiché i lupi sono animali feroci ma qui si fa riferimento agli animali selvatici.
62 M: Bauernmädchen significa «giovane contadina», «contadinella» o «ragazza di campagna», non «bambinaia». Si ha un radicale cambiamento di senso.

63 R: «comparendomi davanti» è un’aggiunta, assente in tedesco. Non comporta un cambiamento di senso, ma allunga il periodo.
64 PDV: in tedesco viene usato l’aggettivo dimostrativo dieser, che significa «di questi», ma in italiano troviamo «di quei».

65 S PDV: viene omesso l’aggettivo possessivo seinen. Il riferimento agli anni trascorsi a Ruse diviene esplicito inserendo «di quel tempo» alla fine.
66 MOD: erleben qui viene tradotto usando due verbi: «provare» e «vivere».
67 M: einmal significa «una volta», ma nella versione italiana viene usato «sempre». La scelta di questo avverbio cambia leggermente il senso della frase.

68 MOD R: dort significa semplicemente «là», ma in italiano abbiamo «laggiù», come per sottolineare la lontananza (fisica e/o culturale) della città di Ruse con il resto d’Europa. L’accentuazione della frase è diversa rispetto all’originale, poiché l’avverbio di luogo viene spostato all’inizio.

22

Welt hieß dort Europa, und wenn jemand die Donau hinauf nach Wien fuhr, sagte man, er fährt nach Europa, Europa begann dort, wo das türkische Reich einmal geendet hatte. Von den Spaniolen waren die meisten noch türkische Staatsbürger. Es war ihnen unter den Türken immer gutgegangen, besser als den christlichen Balkanslawen. Aber da viele unter den Spaniolen wohlhabende Kaufleute waren, unterhielt das neue bulgarische Regime gute Beziehungen zu ihnen, und Ferdinand, der König, der lange regierte, galt als Freund der Juden.

si chiamava Europa e, quando qualcuno risaliva il Danubio fino a Vienna, si diceva che andava in Europa.69 L’Europa cominciava là dove un tempo finiva l’impero ottomano70. La maggior parte degli «spagnoli» erano ancora cittadini turchi. Sotto i turchi si erano sempre trovati bene, meglio che gli schiavi71 cristiani dei Balcani. Ma poiché molti fra gli «spagnoli» erano agiati commercianti, anche72 il nuovo regime bulgaro intratteneva con loro buone relazioni, e Ferdinando, il re dal lungo regno73, era considerato un amico degli ebrei.

Die Loyalitäten der Spaniolen waren einigermaßen kompliziert. Sie waren gläubige Juden, denen ihr

Le convinzioni che questi «spagnoli» nutrivano74 erano piuttosto complicate. Erano ebrei osservanti, interessati alla

69 R S: viene usato un punto al posto della virgola. Ciò altera il ritmo del testo e lo stile dell’autore.
70 S I: das türkische Reich significa semplicemente «l’impero turco», ma in italiano si ha «l’impero ottomano» (in tedesco «das Osmanische Reich»). Il collegamento intratestuale con i turchi che vengono nominati precedentemente viene meno.
71 M L: Balkanslawen significa «slavi dei Balcani» e non «schiavi dei Balcani». Si ha un cambiamento radicale di senso e non è logico scrivere che, sotto i turchi, i sefarditi si trovano addirittura meglio degli schiavi cristiani.
72 S: «anche» è un’aggiunta, assente nel testo originale. Non comporta però un cambiamento di senso. 73 S U: in tedesco abbiamo una relativa con verbo e avverbio. In italiano sono stati usati un sostantivo e un aggettivo. Sembra quasi che il lungo regno sia una caratteristica del re, ma non è così. Si tratta una formula goffa in italiano.
74 R: è stata aggiunta una relativa, che allunga il periodo.

23

Gemeindeleben etwas bedeutete. Es stand, ohne Überhitztheit, im Mittelpunkt ihres Daseins. Aber sie hielten sich für Juden besonderer Art, und das hing mit ihrer spanischen Tradition zusammen. Im Lauf der Jahrhunderte seit ihrer Vertreibung hatte sich das Spanisch, das sie untereinander sprachen, sehr wenig verändert. Einige türkische Worte waren in die Sprache aufgenommen worden, aber sie waren als türkisch erkennbar, und man hatte für sie fast immer auch spanische Worte. Die ersten Kinderlieder, die ich hörte, waren Spanisch, ich hörte alte spanische ›Romances‹, was aber am kräftigsten war und für ein Kind

vita della loro comunità;75 pur senza fervori eccessivi, essa era al centro della loro esistenza. Ma si consideravano ebrei di un tipo un po’76 speciale, e ciò dipendeva dalla loro tradizione spagnola. Nel corso dei secoli, dopo la loro cacciata77 dalla Spagna, lo spagnolo che parlavano fra loro si era modificato appena. Alcune parole turche erano entrate nella loro lingua, ma erano chiaramente riconoscibili come tali78 e le cose che esse significavano potevano essere dette quasi sempre anche con parole spagnole79. Udii le prime canzoncine infantili80 in spagnolo81, udii anche82 antiche romances spagnole, ma l’elemento dominante, al quale un bambino non poteva assolutamente

75 M: l’espressione etwas bedeuten è stata tradotta con l’aggettivo «interessati», e Gemeindeleben con «vita della comunità». Il senso della frase cambia, poiché i sefarditi non provavano un semplice interesse per la vita della loro comunità, ma per loro la vita nella comunità aveva una notevole importanza («significava qualcosa», letteralmente).

76 MOD: «un po’» è un’aggiunta arbitraria, assente nel testo originale.
77 Dest: Vertreibung significa «espulsione». «Cacciata» abbassa il registro rispetto al testo originale.
78 I: non viene ripetuto «turche», viene usato invece il pronome «tali».
79 S R: «le cose che esse significavano potevano essere dette quasi sempre anche con parole spagnole» è una frase più lunga di quella contenuta nella versione tedesca. Va a modificare sia il ritmo sia lo stile dell’autore. Una traduzione più breve potrebbe essere «e per queste vi erano quasi sempre delle parole spagnole» oppure «e a queste corrispondevano quasi sempre delle parole spagnole».
80 MOD: Kinderlieder significa «canzoni infantili», ma in italiano troviamo «canzoncine infantili». Viene usata la forma diminutiva di «canzone».
81 R: l’assenza della relativa modifica l’enfasi della frase, che al posto di essere posta sulle canzoni è posta su chi scrive.
82 S: «anche» è un’aggiunta, assente in tedesco. Non comporta però un cambiamento di senso.

24

unwiderstehlich, war eine spanische Gesinnung. Mit naiver Überheblichkeit sah man auf andere Juden herab, ein Wort, das immer mit Verachtung geladen war, lautete ›Todesco‹, es bedeutete einen deutschen oder aschkenasischen Juden. Es wäre undenkbar gewesen, eine ›Todesca‹ zu heiraten, und unter den vielen Familien, von denen ich in Rustschuk als Kind reden hörte oder die ich kannte, entsinne ich mich keines einzigen Falles einer solchen Mischehe. Ich war keine sechs Jahre alt, als mich mein Großvater vor einer solchen Mesalliance in der Zukunft warnte. Aber mit dieser allgemeinen Diskriminierung war es nicht getan. Es gab unter den Spaniolen selbst die ›guten Familien‹, womit man die meinte, die schon seit langem reich waren. Das stolzeste Wort, das man

sottrarsi, era la mentalità spagnola. Con ingenua presunzione si guardavano gli altri ebrei dall’alto in basso, la parola «todesco» veniva sempre pronunciata con intonazione sprezzante83 e84 stava a significare un ebreo tedesco o ashkenazi. Sarebbe stato impensabile sposare una «todesca» e fra le molte famiglie che conoscevo o di cui da bambino sentii parlare a Rustschuk, non ricordo un solo caso nel quale si fosse verificato85 un matrimonio misto di quel tipo. Non avevo ancora sei anni quando mio nonno mi mise in guardia da una simile mésalliance86.

Ma la cosa non si esauriva in questa generica discriminazione. Fra gli stessi «spagnoli» c’erano le «buone famiglie», che erano poi le famiglie87 facoltose da varie generazioni88. L’elogio più grande che

83 R M: il ritmo e l’enfasi della frase risultano alterati poiché la relativa è assente. Un’alternativa potrebbe essere «una parola, che veniva sempre caricata di disprezzo, era «todesco»». Il senso della frase, inoltre, cambia.
84 S R: le frasi vengono unite dalla congiunzione coordinante «e», ma in tedesco si ha solo una virgola. Il ritmo del testo viene alterato, così come lo stile dell’autore.

85 S R: «nel quale si fosse verificato» allunga il periodo e modifica lo stile dell’autore.
86 MOD: in der Zukunft («in futuro») è stato omesso.
87 I: in italiano viene ripetuto «famiglie», mentre in tedesco si ha solo il pronome die.
88 M: die schon seit langem reich waren significa «che erano ricche già da molto (tempo)», ma in italiano abbiamo «facoltose da varie generazioni». Questa soluzione risulta più specifica rispetto all’originale.

25

über einen Menschen hören konnte, war ›es de buena famiglia‹, er ist aus guter Familie. Wie oft und bis zum Überdruß habe ich das von der Mutter gehört. Als sie vom Burgtheater schwärmte und Shakespeare mit mir las, ja viel später noch, als sie von Strindberg sprach, der zu ihrem Leibautor wurde, genierte sie sich nicht, von sich selbst zu sagen, daß sie aus guter Familie stamme, es gebe keine bessere. Sie, der die Literaturen der Kultursprachen, die sie beherrschte, zum eigentlichen Inhalt ihres Lebens wurden, empfand keinen Widerspruch zwischen dieser leidenschaftlichen Universalität und dem hochmütigen Familienstolz, den sie unablässig nährte.

si potesse sentir dire di una persona era che «es de buena familia». Quanto spesso, fino alla noia, ho sentito ripetere questa frase89 da mia madre! Quando andava in estasi per il Burgtheater,90 o leggeva Shakespeare con me, ma anche molto più tardi, quando parlava di Strindberg, che era diventato il suo autore prediletto, mai si vergognava di dire di se stessa che veniva da una buona famiglia, che non ce n’era una migliore. Lei che aveva fatto della letteratura delle grandi lingue europee91, che sapeva benissimo92, il contenuto essenziale della propria esistenza93, non avvertiva lo stridore94 fra questo senso di appassionata universalità e l’arrogante orgoglio di famiglia che continuava95 incessantemente ad alimentare.

Schon zur Zeit, als ich ihr noch ganz

Fin dal tempo in cui ero ancora

89 I: in italiano troviamo «questa frase», mentre in tedesco si ha solo il pronome das.
90 R: la virgola, assente nella versione originale, altera il ritmo della frase.
91 M: in tedesco abbiamo Kultursprachen che significa letteralmente «lingue delle nazioni civili», quindi non vi è alcun riferimento al fatto che queste lingue siano solamente europee.
92 MOD: beherrschen significa «padroneggiare»; in italiano troviamo «sapere benissimo».
93 MOD: Leben significa «vita», non «esistenza».
94 MOD I: Widerspruch significa «contraddizione» o «contrasto», non «stridore». Viene inoltre eliminato il rimando intratestuale con la parola «contraddizione» nel paragrafo successivo.
95 S: «continuava» è un’aggiunta. Il senso di continuità dell’azione può essere reso usando l‘imperfetto «alimentava» (come nel testo originale).

26

verfallen war – sie schloß mir alle Türen des Geistes auf, und ich folgte ihr blindlings und begeistert –, fiel mir dieser Widerspruch auf, der mich peinigte und verstörte, und in unzähligen Gesprächen, zu jeder Periode meiner Jugend, sprach ich mit ihr darüber und warf es ihr vor, aber es machte ihr nicht den geringsten Eindruck. Ihr Stolz hatte früh seine Kanäle gefunden, die er unbeirrt befuhr, mich aber hat sie durch diese Enge, die ich an ihr nicht begriff, früh gegen jeden Hochmut der Herkunft eingenommen.

Ich kann Menschen mit Kastenstolz irgendwelcher Art

completamente in suo dominio – fu lei a schiudermi tutte le porte dell’intelletto, e io la seguii con cieco entusiasmo96 – rimasi colpito da quella97 contraddizione, che mi dispiaceva98 e mi turbava, e in ogni periodo della mia giovinezza ne discussi con lei e gliela rinfacciai innumerevoli volte99, senza che ciò100 le facesse la minima impressione. Il suo orgoglio aveva trovato molto101 presto i suoi canali e102 li seguiva imperterrito, e103 proprio questa angustia mentale, che in lei non capivo, mi portò assai per tempo a schierarmi contro ogni pregiudizio104 di nascita. Non riesco a prendere sul serio quelli che coltivano un orgoglio di casta,

96 S M: i due avverbi blindlings e begeistert sono stati tradotti usando un aggettivo e un sostantivo, alterando lo stile dell’autore. Un’alternativa potrebbe essere «a occhi chiusi e in maniera entusiasta». Inoltre il senso della frase cambia, perché «cieco entusiasmo» potrebbe indicare un entusiasmo immotivato.

97 PDV: in tedesco abbiamo dieser Widerspruch («questa contraddizione»), ma in italiano troviamo «quella contraddizione».
98 M: peinigen significa «tormentare», non «dispiacere». Cambia il senso della frase.
99 R S: lo spostamento di alcuni elementi della frase altera il ritmo e lo stile dell’autore. Una traduzione alternativa potrebbe essere «e durante innumerevoli discussioni, in ogni periodo della mia giovinezza, ne parlai con lei e gliela rinfacciai».

100 S: in tedesco si ha un’avversativa, quindi si potrebbe tradurre con «ma ciò non le fece la minima impressione».
101 MOD: «molto» è un’aggiunta, assente nella versione originale.
102 S R: in italiano non è stata inserita la relativa e si è deciso di unire le due frasi con la congiunzione «e». Il ritmo risulta più veloce rispetto all’originale, e lo stile dell’autore viene alterato.

103 S: in tedesco vi è un’avversativa, mentre in italiano una coordinata. 104 M: Hochmut non significa «pregiudizio» ma «arroganza», «superbia».

27

nicht ernstnehmen, ich betrachte sie wie exotische, aber etwas lächerliche Tiere. Ich ertappe mich bei den umgekehrten Vorurteilen gegen Menschen, die sich auf ihre hohe Herkunft etwas zugute halten. Den wenigen Aristokraten, mit denen ich befreundet war, mußte ich erst nachsehen, daß sie davon sprachen, und hätten sie geahnt, welche Mühe mich das kostete, sie hätten auf meine Freundschaft verzichtet.

Alle Vorurteile sind durch andere V orurteile bestimmt, und am häufigsten sind die, die sich aus ihren Gegensätzen herleiten.

qualunque esso sia105:106 mi sembrano107 animali esotici, ma anche108 un po’ ridicoli. Mi accorgo ad un tratto di avere pregiudizi opposti, cioè109 contro le persone che danno una certa importanza alla loro nascita altolocata. Ai pochi aristocratici con cui ho avuto110 rapporti di amicizia, dovevo innanzitutto perdonare che parlassero di questa cosa, e se mai avessero potuto111 immaginare la fatica che tutto ciò mi costava, certamente112 avrebbero rinunciato alla mia amicizia. Tutti i pregiudizi sono determinati da altri pregiudizi, e i più frequenti sono quelli che nascono dai loro opposti.

Es kommt dazu, daß die Kaste, zu

Va aggiunto poi che la casta alla quale

105 R: quest’ultima parte, separata da una virgola, assume una certa enfasi, che invece non ha nell’originale.
106 R: i due punti alterano il ritmo della frase, poiché nell’originale vi è solo una virgola.
107 MOD PDV: betrachten significa «ritenere», «considerare», e non «sembrare (a qualcuno)». Il punto di vista inoltre si sposta da chi scrive alle persone di cui si sta parlando nel testo.

108 S: «anche» è un’aggiunta, ma non cambia il senso della frase.
109 R S: il ritmo della frase viene rallentato dalla virgola. «Cioè» è un’aggiunta.
110 PDV S: Canetti sta raccontando eventi lontani nel passato usando il Präteritum, che corrisponde all’imperfetto o passato remoto dell’indicativo. Finora nella traduzione è sempre stato usato il passato remoto, ma questa volta è stato usato il passato prossimo.
111 S MOD: «potuto» è un’aggiunta, assente nella versione originale. Ciò cambia leggermente il senso della frase, poiché implica che gli aristocratici non potessero effettivamente immaginare la sua situazione.
112 MOD: «certamente» è un’aggiunta che modifica parzialmente il senso della frase, perché (nella traduzione) l’autore dà per scontato che in questo caso gli aristocratici avrebbero rinunciato alla sua amicizia.

28

der meine Mutter sich rechnete, neben ihrer spanischen Herkunft eine des Geldes war. In meiner Familie und besonders in ihrer sah ich, was Menschen durch Geld geschah. Ich fand die am schlechtesten, die sich am willigsten dem Gelde hingaben. Ich lernte alle Übergänge von Geldgier zu Verfolgungswahn kennen. Ich sah Brüder, die einander durch ihre Habgier in jahreslangen Prozessen zugrunde richteten und

mia madre si vantava di appartenere113, a parte la sua origine spagnola, era una casta114 del denaro. Nella mia famiglia, e in particolare nella sua,115 ho visto116 che cosa il denaro può fare117 alla gente. Ho scoperto118 che le persone peggiori sono119 quelle dominate dalla passione del denaro. Ho imparato120 a conoscere tutti i passaggi che dalla rapacità portano alla mania di persecuzione. Ho visto121 fratelli che per avidità si sono rovinati122 a vicenda con processi di anni e anni, e che sono

113 M: sich rechnen significa «annoverarsi», non «vantarsi di appartenere».
114 I: viene ripetuta la parola «casta», ma in tedesco ciò non avviene.
115 R: le virgole rallentano il ritmo della frase e fanno assumere a questa parte una certa enfasi, che in tedesco non possiede.
116 PDV S I: Canetti sta raccontando eventi lontani nel passato usando il Präteritum, che corrisponde all’imperfetto o passato remoto dell’indicativo. Inizialmente in questo capitolo viene usato il passato remoto, mentre ora si ha un passaggio al passato prossimo.
117 PDV S I: Canetti sta raccontando eventi lontani nel passato usando il Präteritum, che corrisponde all’imperfetto o passato remoto dell’indicativo. Inizialmente in questo capitolo viene usato il passato remoto, mentre ora si ha un passaggio al passato prossimo.
118 PDV S I: Canetti sta raccontando eventi lontani nel passato usando il Präteritum, che corrisponde all’imperfetto o passato remoto dell’indicativo. Inizialmente in questo capitolo viene usato il passato remoto, mentre ora si ha un passaggio al passato prossimo.
119 PDV S I: Canetti sta raccontando eventi lontani nel passato usando il Präteritum, che corrisponde all’imperfetto o passato remoto dell’indicativo. Inizialmente in questo capitolo viene usato il passato remoto, mentre ora si ha un passaggio al presente.
120 PDV S I: Canetti sta raccontando eventi lontani nel passato usando il Präteritum, che corrisponde all’imperfetto o passato remoto dell’indicativo. Inizialmente in questo capitolo viene usato il passato remoto, mentre ora si ha un passaggio al passato prossimo.
121 PDV S I: Canetti sta raccontando eventi lontani nel passato usando il Präteritum, che corrisponde all’imperfetto o passato remoto dell’indicativo. Inizialmente in questo capitolo viene usato il passato remoto, mentre ora si ha un passaggio al passato prossimo.
122 PDV S I: Canetti sta raccontando eventi lontani nel passato usando il Präteritum, che corrisponde all’imperfetto o passato remoto dell’indicativo. Inizialmente in questo capitolo viene usato il passato remoto, mentre ora si ha un passaggio al passato prossimo.

29

die weiter prozessierten, als kein Geld mehr da war. Sie waren aus derselben, ›guten‹ Familie, auf die die Mutter so stolz war. Sie sah es selbst mit an, wir sprachen oft darüber. Ihr Verstand war durchdringend, ihre Menschenkenntnis an den großen Werken der Weltliteratur geschult, aber auch an den Erfahrungen ihres eigenen Lebens. Sie erkannte die Motive der wahnwitzigen Selbstzerfleischung, in der ihre Familie begriffen war; sie hätte mit Leichtigkeit einen Roman darüber schreiben können:

andati123 avanti a processarsi124 fino a quando125 il denaro svanì completamente126. Eppure127 appartenevano a quella stessa «buona» famiglia di cui mia madre andava tanto fiera. Lo vedeva anche lei, ne parlavamo spesso. La sua intelligenza era penetrante, la sua conoscenza degli uomini128 si era formata sulle grandi opere della letteratura universale129, ma anche attraverso le proprie personali esperienze130. Conosceva131 benissimo132 i motivi insensati che avevano portato i membri della sua famiglia a dilaniarsi a vicenda: avrebbe potuto con facilità scriverci sopra un

123 PDV S I: Canetti sta raccontando eventi lontani nel passato usando il Präteritum, che corrisponde all’imperfetto o passato remoto dell’indicativo. Inizialmente in questo capitolo viene usato il passato remoto, mentre ora si ha un passaggio al passato prossimo.
124 CS: si ha un calco legato al verbo tedesco prozessieren: «processare» in italiano significa sottoporre a processo, ma quest’azione è svolta dal tribunale. In questo caso sarebbe opportuno usare il verbo «querelare».

125 M: als significa «quando» o «dopo che», non «fino a quando». Il senso della frase cambia, poiché i due fratelli continuarono a processarsi anche quando avevano finito i soldi, non fino a quando non ci furono più soldi.
126 MOD Dest: «svanire completamente» è più preciso rispetto a «non esserci più» (traduzione letterale di kein… mehr da sein). Inoltre, questa scelta alza il registro rispetto al testo originale.

127 M: «Eppure» è un’aggiunta che cambia il senso della frase, perché rende palese il punto di vista dell’autore su questa situazione.
128 M: usare solo «uomini» per intendere l’umanità o comunque l’insieme di uomini e donne che vivono sulla Terra può portare il lettore a fraintendere il significato della frase.

129 MOD: Weltliteratur significa letteralmente «letteratura mondiale», non «letteratura universale».
130 S: una traduzione più fedele all’originale potrebbe essere «ma anche attraverso le esperienze della sua stessa vita».
131 M: erkennen significa «riconoscere», non «conoscere». Cambia il senso della frase.
132 S MOD: «benissimo» è un’aggiunta, assente nella versione originale. Banalizza inoltre lo stile di Canetti.

30

ihr Stolz auf diese selbe Familie blieb unerschüttert. Wäre es Liebe gewesen, ich hätte es eher begriffen. Aber viele der Protagonisten liebte sie gar nicht, über manche war sie empört, für andere empfand sie Verachtung, für die Familie als ganze empfand sie nur Stolz.

romanzo; ma133 la sua fierezza134 per quella stessa famiglia non ne veniva scossa. Se fosse stato amore, avrei potuto anche capirlo. Ma molti dei protagonisti di quelle vicende135 non li amava affatto, alcuni li considerava addirittura persone indegne136, altri li disprezzava, ma per la famiglia in quanto tale provava solo orgoglio.

Spät habe ich erkannt, daß ich, auf die größeren Verhältnisse der Menschheit übertragen, genau wie sie bin. Ich habe den besten Teil meines Lebens damit zugebracht, dem Menschen, wie er in den historischen Zivilisationen erscheint, auf seine Schliche zu kommen. Ich habe die Macht so erbarmungslos untersucht und zerlegt wie meine Mutter die

Una cosa ho capito tardi, ed è137 che io, se si proietta tutto ciò sul piano dei più vasti rapporti umani, sono fatto138 esattamente come lei. Ho passato la parte migliore della mia esistenza139 a mettere a nudo le debolezze140 dell’uomo, quale ci appare nelle civiltà storiche.

Ho analizzato il potere e l’ho scomposto nei suoi elementi con la stessa spietata lucidità141 con cui mia

133 S: nella versione originale non c’è nessuna avversativa.
134 I: al posto di «orgoglio», parola che è stata usata nel resto del testo come traducente di Stolz, qui viene usato il sinonimo «fierezza».
135 S MOD: «di quelle vicende» è un’aggiunta, assente in tedesco. Inoltre penso che il termine «protagonisti» sia associato al romanzo che la madre dell’autore avrebbe potuto scrivere, non alle «vicende».
136 M: empört sein significa «essere indignato». Cambia il senso della frase.
137 R: si ha una diversa accentuazione della frase, poiché alcuni elementi sono stati spostati.
138 S: «fatto» è un’aggiunta, che non cambia però il senso della frase.
139 MOD: Leben significa letteralmente «vita», non «esistenza».
140 M: jdm auf die Schliche kommen significa «scoprire le astuzie (o i trucchi) di qualcuno».
141 M: so erbarmungslos significa «così spietatamente», non «con spietata lucidità». «Lucidità» è un’aggiunta, che va a modificare il senso della frase.

31

Prozesse in ihrer Familie. Es gibt wenig Schlechtes, was ich vom Menschen wie der Menschheit nicht zu sagen hätte. Und doch ist mein Stolz auf sie noch immer so groß, daß ich nur eines wirklich hasse: ihren Feind, den Tod.

madre analizzava i processi della sua famiglia. Ben poco del male che si può dire dell’uomo e dell’umanità io non l’ho detto142. E tuttavia l’orgoglio che provo143 per essa è ancora così grande che solo una cosa io odio veramente: il suo nemico, la morte.

142 M PDV: il senso della frase e il punto di vista cambiano rispetto all’originale, poiché nella traduzione italiana sembra che si parli di un’azione avvenuta nel passato. Una traduzione alternativa potrebbe essere «C’è ben poco di negativo che non avrei da dire sull’uomo e sull’umanità».
143 R S: la relativa allunga il periodo, ed è stata inserita poiché è stato omesso l’aggettivo possessivo prima di «orgoglio». Una soluzione più ridotta potrebbe quindi essere «il mio orgoglio per essa».

32

3 RIFLESSIONI E CONCLUSIONI

I cambiamenti traduttivi riscontrati nel corso dell’analisi riguardano prevalentemente lessico, sintassi, rimandi intratestuali, enfasi e ritmo, a volte registro e deissi e, soprattutto nella parte finale, i tempi verbali.

Il lessico è tra gli aspetti che hanno subito il maggior numero di modifiche. Principalmente si tratta di cambiamenti di modulazione (MOD) o di mistranslation (M). Spesso le scelte lessicali hanno determinato un cambiamento di senso, in alcuni casi radicale. Nel corso dell’analisi comparativa si è riscontrato più volte questo tipo di cambiamento, che a volte ha compromesso il senso di una frase intera. Sono state riscontrate persino alterazioni di frasi intere o parti di frase che si discostano nettamente dalla versione originale, pur mantenendo nella maggior parte dei casi una certa coerenza nel metatesto. Ovviamente ciò può essere stabilito solo in seguito a un lavoro di analisi: il lettore comune del metatesto non sa in che modo il prototesto sia stato manipolato, e può anche trovare la lettura del testo tradotto scorrevole. In alcuni casi il lessico è stato modificato in maniera perlopiù specificante, non generalizzante: le parole sono state rese più specifiche, rischiando di attribuire una sfumatura di significato diversa e allontanarsi così dall’idea dell’autore. Sono presenti diverse omissioni e aggiunte, ma si tratta principalmente di avverbi che vanno a conferire una sfumatura diversa a queste frasi.

A volte è evidente una scelta di parole inattuale, che viene percepita come “lontana” dall’italiano odierno. Ciò si manifesta in questa traduzione attraverso un innalzamento del registro (Dest) rispetto al testo originale. A questo proposito è bene ricordare che Amina Pandolfi ha iniziato la sua carriera da traduttrice negli anni ’40, e l’anno di nascita di Renata Colorni è il 1939. In pochi casi il registro risulta, invece, più basso.

Lo stile (S) di Elias Canetti, prevalentemente paratattico e ricco di asindeti, è stato più volte modificato, favorendo invece l’uso di polisindeti (le congiunzioni coordinanti) e l’ipotassi. In alcuni casi è stata rilevata una vera e

33

propria riformulazione di intere frasi, che risultano perciò molto diverse rispetto a quelle del testo originale.

Di conseguenza, anche il ritmo (R) è stato alterato in varie parti del testo. Nella maggioranza dei casi esso risulta rallentato, ma non mancano passi in cui il ritmo è stato reso più veloce. L’enfasi posta su alcune parti del discorso cambia rispetto al testo originale, ma non in modo tale da precludere una corretta comprensione del testo. In questa categoria rientrano il diverso ordine delle parole, le dislocazioni, le frasi scisse, che comportano uno spostamento della posizione normale delle parole. Spesso nella traduzione si nota che vengono isolate parti di frasi proprio per aumentarne l’enfasi.

Per evitare le ripetizioni (I), si è ricorso più volte all’uso di pronomi personali, sostantivi e sinonimi. In alcuni casi si è verificata l’eliminazione di rimandi intratestuali, e in generale sono state adottate delle scelte lessicali e morfologiche non sempre coerenti con il resto della traduzione.

Per quanto riguarda la deissi (PDV), sono stati riscontrati alcuni cambiamenti: per esempio, «questo/a» in tedesco è diventato «quello/a» in italiano. Tale strategia viene spesso adottata in modo inconsapevole dai traduttori e si tratta ad ogni modo di un fenomeno abbastanza diffuso. Altri cambiamenti traduttivi riconducibili alla categoria del punto di vista sono quelli relativi ai tempi verbali. L’autore usa nella prima parte il presente storico, nella seconda invece prevale l’uso del passato remoto e dell’imperfetto. Soprattutto nella parte finale si rileva una minore attinenza al testo originale, facendo prevalere l’uso del passato prossimo. In altre frasi il punto di vista viene alterato poiché i riferimenti vengono resi più espliciti o impliciti rispetto alla versione originale.

Si sono verificati tre cambiamenti di uso (U) durante il processo traduttivo, poiché la disposizione degli elementi della frase ha replicato la struttura della frase tedesca oppure, in un caso, la resa in italiano si è rivelata inefficace.

34

Si rilevano due casi di presunzione enciclopedica (E), e un caso di presunzione logica (L). Ciò porta il lettore comune, soprattutto nel caso della parola der Spaniole, a non comprendere cosa l’autore originale intendesse comunicare.

È stato riscontrato un solo caso di calco semantico (CS) dal tedesco.

La traduzione, nel suo insieme, manifesta un approccio finalizzato alla leggibilità: il lettore modello dovrebbe tuttavia disinteressarsi degli aspetti filologici legati al testo originale. I cambiamenti rilevati suggeriscono che alla base del lavoro di traduzione vi sia stata la volontà di rendere il testo di Canetti più agevole a questo tipo di lettore. Come risulta dall’analisi, questa ha però determinato un impoverimento generale nel metatesto.

35

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Bibliographisches Institut & F.A. Brockhaus AG 1880-2019 Duden. Disponibile in internet all’indirizzo https://www.duden.de/, consultato nei mesi di giugno 2019 – settembre 2019.

Centro Lessicografico Sansoni 2006 Il Sansoni tedesco. Dizionario Deutsch- Italienisch, italiano-tedesco. Sesta edizione. Disponibile in internet all’indirizzo https://dizionari.corriere.it/dizionario_tedesco/, consultato nei mesi di giugno 2019 – settembre 2019.

Even-Zohar I. 1990 «The position of translated literature within the literary polysystem». Poetics Today, 11:45-51.

Istituto dell’Enciclopedia Italiana 1929-2019 Enciclopedia Italiana di scienze, lettere ed arti Treccani. Disponibile in internet all’indirizzo http://www.treccani.it/enciclopedia/, consultato nei mesi di giugno 2019 – settembre 2019.

Istituto dell’Enciclopedia Italiana 1986-2019, Vocabolario Treccani. Disponibile in internet all’indirizzo http://www.treccani.it/vocabolario/, consultato nei mesi di giugno 2019 – settembre 2019.

Lefevere A. 1975 Translating Poetry. Seven Strategies and a Blueprint. Amsterdam: Van Gorcum 105-119.

Osimo B. 2019 Traduzione e qualità. Seconda edizione. Milano.

Popovič A. 1975 Problemy hudožestvennogo perevoda, a cura di P. M. Toper. Traduzione in russo di I. A. Bernštejn e I. S. Černjavskaja 1980. Mosca: Vysšaja škola 122-133.

Toury G. 1993 «“Translation of literary texts” vs. “literary translation”: a distinction reconsidered». Recent Trends in Empirical Translation Research. In S. Tirkkonen-Condit e J. Laffling a cura di 1993:10-24.

Toury G. 1995 Descriptive Translation Studies and Beyond. Amsterdam: Benjamins 62.

36

Ringraziamenti

Desidero ringraziare innanzitutto la mia relatrice e il mio correlatore, la professoressa Romanò e il professor Osimo, per la disponibilità e la gentilezza dimostratemi durante tutto il periodo di stesura di questo elaborato.

Un grazie sincero alle mie compagne di corso, con cui ho condiviso attimi di gioia e di sconforto e che mi hanno supportata (e sopportata) prima di ogni esame.

Ringrazio Linda, Chiara e Aurora per avermi ascoltata, incoraggiata e consolata durante tutti questi anni, come solo le vere amiche sanno fare.

Ringrazio Alessandro, per avermi dato speranza e aver creduto in me fin dal primo giorno.

Un ringraziamento speciale va a mia madre e mio zio che, con il loro affettuoso e costante sostegno, mi hanno permesso di arrivare fin qui. Un grazie anche a mio padre, che porto sempre nel mio cuore.

37