Jul 192015
 

Doležel: structuralism of the Prague school

 

 

Nicole Marezza

 

Fondazione Milano

Civica Scuola Interpreti Traduttori

via Alex Visconti, 18 20151 MILANO

 

 

 

Relatore: professor Bruno Osimo

Diploma in Mediazione linguistica

Luglio 2015

 

© L. Doležel «The Cambridge History of Literary Criticism» volume 8 1995

© Cambridge University Press «The Cambridge History of Literary Criticism» volume 8 2005

© Nicole Marezza per l’edizione italiana 2015

 

 

 

Doležel: structuralism of the Prague school

 

Abstract in italiano

La presente tesi propone la traduzione del capitolo Structuralism of the Prague school del manual The Cambridge History of Literary Criticism volume VIII di Raman Selden. Nella prefazione viene brevemente introdotto il capitolo e la sua struttura e si esaminano alcune scelte traduttive. Il testo tradotto affronta il tema dello strutturalismo letterario sviluppato dal circolo linguistico di Praga. La teoria si basa su un’elaborazione del pensiero di Ferdinand de Saussure e dei formalisti russi. Nel capitolo in esame viene esposta brevemente la storia del Circolo linguistico di Praga e si affrontano i temi delle norme letterarie, della struttura letteraria, dell’epistemologia della Scuola di Praga e vengono esposte le teorie di importanti personaggi del mondo della linguistica tra cui Jakobson, Mukařovský, Mathesius e altri.  

English abstract

This work presents the translation of the chapter Structuralism of the Prague school from Doležel’s manual on linguistics The Cambridge History of Literary Criticism volume VIII. The foreword provides a brief overview of the chapter’s content and structure and examines some choices made during the translation. The translated text tackles the concept of literary structuralism developed by the Prague Linguistic Circle. Their theory is based on the development of the thought of Ferdinand de Saussure and the Russian formalists. The history of the Prague Linguistic Circle is briefly explained in this chapter. Some of the major theme are the literary norms, the literary structure and the Prague School epistemology. Theories of important scholars of the PLC such as Jakobson, Mukařovský, Mathesius can be found.

 

Резюме на русском языке

В данной работе представлен перевод главы structuralism of the Prague school из учебника The Cambridge History of Literary Criticism учёного Долежеля. Во введении представлено общее содержание и структура главы, а также выборочные примеры переводов, определенных слов и выражений, используемых в тексте оригинала. В переведённом тексте рассматривается понятие литературный структурализм разработанное Пражским лингвистическим кружком. Их теория основана на дальнейшем развитии идеи, предложенной Фердинандом де Соссюром и русскими формалистами. В рассматриваемой главе кратко излага́ется история Пражского лингвистического кружка а также рассматриваются предметы литературных норм,  литературной структуры, эпистемологии Пражской лингвистической школы. Здесь также излагаются теорий важных учёных лингвистики, например Якобсона, Мукаржовского,  Матезиуса и других.

 

 

 

 

Sommario

 

1 Introduzione al testo. 4

2. Traduzione con testo a fronte. 4

2.2 History. 7

2.2 Storia. 7

2.3 Prague School epistemology. 13

2.3 L’epistemologia della scuola di Praga. 13

2.4 Specificity of literary communication. 17

2.4 Specificità della comunicazione letteraria. 17

2.5 Literary structure. 24

2.5 Struttura letteraria. 24

2.6 Semiotics of the subject and of the social context of literature; literary norms. 30

2.6 Semiotica del soggetto e del contesto sociale della letteratura; norme letterarie. 30

2.7 Poetic (fictional) reference. 38

2.7 Referenza poetica (fizionale) 38

2.8 Literary history. 43

2.8 Storia della letteratura. 43

2.9 Production history. 47

2.9 Storia della produzione. 47

2.10 Reception history. 48

2.10 Storia della ricezione. 48

2.11 History of structure. 50

2.11 Storia della struttura. 50

3. Riferimenti bibliografici 56

 

 

 

 

1 Introduzione al testo

 

La presente tesi ha come oggetto la traduzione del secondo capitolo del manuale The Cambridge History of Literary Criticism volume 8 a cura di Raman Selden, pubblicato nel 1995 presso la Cambridge University Press.

Il capitolo che ho tradotto si intitola «Structuralism of the Prague school» e tratta del lavoro svolto dai componenti del Circolo linguistico di Praga che hanno sviluppato il primo sistema dello strutturalismo letterario. Il Circolo è stato fondato da Mathesius nel 1926 e da lì è cresciuto fino a diventare un’associazione internazionale. Gli studiosi del Circolo linguistico di Praga hanno ricevuto un grande contributo dai formalisti russi. La loro teoria si basa su un’elaborazione del pensiero di Ferdinand de Saussure e dei formalisti russi. Il capitolo in esame ci mostra come lo strutturalismo non sia un fenomeno francese, ma faccia parte anche del mondo slavo. Il lavoro svolto dai formalisti russi è stato di fondamentale importanza per gli studiosi del Circolo linguistico di Praga. Il capitolo è composto da undici sottocapitoli tra cui storia, epistemologia della scuola di Praga, specificità della comunicazione letteraria, struttura letteraria, norme letterarie… Viene mostrata l’evoluzione di varie teorie, e i diversi punti di vista. Gli studiosi adottano una posizione strutturale-sistemico nello studio della letteratura: un concetto è definito da tutti gli altri e questo a sua volta li definisce. La letteratura è considerata una forma di comunicazione, esistono quindi regole di ricezione, produzione e struttura di un testo poetico. Sulla base di questo principio vengono sviluppate tre diverse teorie che prevedono un diverso numero di fattori coinvolti in ogni discorso: la teoria di Bühler (3 fattori), di Mukařovský (4 fattori) e di Jakobson (6 fattori).  Nei testi poetici prevale la funzione estetica e manca un riscontro preciso nella realtà esterna al contrario della ricezione del linguaggio con funzioni comunicative che ha pretese di riscontro nella realtà esterna. Viene ritenuto che lo strato tematico di una struttura letteraria sia indipendente dalla lingua, ma allo stesso tempo connesso perché il tema viene espresso attraverso questa. In questo capitolo si parla anche del rapporto tra autore e opera. Jakobson sostiene che la vita e il lavoro di uno scrittore siano intercambiabili, che un’invenzione poetica sia il riflesso della realtà psichica dell’autore. Per quanto riguarda il ricevente si pensa che la sua condizione influenzi la percezione dell’opera. Vodička, nei suoi studi che posero le basi per la teoria della ricezione, spiega come l’opera letteraria sia intesa come segno estetico diretto al pubblico e la ricezione cambi in base alle proprietà estetiche del testo e all’atteggiamento dei lettori. Il capitolo si conclude mostrando la differenza del pensiero positivista e strutturalista riguardo al cambiamento letterario; mentre la storia positivista cercava le cause del cambiamento letterario fuori dalla letteratura, la storia strutturalista concepisce l’evoluzione della poesia come automovimento. Jakobson sostiene che ci sia un legame tra diacronia e sincronia e che i concetti di sistema e i suoi cambiamenti siano collegati.

2. Traduzione con testo a fronte

 

The groundwork of structural poetics laid by the Russian Formalists was developed into the first system of twentieth-century literary structuralism by scholars of the cercle linguistique de Prague (Prague Linguistic Circle – PLC). Il lavoro preparatorio della poetica strutturale condotto dai formalisti russi fu sviluppato dagli studiosi del Cercle linguistique de Prague (Circolo linguistico di Praga) nel primo sistema dello strutturalismo letterario del novecento.
The personal and theoretical links between the Russian and the Prague school are well known. I legami personali e teorici tra la scuola Russa e la scuola di Praga sono ben noti.
Jan Mukařovský, the most prominent literary theorist of Prague, acknowledged that the conceptual system of his first major work – the May monograph of 1928- originated with the Russian Formalists (Kapitoly, II, p.12). Jan Mukařovský, il più illustre teorico della letteratura di Praga, riconobbe che il sistema concettuale del suo primo lavoro importante – May, una monografia del 1928 – aveva radici nei formalisti russi (Mukařovský 1948:2 12). 
Later on, in his review of the Czech translation of Shklovsky’s Theory of Prose (published in 1934) Mukařovský summed up not only the Czech indebtedness to, but also the Czech criticism of, early Russian Formalism (‘K českému překladu’, Kapitoly, I, pp. 344-50; Steiner, The Word, pp. 134-42). Più tardi, nella sua recensione della traduzione ceca di Teoria della prosa di Šklovskij (1934) Mukařovský riassunse non solo i debiti che i cechi avevano nei confronti del primo formalismo russo ma anche le loro critiche (Mukařovský 1934:I:344-50; Steiner 1977:134-42).
The first president of the PLC, Vilém Mathesius, surveying the first ten years of the Circle’s activities in 1936, highly commended the contribution of Russian scholars, but emphasized the domestic sources of Prague School thought. Il primo presidente del Circolo linguistico di Praga, Vilém Mathesius, esaminando i primi dieci anni delle attività del Circolo nel 1936, fece molti elogi al contributo degli studiosi russi ma sottolineò che il pensiero della scuola di Praga aveva radici nazionali.
He strongly protested the claim that the work done in Prague was nothing more than an application of Russian linguistic and literary-theoretical trends; the ‘working symbiosis’ achieved in the Circle is a ‘mutual give and take’ (‘Deset let’ pp 149ff.; cf Renský, ‘Roman Jakobson’, p. 380). Protestò fortemente contro l’affermazione secondo cui il lavoro fatto a Praga non era nulla di più di un’applicazione delle tendenze linguistiche e teoricoletterarie; la «simbiosi operativa» raggiunta nel Circolo è un «dare e ricevere reciproco» (Mathesius 1966:149 e seguenti; vedi anche Renský 1977:380).
In the same year, Roman Jakobson, who was a member of both Schools, spoke as well of a ‘symbiosis of Czech and Russian thought’, but pointed also to influence from Western European and American science. Nello stesso anno Roman Jakobson, membro di entrambe le scuole, parlò anche di una «simbiosi del pensiero ceco e russo», facendo inoltre notare le influenze provenienti dagli ambienti scientifici statunitensi e dell’Europa occidentale.
Such a synthesis was not exceptional in Prague: ‘The position at the crossroads of various cultures has been always characteristic of the Czechoslovak world’(‘Die Arbeit’, SW, II, p.547). Una sintesi di questo tipo non era inconsueta a Praga: «la posizione all’incrocio tra diverse culture è sempre stata caratteristica del mondo cecoslovacco» (Jakobson 1936:II:547).
Today, from a historical distance, we recognise the Prague School as one of the manifestations of the last blossoming of Central European culture[1]. Oggi, da una distanza storica, riconosciamo la scuola di Praga come una delle manifestazioni dell’ultimo fiorire della cultura mitteleuropea.
In the short period between the 1910s and 1930s, Central Europe gave rise to several theoretical systems which were to dominate the twentieth-century intellectual climate: phenomenology (Husserl, Ingarden), psychoanalysis (Freud, Rank), neopositivism (the Vienna Circle),Gestalt-psychology (Wertheimer, Köhler, Koffka), the Warsaw School of logic (Leśniewski, Tarski) and, last but not least, structuralism (the Prague School). Nel breve periodo tra il 1910 e il 1940, l’Europa centrale ha dato luogo a diversi sistemi teorici che avrebbero dominato il clima intellettuale del novecento: la fenomenologia (Husserl, Ingarden), la psicoanalisi (Freud, Rank), il neopositivismo (il Circolo di Vienna), la psicologia della gestalt (Wertheimer, Köhler, Koffka), la scuola logica di Varsavia (Leśniewski, Tarski) e ultimo ma non per importanza, lo strutturalismo (la scuola di Praga).
The PLC was integrated into the Central European context not only by the interantional composition of its membership, but also by lively scholarly contacts (lectures by Husserl, Carnap, Utitz and others). Il Circolo linguistico di Praga era integrato nel contesto mitteleuropeo non solo per la composizione internazionale, ma anche per i suoi vivaci contatti accademici (le lezioni di Husserl, Carnap, Utitz e altri).

2.2 History

2.2 Storia

The Prague Linguistic Circle was born on 6 October 1926: Vilém Mathesius, director of the English seminar at Charles University, and four of his colleagues (R. Jakobson, B. Havránek, B. Trnka, J. Rypka) met to discuss a lecture presented by the young German linguist H. Becker. Il Circolo linguistico di Praga venne fondato il 6 ottobre 1926: Vilém Mathesius, direttore del seminario inglese all’Univerzita Karlova, e quattro suoi colleghi (Jakobson, Havránek, Trnka, Rypka) si incontrarono per discutere di una conferenza tenuta dal giovane linguista tedesco Becker.
Mathesius gave the group not only an organized form, but also a clear theoretical direction[2]. Mathesius diede al gruppo non solo un’organizzazione ma anche una chiara direzione teorica.
The Circle quickly grew into an international association of about fifty scholars, including, in addition to its founding members, J. Mukařovský, O. Fischer, N. V. Trubeckoj, S. Karcevskij, P. Bogatyrёv, D. Cyževskyj, F. Slotty. Il Circolo si evolse velocemente in un’associazione internazionale di circa cinquanta studiosi, inclusi, oltre ai suoi membri fondatori, J. Mukařovský, O. Fischer, N. V. Trubeckoj, S. Karcevskij, P. Bogatyrёv, D. Cyževskyj, F. Slotty.
In the 1930s, a group of younger scholars entered the Circle, among them R. Wellek, F. Vodička, J. Veltrusky, J. Prušek and J. Vachek. Negli anni trenta entrò nel Circolo un gruppo di studiosi più giovani, tra cui R. Wellek, F. Vodička, J. Veltrusky, J. Prušek e J. Vachek.
Initially, papers presented at the regular meetings were concerned with theoretical linguistics, but soon questions of poetics became an equally important topic of discussion; ethnology and anthropology, philosophy and legal theory followed[3]. Inizialmente, i documenti che venivano presentati durante gli incontri periodici avevano come oggetto la linguistica teorica, ma presto la questione della poetica diventò un argomento di discussione altrettanto importante; poi venivano l’etnologia, l’antropologia, la filosofia e giurisprudenza.
The Circle’s international scholarly series Travaux du Cercle Linguistique de Prague (TCLP) (1929-1939) contains in eight volumes germinal contributions by members and ‘fellow travellers’, written in English, French, and German.   La serie internazionale accademica Travaux du Cercle Linguistique de Prague (1929-1939) presenta in otto volumi il contributo fondamentale degli studiosi e dei loro «compagni di viaggio» in inglese, francese e tedesco.
In 1928, the Prague participants of the first international congress of linguistics in the Hague drafted jointly with the Geneva School scholars a document outlining the principles of the new, structural linguistics. Nel 1928 i partecipanti praghesi al primo congresso internazionale di linguistica all’Aia redassero insieme agli studiosi della scuola di Ginevra un documento che descriveva a grandi linee i principi della nuova linguistica strutturale.
The programmatic ‘Thèses du Cercle Linguistique de Prague’ (presented to the first International Congress of Slavists held in Prague and published in TCLP, I, 1929) set out the structural theory of language, literary language and poetic language. Le programmatiche «Thèses du Cercle Linguistique de Prague» (presentate al primo congresso internazionale degli slavisti tenutosi a Praga e pubblicate nei Travaux du Cercle Linguistique de Prague, I, 1929) enunciava la teoria strutturale della lingua, del linguaggio letterario e poetico.
In 1932, in the documents of the third International Congress of Phonetic Science in Amsterdam the label ‘L’Ecole de Prague’ was first used, in a narrow application, referring to the innovative phonology of the PLC linguists. Nel 1932 nei documenti del terzo congresso internazionale sulla scienza della fonetica tenutosi ad Amsterdam, per la prima volta venne usata la definizione «L’Ecole de Prague», in un contesto circoscritto, riferendosi all’innovativa fonologia dei linguisti del Circolo linguistico di Praga.
In the 1930s, the Circle emerged as a strong cultural force on the domestic scene. Negli anni trenta il Circolo emerse nel contesto nazionale come una potente forza culturale.
Its first contribution of this kind was a tribute to the philosopher president of the Czechoslovak republic T. G. Masaryk (on the occasion of his eightieth birthday) – a slim volume Masaryk a řeč (Masaryk and Language) (1930) containing lectures by Mukařovský and Jakobson. Il suo primo contributo di questo tipo fu un tributo al filosofo e presidente della repubblica Cecoslovacca Masaryk (in occasione del suo ottantesimo compleanno) – un agile volume Masaryk a řeč (Masaryk e la lingua) (1930) che conteneva conferenze di Mukařovský e Jakobson.
The PLC attracted wide public attention when its members , in alliance with avant-garde Czech writers and poets[4] stood up against conservative purists who tried pedantically to restrict experimentation in contemporary poetic language. Il Circolo linguistico di Praga attirò l’attenzione di un vasto pubblico quando i suoi soci, d’accordo con scrittori e poeti cechi d’avanguardia, si opposero ai puristi conservatori che cercavano pedantescamente di limitare le sperimentazioni nel linguaggio poetico contemporaneo.
The cycle of polemical and programmatic lectures published in Spisovná čeština a jazyková kultura (Standard Czech and Language Culture) (1932) formulated the PLC principles of language, culture and planning which have retained their significance up to today (see also Garvin, “Role”). Il ciclo di conferenze polemiche e programmatiche pubblicate in Spisovná čeština a jazyková kultura (Havranek 1932) presentavano i principi linguistici, culturali e programmatici del Circolo linguistico di Praga, che sono tuttora significativi (vedi anche Garvin, «Role»).
No less enduring are studies on the history of old and modern Czech verse (Jakobson, Mukařovský), on Czech dialects end on the history of Czech literary language (both by Havránek) published in a special volume of the representative Ottuv slovník naučný (Otta’s Encyclopaedia) (1934). Vale lo stesso per gli studi sulla storia dei versi cechi antichi e moderni (Jakobson, Mukařovský), e sui dialetti e sulla storia del linguaggio letterario ceco (entrambi di Havránek) pubblicati in un volume speciale del rappresentativo Ottuv slovník naučný (Otta 1934).
In 1935 the PLC launched its Czech journal Slovo a slovesnost (The Word and Verbal Art), exploiting in its title the happy etymological link which in Slavic languages exists between the terms for language and for literature; the journal soon became an influential forum for modern linguistics and literary theory. Nel 1935 il circolo linguistico di Praga lanciò la rivista in ceco Slovo a slovesnost (la parola e l’arte verbale), sfruttando nel titolo il fortunato collegamento etimologico che esiste nelle lingue slave tra la parola slovo (lingua) e la parola slovesnost (arte verbale); la rivista diventò presto un forum influente per la linguistica e la teoria letteraria moderna.
Three widely read collections reaffirmed the PLC’s cultural position in the rapidly changing political conditions: a jubilee volume Torso a tajemství Máchova díla (Torso and Mystery of Mácha’s Work) (1938), a popularising collective work Čtení o jazyke a poesii (Readings on Language and Poetry) (1942) and a cycle of radio broadcasts O básnickém jazyce (On Poetic Language) (1947). La posizione culturale del Circolo linguistico di Praga si riaffermò nella situazione politica in rapido cambiamento grazie a tre collezioni molto lette: il volume giubilare Torso a tajemství Máchova díla (Jakobson 1938), il lavoro collettivo divulgativo Čtení o jazyce a poesii (Havranek e Mukařovský 1942) e un ciclo di trasmissioni radiofoniche O básnickém jazyce (Havranek e Mukařovský 1947).
As the influence of the PLC grew, so did the voices of the critics, coming both from the right – the traditionalists in language and literary science, and from the left – the Marxists. Col crescere dell’influenza del Circolo di Praga, crebbe anche la voce dei critici, che arrivava sia da destra – i tradizionalisti della scienza della lingua e della letteratura, sia da sinistra – i marxisti.
The exchange between PLC members and the Marxist publicists (which took place between 1930 and in 1934) is probably the first confrontation between structuralism and Marxism in the twentieth century. Lo scambio tra i soci del Circolo linguistico di Praga e i pubblicisti marxisti (che ebbe luogo tra il 1930 e il 1934) è probabilmente il primo scontro tra strutturalismo e marxismo nel novecento.
In the final years of Czechoslovak independence and even during the German occupation the Prague School scholars worked vigorously to systematize structural poetics and aesthetics and published their best works in literary analysis. Negli ultimi anni dell’indipendenza cecoslovacca e persino durante l’occupazione tedesca gli studiosi della scuola di Praga lavorarono con vigore per sistematizzare la poetica e l’estetica e  per pubblicare i loro migliori lavori di analisi letteraria.
When Czech universities were closed by the Nazis in November 1939, the meetings of the Circle continued in private homes and apartments. Quando le università ceche vennero chiuse dai nazisti nel novembre 1939, gli incontri del Circolo continuarono in abitazioni private.
Public activities were resumed in June 1945. Le attività pubbliche ricominciarono nel giugno 1945.
A few leaders were lost, either to natural death (Trubeckoj, Mathesius), or to exile (Jakobson, Wellek); on the other hand, many PLC members found themselves in key positions in Czechoslovak universities and in the newly established Czechoslovak Academy of Sciences. Il Circolo perse alcuni dei suoi leader sia per  morte naturale (Trubeckoj, Mathesius), sia per l’esilio (Jakobson, Wellek); d’altra parte, molti soci del Circolo linguistico di Praga andarono ad occupare posizioni chiave all’interno delle università cecoslovacche e dell’accademia cecoslovacca delle scienze, di recente fondazione.
In fact, the brief spell of democracy in post-war Chechoslovakia (between May 1945 and February 1948) was the most productive time for Prague School structuralism. Di fatto, il breve periodo di democrazia nella Cecoslovacchia del dopoguerra (tra il maggio 1945 e il febbraio 1948) fu il periodo più produttivo per lo strutturalismo della scuola di Praga.
In 1946 Mukařovský visited Paris and presented a lecture on structuralism at the Institut d’Etudes Slaves, which offered the last and most concise exposition of Prague School thinking for the benefit of a foreign audience; the lecture was never published in French and had no impact in the Parisian intellectual scene. Nel 1946 Mukařovský andò a Parigi e tenne una conferenza sullo strutturalismo all’Institut d’Etudes Slaves; questa fu l’ultima e più coincisa esposizione del pensiero della scuola di Praga a un pubblico straniero; la conferenza non venne mai pubblicata in francese e non influenzò in alcun modo lo scenario intellettuale parigino.
In 1948 the second, three-volume, edition of Mukařovský’s selected works Kapitoly z české poetiky (Chapters from Czech Poetics) as well as the last representative work of Prague School structuralism, Vodička’s monograph Počatky krásné prózy novočeské (The Beginnings of Czech Artistic Prose), were published. Nel 1948 vennero pubblicate la seconda edizione in tre volume delle opere scelte di Mukařovský Kapitoly z české poetiky e l’ultima opera rappresentativa dello strutturalismo della Scuola di Praga, la monografia di Vodička Počatky krásné prózy novočeské.
Shortly afterwards, the Circle’s activities were abruptly terminated; the last lecture took place on 13 December 1948. Poco dopo le attività del Circolo furono improvvisamente interrotte; l’ultima conferenza fu tenuta il 13 dicembre 1948.
The PLC was not a mutual admiration society. Il Circolo linguistico di Praga non era una società di mutua ammirazione.
Differences of opinion, polemical exchanges and personal tensions were inevitable in a discussion group[5]. Differenze di opinioni, scambi polemici e tensioni personali erano inevitabili in un gruppo di discussione.
Nevertheless, in its basic assumptions about literature and literary study, the Prague School was more homogeneous than Russian Formalism; consequently a cohesive synopsis of its theory can be given. Tuttavia, le teorie sulla letteratura e sugli studi letterari della Scuola di Praga erano più omogenee di quelle del formalismo russo; di conseguenza è possibile elaborare un sunto coeso della loro teoria.
According to Mathesius, the ideas promulgated by the PLC achieved a rapid success because they were not the product of chance, but fulfilled an ‘acute intellectual need’ of the international scientific community (‘Deset let’, p. 137). Secondo Mathesius le idee diffuse dal Circolo linguistico di Praga ottennero un rapido successo perché non erano frutto del caso, ma soddisfacevano il «forte bisogno intellettuale» della comunità scientifica internazionale (Mathesius 1936:137).
Prague Structuralism was a development in the mainstream of twentieth-century theoretical thought: it was a stage in the post-positivistic paradigm of linguistics and poetics that had been initiated by Ferdinand de Saussure and the Russian Formalists. Lo strutturalismo di Praga è stato uno sviluppo del pensiero teorico principale del novecento: fu una fase del paradigma della linguistica e della poetica postpositivista, iniziato con Ferdinand de Saussure e con i formalisti russi.

2.3 Prague School epistemology

2.3 L’epistemologia della scuola di Praga

The Prague School poeticians reformulated traditional concerns of literary study into an advanced post-positivist epistemology based upon the following principles[6]. I poeticisti della scuola di Praga riformularono le preoccupazioni tradizionali degli studi letterari in un’avanzata epistemologia postpositivista basata sui seguenti principi.
First, the study of literature, in accordance with modern scientific thought, adopts a structural stance. Per prima cosa lo studio della letteratura, in concordanza con il moderno pensiero scientifico, adotta una posizione strutturale.
Its principles were defined in a 1929 Czech paper of Jakobson’s where the label ‘structuralism’ was coined: ‘were we to summarize the leading idea of present-day science in its most various manifestations, we could hardly find a more appropriate designation than structuralism. I principi vennero definiti in un articolo in ceco del 1929 di Jakobson nel quale venne coniato il termine «strutturalismo»: «se dobbiamo riassumere l’idea guida della scienza odierna  nelle sue più varie manifestazioni, possiamo difficilmente trovare un termine più appropriato di strutturalismo.
Any set of phenomena examined by contemporary science is treated not as a mechanical agglomeration but as a structural whole, and the basic task is to reveal the inner, whether static or developmental, laws of this system’ (quoted in ‘Retrospect’, SW, II, p. 711). Ogni gruppo di fenomeni esaminati dalla scienza contemporanea è trattato non come un agglomerato meccanico ma come un insieme strutturale, e il lavoro fondamentale è quello di rivelare le leggi interne sia statiche che evolutive di questo sistema » (citato da Jakobson 1971:II:711).
For Mukařovský, structuralism is ‘an epistemological stance’ whose essence is ‘the manner by which it forms its concepts and operates with them’. Per Mukařovský lo strutturalismo è «una posizione epistemologica» la cui essenza è «il modo in cui plasma i suoi concetti e vi opera.»
In the structuralist view , ‘the conceptual system of every particular discipline is a web of internal correlations. Dal punto di vista strutturalista «il sistema concettuale di ogni singola disciplina è una rete di correlazioni interne.
Every concept is determined by all the others and in turn determines them. Ogni concetto è definito da tutti gli altri e questo a sua volta li definisce.
Thus a concept is defined unequivocally by the place it occupies in its conceptual system rather than by the enumeration of its contents’ (‘Strukturalismus’, Chapters, I, p. 13; Prague School, p.68).[7] Così un concetto è definito inequivocabilmente dal posto che occupa nel suo sistema concettuale piuttosto che dall’enumerazione dei suoi contenuti» (Mukařovský 1939/40:I:13; Steiner 1929-1946:68).
Secondly, Prague School poetics is an empirical theory; its scope, problems and metalanguage were developed in a constant exchange with literary analysis. In secondo luogo, la poetica della scuola di Praga è una teoria empirica; il suo campo, i suoi problemi e il metalinguaggio furono sviluppati in costante scambio con l’analisi letteraria.
Vodička perceived this feature of Mukařovský’s work when he provided an evaluation of his teacher’s method: ‘Mukařovský did not proceed from general, essentially philosophical problems of aesthetics, but from the empirical study of verbal material in literary works’ (‘integrity’, p. 11). Vodička si accorse di questa caratteristica dei lavori di Mukařovský quando valutò il metodo del suo maestro: «Mukařovský non procede da  problemi generali essenzialmente filosofici dell’estetica, ma da studi empirici di materiale verbale presente in opere letterarie» (Vodička 1972:11).
When, in turn, Vodička’s own work was assessed by his disciple Červenka, the same epistemological principle was recognized: ‘Today, there are many speculations about the relationship between Marxism and structuralism, existentialism and structuralism, etc., as if we were dealing with a confrontation of contradictory philosophical trends. Quando a sua volta il lavoro di Vodička venne valutato dal suo discepolo Červenka, venne rinvenuto lo stesso principio epistemologico: «Oggi, ci sono molte speculazioni sulla relazione tra marxismo e strutturalismo, esistenzialismo e strutturalismo eccetera, come se avessimo a che fare con uno scontro tra tendenze filosofiche contraddittorie.
However, structuralism as conceived by Mukařovský, Jakobson, Vodička and their disciples… is not a philosophy, but a methodological trend in certain sciences, especially those concerned with sign systems and their concrete uses.’ (‘O Vodičkově metodologii’, p. 331) Comunque lo strutturalismo così come concepito da Mukařovský, Jakobson, Vodička e i loro discepoli… non è una filosofia, ma è una tendenza metodologica in alcune scienze, soprattutto in quelle che si occupano dei sistemi di segni e del loro uso concreto» (Červenka 1969:331).
Thirdly, the study of literature combined abstract poetics of universal categories and descriptive poetics concerned with particular literary works. In terzo luogo, lo studio della letteratura combina la poetica astratta delle categorie universali e la poetica descrittiva dedicata a particolari opere letterarie.
This epistemological principle was not explored in theory, but rather in the practice of Prague School writings. Il principio epistemologico non fu analizzato in teoria ma nella pratica, attraverso gli scritti della Scuola di Praga.
The model was provided by Mukařovský’s May monograph: in the theoretical Introduction Mukařovský unfolded a conceptual framework for the description of poetic structure (see below) and then proceeded to describe in terms of this framework the structure of a masterwork of Czech romanticism, from phonic patterning through semantic devices to thematic organization. Il modello fu la monografia May  di Mukařovský: nell’introduzione teorica Mukařovský spiegò l’impianto concettuale per la descrizione della struttura poetica (vedi sotto) e poi procedette descrivendo sulla base di questo impianto la struttura di un capolavoro del romanticismo ceco, dai modelli fonici agli artifici semantici all’organizzazione tematica.
Vodička in his Beginnings adopted a method of presentation which was later popularized by Roland Barthes’ S/Z: analytic segments dealing with particular text are interspersed with theoretical reflections on topics provoked by the analysis. Vodička nel suo libro Počátky adottò un metodo di presentazione che più tardi venne reso in forma divulgativa da S/Z di Roland Barthes: segmenti analitici in relazione con un particolare testo vengono inframmezzati di riflessioni teoriche sugli argomenti prodotti dall’analisi.
Jakobson in his best-known poetological investigations posited the theoretical problem of grammatical categories in poetry and then analysed many poems with a view to revealing their characteristic grammatical patterning. Jakobson nelle sue notissime indagini poetologiche postulò il problema teorico delle categorie grammaticali nella poesia e poi analizzò molte poesie con l’intenzione di rivelare i loro modelli grammaticali caratteristici.
Fourthly, Prague School epistemology postulated a fundamental difference between ordinary readers and expert students of literature. In quarto luogo, l’epistemologia della Scuola di Praga postulava l’esistenza di una differenza fondamentale tra i lettori comuni e gli studiosi esperti di letteratura.
According to Jakobson, a poem, like a musical composition, ‘affords the ordinary readers the possibility of an artistic perception, but produces neither the need nor the competence to effect a scientific analysis’ (Dialogues, pp. 116ff.). Secondo Jakobson, una poesia, come anche una composizione musicale, «dà la possibilità ai lettori comuni di avere una percezione artistica ma non produce né il bisogno né la competenza per eseguire un’analisi scientifica.»
In post-war structuralism, this epistemological principle was reinforced by the mathematical theory of communication (see Cherry, Communication, pp. 89ff.). Nello strutturalismo del dopoguerra, questo principio epistemologico fu rinforzato dalla teoria matematica della comunicazione (vedi Cherry 1957:89 e seguenti).
But the Prague School scholars were aware that a student of human communication is more than an engineer of signals, because he has to deal with semantic and cultural phenomena; his epistemic position is not fixed but mobile, depending on the character and aim of his inquiry. Ma gli studiosi della Scuola di Praga erano consapevoli che uno studioso di comunicazione umana fosse qualcosa di più che un semplice ingegnere dei segnali, perché ha a che fare con fenomeni semantici e culturali; la sua posizione epistemica non è immutabile ma mutevole, perché questa dipende dal carattere e dallo scopo della sua indagine.
In a ‘preliminary stage’ he can assume the posture of ‘the most detached and external onlooker’, of a ‘cryptanalyst’; but this stage leads to an ‘internal approach’ to the language studied, when the observer assumes the role of ‘a potential or actual partner in the exchange of verbal messages among the members of the speech community, a passive or even active fellow member of that community’ (Jakobson, ‘Linguistics and communication’, SW, III, p.574). In uno «stadio preliminare» può assumere la condizione «dello spettatore più distaccato ed esterno»  di un «criptoanalista»; ma questo stadio porta a «un approccio interno» alla lingua studiata, nel momento in cui l’osservatore assume il ruolo di «un partner potenziale o effettivo nello scambio di messaggi verbali tra i componenti di una comunità linguistica, un individuo passivo o attivo di quella comunità» (Jakobson 1961:III:574).
This mobility gives the student of human communication an efficient epistemic versatility: as cryptanalyst he proceeds ‘from text to code’, but as observer-participant he is capable of understanding ‘the text through the code’(Jakobson, ‘Zeichen’, SW, II, p. 277). Questa mobilità dà allo studioso di comunicazione umana una efficace versatilità epistemica: come criptoanalista procede «dal testo al codice», ma come osservatore-partecipante è in grado di capire «il testo attraverso il codice» (Jakobson 1962:II:277).
These epistemic postures satisfy the diverse needs of the literary theorist without confusing practical literary activities (such as writing and reading) with cognitive activities aiming at theoretical understanding. Queste posizioni epistemiche soddisfano i diversi bisogni dei teorici letterari senza confondere le attività letterarie pratiche (come la scrittura e la lettura) con le attività cognitive che mirano alla comprensione teorica.

2.4 Specificity of literary communication

2.4 Specificità della comunicazione letteraria

The post-positivistic paradigm which was detected (above) in Prague School epistemology was equally decisive for the formulation of its theoretical tenets regarding the nature of literature. Il paradigma postpositivista che fu scoperto (sopra) nell’epistemologia della Scuola di Praga fu altrettanto decisivo per la formulazione dei suoi principi teorici riguardanti la natura della letteratura.
Prague School scholars outlined a comprehensive theory of literature within general semiotics and semiotic aesthetics. Gli studiosi della Scuola di Praga delinearono un’esauriente teoria sulla letteratura nell’ambito della semiotica generale e l’estetica semiotica
The semiotic impulse was perceived primarily as a radical contrast to traditional literary study: ‘Without a semiotic orientation the theoretician of art will always be inclined to regard the work of art as a purely formal construction, or as a direct image of the author’s psychic or even physiological dispositions or of the particular reality expressed by the work, or, perhaps, as a reflection of the ideological, economic, social and cultural situation of a certain milieu’ (Mukařovský, ‘L’Art’, Studie z estetiky, p. 87; Structure, p.87). L’impulso semiotico fu percepito principalmente come un contrasto radicale con gli studi letterari tradizionali: «senza un orientamento semiotico i teorici dell’arte saranno sempre inclini a considerare un testo artistico come un costrutto puramente formale, o come un’immagine diretta delle disposizioni psichiche o addirittura fisiologiche dell’autore o della particolare realtà espressa dall’opera o magari come un riflesso della situazione ideologica, economica, sociale e culturale di un certo contesto» (Mukařovský 1936:87; Mukařovský 1936:87).
Semiotic aesthetics is a negation of all forms of determinism and stands in contrast to established views of art, specifically to the formalist, the expressive, the mimetic and the sociological conceptions. L’estetica semiotica è una negazione di tutte le forme di determinismo ed è in contrasto con le consolidate visioni dell’arte, in particolare con le concezionisu formalista, espressiva, mimetica e sociologica.
It is well known that a powerful inspiration for twentieth-century semiotics of literature came from Saussure’s linguistics. È risaputo che la semiotica letteraria del novecento trasse grande ispirazione dalla linguistica di Saussure.
However, the Prague School did not subsume literature and other forms of art under the linguistic model; aesthetics was linked to general semiotics directly rather than through linguistic mediation (see also chapter 4). Comunque la Scuola di Praga non sussunse la letteratura e altre forme d’arte sotto il modello linguistico; l’estetica era collegata alla semiotica generale in modo diretto e non attraverso la mediazione della lingua (vedi anche capitolo 4).
All forms of art – literature, visual arts, music, theatre, cinema, architecture, folk  art, etc. – constitute the realm of aesthetic signs, but they are substantially different in their material bases, modes of signification and social channels of communication. Tutte le forme d’arte – letteratura, arte visiva, musica, teatro, cinema, architettura, arte folklorica eccetera – costituiscono il campo dei segni estetici, ma sono sostanzialmente differenti nelle loro basi materiali, nelle modalità di significazione e nei canali sociali di comunicazione.
Language, literature, art are specific systems within the general system of human culture and their semiotic study requires models and methods specific and appropriate for each system. La lingua, la letteratura, l’arte sono sistemi specifici all’interno del sistema generale della cultura umana, e il loro studio semiotico richiede modelli e metodi specifici e appropriati per ogni sistema.
Central to Prague School semiotics of literature is the idea of literature as a form of communication. Nella semiotica letteraria della Scuola di Praga l’idea della letteratura come forma di comunicazione è centrale.
Going back at least to romantic poetics, the idea postulates the existence of specific features in the production, structure and reception of the poetic ‘message’ (text). Risalendo almeno alla poetica romantica, l’idea postula l’esistenza di caratteristiche specifiche nella produzione, struttura e ricezione del «messaggio» (testo) poetico.
The Prague School scholars found a stimulating theoretical framework in the work of Karl Bühler (particularly in his Sprachtheorie). Gli studiosi della Scuola di Praga trovarono un impianto teorico stimolante nell’opera di Karl Bühler (in particolare nel suo Sprachtheorie).
His ‘Organonmodel’ identified three fundamental factors involved in every speech event: sender, receiver and referent (the ‘objects’ or ‘facts’ talked about). Il suo «Organonmodel» identificava tre fattori fondamentali coinvolti in ogni discorso: mittente, ricevente e referente (gli «oggetti» e i «fatti» di cui si parla).
From this model Bühler derived three basic functions of language: the expressive function (Ausdruck) orients the speech event towards the sender, the conative function (Appel) towards the receiver and the referential function (Darstellung) towards the referent[8]. Da questo modello Bühler ricavò tre funzioni fondamentali della lingua: la funzione espressiva (Ausdruck) che orienta il discorso verso il mittente, la funzione conativa (Appel) che l’orienta verso il ricevente e la funzione referenziale (Darstellung) che l’orienta verso il referente.
While these functions are distinguished in theory, every speech event involves all three functions; they operate as a hierarchy, the dominant function determining the speech event’s character[9]. Sebbene queste funzioni siano distinte nella teoria, ogni discorso coinvolge tutte e tre le funzioni; queste operano gerarchicamente: la funzione dominante determina il carattere del discorso.
In Prague, Bühler’s functionalism was accepted and modified. A Praga, il funzionalismo di Bühler venne accettato e modificato.
Not surprisingly, the first modification was prompted by the need to account for literary (poetic) communication. Non sorprende che la prima modifica sia stata introdotta per spiegare la comunicazione letteraria (poetica).
Mukařovský noticed that the nature of poetic utterance requires activation of a fourth factor of human communication – ignored by Bühler – language (the linguistic sign) itself. Mukařovský notò che la natura dell’enunciato poetico richiede l’attivazione di un quarto fattore della comunicazione umana – ignorato da Bühler – la lingua (segno linguistico).
Consequently, the aesthetic  function is discovered and placed in opposition to all the others. Di conseguenza venne scoperta la funzione estetica e messa in opposizione a tutte le altre.
The aesthetic function, ‘nullifying any exterior aim, turns an instrument into an end’ (‘Estetika’, Kapitoly, I, p. 42) La funzione estetica «annullando qualunque scopo esteriore, trasforma uno strumento in un fine» (Mukařovsky 1940:I:42).
However, the ‘negativity’ of the aesthetic function vis-à-vis the other language functions becomes ‘a positive quality’ when we consider its ramifications for human existence and experience: ‘Aesthetic-phenomena make man again and again aware of the many-sidedness and diversity of reality’ (ibid.). Comunque la «negatività» della funzione estetica a confronto con le altre funzioni della lingua diventa una «qualità positiva» se consideriamo le sue ramificazioni per l’esistenza e l’esperienza umana: «i fenomeni estetici rendono l’uomo consapevole più e più volte della poliedricità e diversità della realtà» (Mukařovsky 1940:I:42).
For the scholars of the Prague School, aesthetic activities were functionally different from practical activities, but no less necessary for man’s existence (cf. Chvatik, ‘Strukturalismus’, p. 140; van der Eng, ‘Effectiveness’; Schmid, ‘Funktionsbegriff’, p. 461; Kalivoda, ‘Typologie’). Per gli studiosi della Scuola di Praga le attività estetiche erano funzionalmente diverse dalla attività pratiche, ma non meno necessarie per l’esistenza umana (vedi anche Chvatik 1981:140; van der Eng 1982; Schmid 1982:461; Kalivoda 1986)
The second stage in the development of Bühler’s model, Jakobson’s well-known schema of language communication (‘Linguistics’, SW, III, pp. 18-51), was formulated much later, but has its roots in Prague School functionalism. La seconda fase dello sviluppo del modello di Bühler, il famoso schema della comunicazione verbale di Jakobson (1960:III:18-51), venne formulato molto più tardi ma affonda le sue radici nel funzionalismo della Scuola di Praga.
Inspired by the mathematical theory of communication, Jakobson expands the factors of communication to six- ‘addresser’, ‘addressee’, ‘message’, ‘context’ (‘referent’), ‘contact’ (‘channel’), ‘code’ – and consequently distinguishes six language functions –‘emotive’, ‘conative’, ‘poetic’, ‘referential’, ‘phatic’ and ‘metalingual’. Ispirato dalla teoria matematica della comunicazione, Jakobson espande i fattori della comunicazione a sei – «mittente», «destinatario», «messaggio», «contesto» («referente»), «contatto» («canale»), «codice» – e di conseguenza distingue sei funzioni linguistiche – «emotiva», «conativa», «poetica», «referenziale», «fatica» e «metalinguistica».
As far as the poetic function is concerned, Jakobson took an important, but little noticed step by defining it as ‘the set [Einstellung] toward the MESSAGE  as such, focus on the message for its own sake’ (ibid., p. 25). Per quanto riguarda la funzione poetica, Jakobson fece un passo importante ma poco notato definendola «l’atteggiamento [Einstellung] verso il messaggio in quanto tale, il focus sul messaggio in sé e per sé» (1960:III:25).
This shift from Mukařovský’s focus on the ‘sign’ (language, ‘code’) to the focus on the ‘message’ (text) is indicative of the post-war conception of literature as text rather than as language. Questo spostamento dal focus sul «segno» (lingua, «codice») di Mukařovský, al focus sul «messaggio» (testo) è indicativo di come la letteratura nel dopoguerra sia concepita come un testo invece che come un linguaggio.
The popularity of the Bühlerian system of language functions probably explains why an alternative version of Prague School functional linguistics has gone almost unnoticed. La popolarità del sistema bühleriano delle funzioni linguistiche spiega probabilmente perché una versione alternativa della linguistica funzionale della Scuola di Praga sia passata quasi inosservata.
Its development was promoted by the interest of Prague scholars in the theory of standard (literary) language, stimulated by the polemic of 1932 (see above, History). Il suo sviluppo venne promosso dall’interesse degli studiosi di Praga per la teoria del linguaggio standard (letterario), stimolato dalla polemica del 1932 (vedi sopra, 2.2 Storia).
Its foremost representative, Bohuslav Havránek, observed that standard language as the primary tool of communication in modern society has to serve many specialized ‘social functions’ (‘Funkce’, Studie, p. 16), being used to express ‘the results of philosophical, scientific, political, legal and administrative thought’ (‘Úkoly’, Studie, p. 20). Il suo principale rappresentante Bohuslav Havránek osservò che la lingua standard in quanto strumento primario della comunicazione nella società moderna deve svolgere molte «funzioni sociali» specializzate (Havránek 1929:16), essendo usato per esprimere il «risultato del pensiero filosofico, scientifico, politico, legale e amministrativo» (Havránek 1932:20).
Obviously, Havránek’s term ‘social function’ is meant to designate the role of standard language in the various societal and, especially, cultural activities which are conducted with its aid. Ovviamente, il termine «funzione sociale» di Havránek è inteso a designare il ruolo della lingua standard nelle varie attività sociali e in particolare culturali che sono condotte con il suo aiuto.
However, no sociological model of these activities was suggested or invoked and this version of Prague School functional linguistics was therefore left without a theoretical base. Dato che non venne suggerito o evocato alcun modello sociologico di queste attività, questa versione della linguistica funzionale della Scuola di Praga rimase senza una base teorica.
In an ad hoc classification, Havránek suggested the following set of language functions and of the corresponding functional languages:a) function of everyday communication – conversational language;

b) technological function – technical language;

c) theoretical function – scientific language;

d) aesthetic function – poetic language.

(‘Ukoly’, Studie, p. 49; Garvin, Reader, p. 14)

In una classificazione ad hoc, Havránek propose i seguenti gruppi di funzioni del linguaggio e dei corrispondenti linguaggi funzionali:a)    Funzione della comunicazione quotidiana, linguaggio conversazionale;

b)    Funzione tecnologica-linguaggio tecnico

c)    Funzione teorica- linguaggio scientifico

d)    Funzione estetica – linguaggio poetico.

(Havránek 1932:49; Garvin 1964:14)

Although ‘aesthetic function’ and ‘poetic language’ appear in different company than in Mukařovský’s Bühlerian system, Havránek did not reinterpret these notions, but rather reiterated the contrast between poetic language and the languages with communicative function (conversational, technical, scientific) (ibid., p. 51; ibid., p. 15).[10] Sebbene la «funzione estetica» e il «linguaggio poetico» appaiano in un gruppo diverso rispetto al sistema Bühleriano di Mukařovský, Havránek non reinterpretò questi concetti ma piuttosto reiterò il contrasto tra linguaggio poetico e i linguaggi con funzioni comunicative (conversazionale, tecnico, scientifico) (Havránek 1932:51; Garvin 1964: 15).
Functional linguistics provide the contrastive frame necessary for defining the specific character of the aesthetic/poetic functioning of language. La linguistica funzionale fornisce il quadro contrastivo necessario per definire il carattere specifico del funzionamento estetico/poetico della lingua.
In his later work, Mukařovský dissociated the aesthetic function from the ‘object’ (language, text) and grounded it in the ‘subject’ (user). Nel suo successivo lavoro Mukařovský dissociò la funzione estetica dall’«oggetto» (lingua, testo) e la fondò sul «soggetto» (utente).
Function is now defined as ‘a mode of a subject’s self-realization vis-à-vis the external world’. La funzione è ora definita come «la modalità di realizzazione personale di un soggetto rispetto al mondo esterno.»
A new, ‘purely phenomenological’ typology of functions is suggested, distinguishing immediate (practical and theoretical) and semiotic (symbolic and aesthetic) functions (‘Misto’, Studie z estetiky, p.69; Structure, p. 40; cf. Vodička, ‘Integrity’, pp. 13ff.; Veltruský, ‘Mukařovský’, pp. 142-5). Si propone una nuova tipologia «puramente fenomenologica» di funzioni che distingue le funzioni immediate (pratiche e teoriche) da quelle semiotiche (simboliche ed estetiche) (Mukařovský 1942, Mukařovský 1966:69, Steiner 1978:40; vedi anche Vodička 1972:13 e seguenti; Veltruský1980/81:142-5).
The aesthetic function remains contrasted ‘to each individual function and to every set of individual functions’ (‘K problému’, Studie z estetiky, p. 200; Structure, p. 244), but its anchoring in the subject brings about a radical relativization of its domain. La funzione estetica rimane in contrasto con «ogni singola funzione e ogni gruppo di funzioni singole» (Mukařonvský 1937/38:200; Steiner 1978: 244), ma il suo ancorarsi al soggetto porta a una relativizzazione radicale del suo campo di applicazione.
The realm of aesthetic phenomena becomes essentially unstable, being continuously redesigned by fundamental functional shifts: ‘The aesthetic function immediately penetrates and enlarges proportionately wherever the other functions have weakened, withdrawn or shifted. Il campo dei fenomeni estetici diventa essenzialmente instabile, essendo continuamente ridefinito dai cambiamenti funzionali fondamentali: «la funzione estetica si diffonde immediatamente e si amplia in proporzione ovunque le altre funzioni si siano indebolite, ritirate o siano mutate.
Moreover, there is no object which could not become its bearer or, conversely, an object which necessarily has to be its bearer’ (ibid.). Inoltre non esiste oggetto che non possa diventare il suo portatore o al contrario oggetto che necessariamente debba esserne portatore» (Mukařovský 1937/38.).
This departure from Bühlerian functionalism manifests Mukařovský’s temporary engagement with phenomenological aesthetics in the late 1930s; simultaneously, we observe in his writings a shift from analytical metalanguage to florid but vague poetic metaphors. Questo allontanamento dal funzionalismo bühleriano rivela la temporanea adesione attiva di Mukařovský all’estetica fenomenologica alla fine degli anni trenta; allo stesso tempo osserviamo nei suoi scritti un passaggio dal metalinguaggio analitico alle metafore poetiche, ricche ma vaghe.
This episode confirms that Prague School doctrines were forged at the crossroads of several intellectual trends. L’episodio conferma che le dottrine della Scuola di Praga vennero forgiate al confine tra diverse tendenze intellettuali.
In their repeated attempts to define the specificity of literary communication, the Prague scholars explored three avenues: the linguistic, the sociological and the phenomenological. Nei suoi ripetuti tentativi di definire la specificità della comunicazione letteraria, la Scuola di Praga esplorò tre strade: quella linguistica, quella sociologica e quella fenomenologica.
While the similarities and differences in these approaches remained obscure at the time, we are now able to see that they represent the intellectual context in which the Prague School semiotics was born. Mentre a quel tempo, le similarità e le differenze di questi approcci rimanevano oscure, siamo ora in grado di vedere che rappresentano il contesto intellettuale nel quale nacque la semiotica della Scuola di Praga.

2.5 Literary structure

2.5 Struttura letteraria

In harmony with its structuralist epistemology (see above, p.37), Prague School poetics treated literary works as specific, poetic (aesthetic) structures. In armonia con la sua epistemologia strutturalista (vedi 2.3 L’epistemologia della Scuola di Praga), la poetica della Scuola di Praga considerava le opere letterari strutture poetiche (estetiche) specifiche.
What it achieved is a substantial development of the model of poetic structure[11]. Conseguì così uno sviluppo sostanziale del modello di struttura poetica.
Prague School structuralism favours a stratificational model of signifying structures. Lo strutturalismo della Scuola di Praga predilige un modello stratificazionale di strutture significative.
In its linguistic version, the model represents language as a structure consisting of several differentiated, but integrated, levels of entities (phonemic, morphonemic, morphemic, lexical, syntactic) (cf. Daneš, ‘Strata’). Nella sua versione linguistica, il modello rappresenta il linguaggio come una struttura composta da vari livelli di entità differenziate ma integrate (fonemico, morfofonemico, morfemico, lessicale, sintattico) (vedi anche Daneš 1971).
Similarly, the stratificational model of poetics conceives literary structure as a hierarchy of strata. In modo simile, il modello stratificazionale della poetica concepisce la struttura letteraria come una gerarchia di strati.
From the beginning, however, the stratificational model in poetics displayed two features which distinguished it considerably from its linguistic counterpart: a) the verbal strata (phonic and semantic) are complemented by the extralinguistic stratum of thematics (‘thematic structure’); b) the aesthetic opposition of ‘material’ and ‘form’ is superimposed on all the strata. Sin dall’inizio comunque, il modello stratificazionale mostrò, in poetica, due caratteristiche che lo distinguevano considerevolmente dal suo omologo linguistico: a) gli strati verbali (fonico e semantico) sono completati dallo strato extralinguistico della tematica («struttura tematica»); b) l’opposizione estetica tra «materiale» e «forma» è sovrapposta a tutti gli strati.
The independence of the thematic stratum from language was stated explicitly by Mukařovský: ‘we will not … try to reduce thematic and language elements to one concept, as has been done by some theoreticians who claim that in a literary work there are only language elements and no others’ (Máj, Kapitoly, III, p. 11). L’indipendenza dello strato tematico dalla lingua venne dichiarata esplicitamente da Mukařovský: «non [...] cercheremo di ridurre elementi tematici e linguistici a un unico concetto, come è stato fatto da alcuni teorici i quali asseriscono che in un’opera letteraria ci siano solo elementi linguistici e non di altro tipo» (Mukařovský 1928:III:11).
But Mukařovský also emphasized the necessary link between the linguistic and the thematic strata: thematic entities of literature cannot be expressed otherwise but by verbal (linguistic) means. Ma Mukařovský sottolineò anche il collegamento necessario tra gli strati linguistico e tematico: le entità tematiche della letteratura non possono essere espresse se non con mezzi verbali (linguistici).
Themes and language are ‘material’ of literature. I temi e la lingua sono il «materiale» della letteratura.
‘Material’ is transformed into an aesthetically effective structure by the form, which in Mukařovský’s innovative formulation is a dynamic force of two jointly operating procedures: deformation and organisation. Il «materiale» viene trasformato in una struttura esteticamente efficace dalla forma, che nell’innovativa formulazione di Mukařovský è una forza dinamica di due procedure che operano insieme: deformazione e organizzazione.
Deformation, ‘a conspicuous, even violent, disturbance of the original shape of the material’ (ibid.) is a necessary, but not sufficient condition of aesthetic structuring; deformations can also be found in emotional or pathological discourse where they have no aesthetic function. La deformazione, «un evidente, persino violento, disturbo della forma originaria del materiale» (Mukařovský 1928:III:11) è una condizione necessaria, ma non sufficiente, della strutturazione estetica; le deformazioni si possono anche trovare in un discorso emotivo o patologico dove non hanno alcuna funzione estetica.
The model of poetic structure requires the coupling of deformation with organisation, achieved in two ways: a) deformation is implemented in a systematic way which gives rise to ‘formal devices’; b) formal devices stand in mutual relationships which establish their ‘correspondences’. Il modello della struttura poetica richiede l’abbinamento della deformazione e dell’organizzazione, ottenuto in due modi: a) la deformazione è effettuata in modo sistematico che dà origine a «artifici formali»; b) gli artifici formali sono in relazioni reciproche che stabiliscono le loro «corrispondenze».
This reconstruction of Mukařovský’s structural model puts to rest the often-repeated claim that Prague poetics was based on nothing more than on the concept of ‘deviation’[12]. La ricostruzione del modello strutturale di Mukařovský mette a tacere l’asserzione spesso ribadita secondo cui la poetica di Praga sarebbe stata basata su niente più che il concetto di «deviazione».
Furthermore, the limited role of linguistics in the poetological model becomes apparent: its domain is the ‘material’ of language elements, which cannot be described without precise linguistic concepts and categories; but the core of the Prague School model – the aesthetic structuring – requires a special, poetological conceptual system. Inoltre, diventa chiaro il ruolo limitato della linguistica nel modello poetologico: il suo dominio è il «materiale» degli elementi linguistici, che non può essere descritto senza concetti e categorie linguistiche precisi; ma il nucleo del modello della Scuola di Praga – la strutturazione estetica – richiede un sistema concettuale poetologico speciale.
The semiotic aesthetics which Mukařovský developed in the 1930s brought substantial modifications to his original model. L’estetica semiotica sviluppata da Mukařovský negli anni trenta apportò modifiche sostanziali al suo modello originale.
The difference between ‘material’ and ‘form’ is relativized when all constituents of the poetic structure are assigned ‘meaning-creating value’: ‘All constituents traditionally called formal are… vehicles of meaning, partial signs in a work of art. La differenza tra «materiale» e «forma» è relativizzata quando a tutti i costituenti della struttura poetica viene assegnato «un valore generatore di significato»: «tutti i costituenti tradizionalmente chiamati formali sono [...] veicoli di significato, segni parziali in un testo artistico.
Conversely, the constituents called ‘thematic’ are by their very nature mere signs which acquire full meaning only in the context of the work of art’ (‘O strukturalismu’ Studie z estetiky, pp. 112ff.; Structure, pp. 10ff.) D’altra parte, i costituenti chiamati «tematici» sono per loro natura semplici segni che acquisiscono pieno significato unicamente nel contesto di un testo artistico» (Mukařovský 1946:112 e seguenti; Steiner 1982:10 e seguenti).
In a semiotic perspective a literary work is a totally semanticized structure. In una prospettiva semiotica un’opera letteraria è una struttura totalmente semanticizzata.
The semanticization affects not only the ‘vertical’ (stratificational), but also the ‘horizontal’ (linear) dimension of the model. La semanticizzazione riguarda non solo la dimensione «verticale» (stratificazionale) del modello ma anche quella «orizzontale» (lineare).
The poetic text is not a uni-directional temporal progression, but a process of semantic accumulation, a bi-directional ‘growth’ of sense within the sentence and beyond (‘O jazyce’, Kapitoly, I, pp. 113-21; Word, pp. 46-55). Il testo poetico non è una progressione temporale unidirezionale, ma un processo di accumulazione semantica, una «crescita» bidirezionale del senso nella frase e oltre (Mukařovský 1940:I:113-21; Steiner 1977:46-55).
Semantic accumulation, retraced by the reader, generates the coherence and totality of the poetic text: ‘every new partial sign which the receiver apprehends during the process of reception… not only associates with those which have penetrated previously into the receiver’s consciousness, but also changes to a greater or lesser extent the sense of everything that has preceded. L’accumulazione semantica, ricostruita dal lettore, genera la coerenza e la totalità del testo poetico: «ogni nuovo segno parziale che il ricevente percepisce durante il processo di ricezione [...] non solo si associa con quelli che sono penetrati in precedenza nella coscienza del ricevente, ma anche cambia in misura più o meno ampia il senso di tutto ciò che ha preceduto.
And, conversely, everything that has preceded affects the meaning of each newly apprehended partial sign’ (‘O strukturalismu’, Studie z estetiky, p. 112; Structure, pp. 8ff.; cf. ‘O jazyce’, Kapitoly, I, pp. 113ff; Word, p. 47). E d’altra parte, tutto ciò che ha preceduto influenza il significato di ogni segno parziale successivamente percepito» (Mukařovský 1946, Mukařovský 1966:112; Steiner 1978:8 e seguenti; vedi anche Mukařovský 1940:I:113 e seguenti; Steiner 1977:47).
Mukařovský’s semanticization of the poetic structure and his conception of poetic meaning as a dynamic, bi-directional process of accumulation is surely a historic achievement in structural poetics, as has often been noted (Grygar, ‘Mehredeutigkeit’ , pp. 31ff.; Červenka, ‘Contexts’; Slawiński, Literatur, p. 208; Steiner and Steiner, ‘Axes’; Veltruský, ‘Mukařovský’, pp. 125-7; Bojtár, Structuralim, pp. 56ff.; Volek, Metaestructuralismo, p. 240). La semanticizzazione della struttura poetica di Mukařovský e la sua concezione del «significato poetico» come processo di accumulazione dinamico e bidirezionale è sicuramente, come è stato spesso notato, una conquista storica della poetica strutturalista (Grygar 1972:31 e seguenti; Červenka 1972; Slawiński 1975:208; Steiner e Steiner 1979; Veltruský 1980/81:125-7; Bojtár 1985:56 e seguenti; Volek 1985:240).
No less significant is Vodička’s contribution to the theory and analytical application of the structural model. Non è meno significativo il contributo di Vodička alla teoria e all’applicazione analitica del modello strutturalista.
His Beginnings of Modern Czech Artistic Prose is not only a historical study of a crucial period in the evolution of Czech literature, but also a theoretical pinnacle of Prague School structural narratology[13]. Il suo Počatky krásné prózy novocěeské non è solo uno studio storico di un periodo cruciale per l’evoluzione della letteratura ceca, ma anche il culmine teorico della narratologia strutturalista della Scuola di Praga.
Vodička modifies Mukařovský’s stratificational model by fusing its phonic and semantic levels onto one – the verbal (linguistic) level. Vodička altera il modello stratificazionale di Mukařovský fondendo i suoi livelli fonico e semantico in un unico livello, quello verbale (linguistico).
Narrative structure thus becomes a correlation of a thematic and a verbal level. La struttura narrativa diventa così una correlazione del livello tematico e di quello verbale.
Vodička’s project of a structural thematics is centered around three concepts: motif, thematic plane and world. Il progetto della tematica strutturalista di Vodička è incentrato su tre concetti: motivo, piano tematico e mondo.
The term ‘motif’ – used in the sense of Tomashevsky (Teorija) and Mukařovský (Máj) – designates the elementary unit of narrative content. Il termine «motivo» usato come lo intende Tomaševskij (Teorija) e Mukařovský (Máj) designa l’unità elementare del contenuto narrativo.
A thematic plane is a compositionally homogeneous set of motifs which are not contiguous, but rather distributed through the entire work. Un piano tematico è un gruppo compositivamente omogeneo di motivi, non contigui, ma al contrario distribuiti nell’intera opera.
The basic thematic planes – story, characters, outer world – can be found under various names in traditional narratology. I piani tematici di base – storia, personaggi, mondo esterno – nella narratologia tradizionale si ritrovano sotto vari nomi.
Structural thematics represents thematic planes as macrostructural integers of motifs, and thus opens the way to studying stories, characters and setting as semantic categories rather than as mimetic representations. La tematica strutturale rappresenta i piani tematici come insiemi macrostrutturali di motivi, e così apre il cammino allo studio di storie, personaggi e ambientazione come categorie semantiche piuttosto che come rappresentazioni mimetiche.
Vodička did not develop theoretically the highest level of his thematics and relied on ordinary language for the meaning of such terms as ‘fictional world’, ‘novelistic world’, ‘ideal world’, etc. Vodička non sviluppò il livello più alto della sua tematica dal punto di vista teorico e si affidò alla lingua ordinaria per il significato di parole come «mondo finzionale», «mondo romanzesco», «mondo ideale» eccetera.
Vodička devoted so much attention to thematics because he considered it a channel through which reality enters literature and exercises pressure on its evolution (see below, pp. 54-6). Vodička dedicò così tanta attenzione alla tematica, perché la considerava un canale attraverso il quale la realtà diventa parte della letteratura ed esercita pressione sulla sua evoluzione (vedi 2.11 Storia della struttura).
On the other side, the pivotal place of thematics in the literary structure is ensured by its bond with the verbal stratum. D’altra parte, l’importante ruolo della tematica nella struttura letteraria è assicurato dal suo legame con lo strato verbale.
Vodička’s theme is not a self-contained ‘deep structure’ more or less independent of the ‘surface structure’ of its expression; rather, it is shaped and modified by forms of expression, by the micro – and macro – devices of narrative discourse. Il tema di Vodička non è una «struttura profonda» autonoma, più o meno indipendente dalla «struttura superficiale» della sua espressione; ma piuttosto è plasmato e modificato dalle forme di espressione, da microartifici e macroartifici del discorso narrativo.
Vodička’s interest is focused on discourse devices which emerge along three axes: a) narration-characterization-description; b) narrator’s speech-characters’ speech; c) monologue-dialogue. L’interesse di Vodička si focalizza su artifici discorsuali che si sviluppano in tre direzioni: a) narrazione-caratterizzazione-descrizione; b) discorso del narratore-discorso dei personaggi; c) monologo-dialogo.
Inspired by Mukařovský’s theory of the monologue-dialogue opposition (‘Dialog’, Kapitoly, I, pp. 129-53; Word, pp. 81-112), Vodička initiated a systematic study of narrative modes and of the diverse forms of characters’ speech[14]. Ispirato dalla teoria dell’opposizione monologo-dialogo di Mukařovský (Mukařovský 1940:I:129-53; Steiner 1977:81-112), Vodička iniziò uno studio sistematico delle modalità narrative e delle diverse forme di discorso dei personaggi.

2.6 Semiotics of the subject and of the social context of literature; literary norms

2.6 Semiotica del soggetto e del contesto sociale della letteratura; norme letterarie

Semiotic poetics as a theory of literary communication is necessarily concerned with the pragmatic factors involved in literary activity – with the communicating subjects (sender and receiver) and with the social conditions in which the activity takes place. La poetica semiotica in quanto teoria della comunicazione letteraria si interessa necessariamente ai fattori pragmatici coinvolti nell’attività letteraria – ai soggetti comunicanti (mittente e ricevente) e alle condizioni sociali in cui l’attività ha luogo.
The semiotics of the literary subject was formulated in Prague in a critical exchange with expressive and phenomenological theories of literature. La semiotica del soggetto letterario venne formulata a Praga tramite uno scambio critico con teorie espressive e fenomenologiche della letteratura.
The most resolute criticism was directed against the determinism of expressive theories – against the claim that ‘poetic invention’ is a reflex of the author’s ‘psychic reality’. La critica più accanita era diretta al determinismo delle teorie espressive – contro l’affermazione secondo cui «l’invenzione poetica» è un riflesso «della realtà psichica» dell’autore.
 In Jakobson’s succinct statement, expressive explanations are ‘equations with two unknowns’ (‘Co je’, Language, p.371). Nella concisa asserzione di Jakobson, le spiegazioni espressive sono «equazioni con due incognite» (Jakobson 1934, Jakobson 1987:371).
Jakobson went beyond epistemological to substantive criticism when he challenged the uni-directionality of psychological determinism. Jakobson andò oltre la critica epistemologica e passò a quella concreta quando sfidò l’unidirezionalità del determinismo psicologico.
Using the case of the Czech Romantic poet Mácha, he demonstrated that the poet’s ‘life’ and his ‘work’ are mutually substitutable. Usando il caso del poeta romantico ceco Mácha, dimostrò che la «vita» del poeta e il suo «lavoro» sono reciprocamente intercambiabili.
A comparison of Mácha’s intimate diary, a private text, with his famous poem May, a public text, reveals that both texts record a set of possible events caused by a lover’s passionate jealousy: murder, suicide or resignation. Il confronto tra il diario intimo di Mácha, un testo privato, e la sua famosa poesia May, un testo pubblico, mostra come entrambi i testi registrino una serie di eventi possibili causati dalla gelosia travolgente di un innamorato: assassinio, suicidio, rassegnazione.
Each of these events, Jakobson maintains, ‘was experienced by the poet; all are equally genuine, regardless of which of the given possibilities were realized in the poet’s private life and which in his oeuvre’ (ibid., p. 374).[15] Ciascuno di questi eventi, afferma Jakobson «venne vissuto dal poeta; tutti sono ugualmente autentici, a prescindere da quale delle possibilità date fu realizzata nella vita privata del poeta e quale nella sua oeuvre» (Jakobson 1987:374).
Mukařovský criticized psychological determinism on similar grounds: ‘the relationship between the poet’s work and his life does not have the character of a unilateral dependency but of a correlation’ (‘Strukturalismus’, Kapitoly, I, p. 27; Prague School, p. 81). Mukařovský criticò il determinismo psicologico su basi simili: «la relazione tra il lavoro del poeta e la sua vita non ha il carattere di una dipendenza unilaterale ma di una correlazione» (Mukařovský 1939/40 Mukařovský 1948:I:27; Steiner 1982:81).
He proceeded to articulate a semiotic view of the creative subject which can be summarized in three thesis: a) The literary work signifies the poet’s life in different possible ways, direct as well as figurative (‘Básník’, Studie z estetiky, p. 144; Word, p. 143). Procedette con l’articolazione della visione semiotica del soggetto creativo che può essere riassunta in tre tesi: a) l’opera letteraria significa la vita del poeta in diversi modi possibili, sia diretti che figuràti (Mukařovský 1941, Mukařovský 1966:144; Steiner 1977:143).
For semiotic poetics the relationship between the work and its creator is not an a priori constant but an empirical variable[16]. Per la poetica semiotica la relazione tra l’opera e il suo autore non è una costante a priori ma una variabile empirica.
b) Intersubjective (‘objective’) factors are necessarily present in literary communication since the literary work serves ‘as an intermediary between its author and a collectivity’ (‘L’art’, Studie z estetiky, p. 85; structure, p. 82). b) Fattori intersoggetivi («oggettivi») sono necessariamente presenti nella comunicazione letteraria visto che l’opera letteraria fa «da intermediario tra il suo autore e la collettività» (Mukařovský 1936, Mukařovský 1966:85; Steiner 1978:82).
Historically changing objective factors, particularly literary norms, constrain individual creative acts not only by contributing to the work’s theme, genre, style, etc., but even by regulating the admission of particular aspects of the subject into the process of creation: ‘there exist, for example, certain periods which put emphasis on direct sense perception, while others emphasize ‘memory’, i. e. the stock of perceptions’ (‘Nové německé dílo, Studie z poetiky, p. 345). Fattori obiettivi che cambiano storicamente, in particolare le norme letterarie, limitano gli atti creativi individuali, non solo contribuendo a tema, genere, stile eccetera dell’opera, ma anche regolando l’ammissione di aspetti particolari del soggetto nel processo di creazione: «ci sono, per esempio, alcuni periodi che enfatizzano la percezione sensoriale diretta, mentre altri enfatizzano la «memoria» cioè l’insieme delle percezioni» (Mukařovský 1939, Mukařovský 1982:345).
c) The creative subject is in dialectical tension with the intersubjective norms, challenging their authority by constant violations. c) il soggetto creativo è in tensione dialettica con le norme intersoggettive, poiché sfida la loro autorità con violazioni continue.
More importantly, the subject is responsible for the uniqueness of the literary work by creating it according to a global ‘constructional principle’ which operates ‘in every segment of the work, even the most minute, and which results in a unified and unifying systematization of all the constituents’ (‘Genetika’, Kapitoly, III, p. 239). Ma soprattutto, il soggetto è responsabile dell’unicità dell’opera letteraria poiché la crea in conformità con un «principio costruttivo» globale che opera «in ogni sezione dell’opera, anche la più minuscola, e che determina un sistematizzazione unificata e unificante di tutti i costituenti» (Mukařovský 1938, Mukařovský 1948:III:239).
It is not by chance that Mukařovský baptized this individualizing factor of poetic creativity semantic gesture. Non è per caso che Mukařovský battezzò questo fattore individualizzante della creatività poetica gesto semantico.
In its formation and sense this term synthesizes the semanticization of the poetic structure (see above, pp. 42-5) and the personal character of the creative act, thus bringing Prague School poetics to its culmination. Nella sua formazione e nel suo senso questo termine sintetizza la semantizzazione della struttura poetica (vedi 2.5 Struttura letteraria) e il carattere personale dell’atto creativo, portando così la poetica della Scuola di Praga al suo apice.
By making the poet’s characteristic ‘gesture’ responsible for the semantic regularities of the literary work, Mukařovský promotes the subject to the highest factor of aesthetic structuration[17]. Rendendo “il gesto” caratteristico del poeta responsabile delle regolarità semantiche dell’opera letteraria, Mukařovský promuove il soggetto al grado di più alto fattore della strutturazione estetica.
Turning to the theory of the receiving subject’s activity, we find its most lucid formulation in the context of a critique of the phenomenological concept of Verstehen (‘understanding’).[18] Passando alla teoria dell’attività del soggetto ricevente, troviamo la sua formulazione più chiara nel contesto di una critica del concetto fenomenologico di Verstehen («comprensione»).
Mukařovský accepts the self-evident fact that the mental states of different receivers of one and the same literary work are not identical. Mukařovský accetta il fatto evidente che gli stati mentali dei diversi riceventi di una stessa opera letteraria non siano identici.
However, structural theory shifts the focus of the theory of reception by recognizing that literary study cannot investigate the mental state of each recipient , but ‘the conditions of the induction of this state, conditions which are given equally for all receiving individuals and are objectively identifiable in the structure of the work’ (‘Nové německé dílo’, Studie z poetiky, p.343). Comunque la teoria strutturale sposta il focus della teoria della ricezione riconoscendo che lo studio letterario non può indagare lo stato mentale di ogni ricevente, ma può indagare «le condizioni che inducono questo stato, condizioni che sono date allo stesso modo a ogni individuo ricevente e sono oggettivamente identificabili nella struttura dell’opera» (Mukařovský 1939, Mukařovský 1982:343).
Thanks to the supra-individual status of the literary work the idiosyncratic mental states of the individual receivers ‘always have something in common’ and, therefore, ‘a generally valid judgement about the value and the sense of a work is possible’ (‘K pojmosloví’, Kapitoly, I, p.37). Grazie allo status sovraindividuale dell’opera letteraria gli stati mentali idiosincratici dei singoli riceventi «hanno sempre qualcosa in comune» e dunque, «è possibile un giudizio generalmente valido sul valore e sul senso dell’opera» (Mukařovský 1947, Mukařovský 1948:37).
The existence of objective factors in the creation and reception of literary works leads Mukařovský to develop a conceptual differentiation between concrete psycho-physical individual and ‘personality’ (‘osobnost’). L’esistenza di fattori oggettivi nella creazione e ricezione delle opere letterarie porta Mukařovský a sviluppare una differenziazione concettuale tra l’individuo psicofisico concreto e la «personalità» («osobnost»).
The concept of personality incorporates the objective constraints imposed on the social interaction called ‘literature’; without such constraints, the production, transmission and reception of literary ‘messages’ would be impossible. Il concetto di personalità incorpora i vincoli oggettivi imposti all’interazione sociale chiamata «letteratura»; senza questi vincoli, la produzione, trasmissione e ricezione del «messaggio» letterario sarebbe impossibile.
Far from suppressing the subject, Prague School structuralism envisaged a theory which finds a balance between individual and supra-individual factors in literary communication: ‘The conception of the work of art as a sign offers for aesthetics a deep insight into the problems of the role of personality in art precisely because it liberates the artwork from its unequivocal dependence on the individuality of its author’ (‘Strukturalismus’, Kapitoly, I, p. 19; Prague School, p. 74). Lungi dal reprimere il soggetto, lo strutturalismo della Scuola di Praga contemplava una teoria che trova un equilibrio tra fattori individuali e sovraindividuali nella comunicazione letteraria: «la concezione dell’opera d’arte come segno offre all’estetica una comprensione profonda dei problemi del ruolo della personalità nell’arte, proprio perché libera l’opera d’arte dalla sua dipendenza inequivoca dall’individualità del suo autore» (Mukařovský 1939/40 Mukařovský 1948:I:19; Steiner 1929-1946:74).
The concept of ‘personality’ can be applied not only to individual producers and receivers, but also to ‘collectives’ engaged in literary communication; thus it connects the semiotics of the subject and that of the social context. Il concetto di «personalità» può essere applicato non solo ai singoli produttori e riceventi, ma anche a «collettivi» [gruppi] impegnati nella comunicazione letteraria; così connette la semiotica del soggetto e quella del contesto sociale.
On the production side, collective personalities are artistic or literary groups, schools, generations; on the reception side – the public. Dal punto di vista della produzione, le personalità collettive sono gruppi, scuole, generazioni, artistiche o letterarie; dal punto di vista della ricezione è il pubblico.
The semiotics of the collective personality is formulated in contrast to sociological determinism. La semiotica della personalità collettiva è formulata in contrasto con il determinismo sociologico.
Mukařovský emphatically denied the possibility of deriving characteristics of art from societal conditions: ‘if we had no other evidence, we could not unequivocally derive from a certain state of a society the art corresponding to that society, just as we could not form a picture of a society solely on the basis of the art which it produced or accepted as its own’. Mukařovský negò recisamente la possibilità di derivare le caratteristiche dell’arte dalle condizioni della società: «se non avessimo altre prove, non potremmo ricavare inequivocabilmente da un certo stato di una società, l’arte corrispondente, proprio come non potremmo crearci un quadro della società solamente sulla base dell’arte che produce o accetta come propria».
Postulating the work of art as ‘a sign with respect to society no less than with regard to the individual’, Mukařovský reasserted a basic thesis of semiotic poetics: the relationship between literature and society is not uniform and constant, but ‘empirically highly variable’. Supponendo che l’opera d’arte sia «un segno per la società tanto quanto per l’individuo», Mukařovský riaffermò una tesi fondamentale della poetica semiotica: la relazione tra la letteratura e la società non è uniforme e costante, ma «empiricamente molto variabile».
Mapping out the range of possibilities, he sets them between two poles – ‘consensus between art and society’ and ‘mutual separation’. Facendo uno schema della gamma di possibilità, le ha collocate tra due estremi – «consenso tra arte e società» e «separazione reciproca».
Regulated and tendentious art is situated on the first pole, while l’art-pour-l’art trends and poètes maudits are positioned on the pole of separation (ibid., pp. 19-21; ibid., pp. 74ff.). L’arte regolata e tendenziosa è collocata al primo estremo, mentre l’orientamento dell’art pour l’art e i poètes maudits sono collocati all’estremo della separazione (Mukařovský 1948:I:19-21; Steiner 1929-1946:74 e seguenti).
Mukařovský devoted considerable attention to the role of the public in the reception of art and literature, pointing out that the public mediates between art and society. Mukařovský dedicò un’attenzione particolare al ruolo del pubblico nella ricezione dell’arte e della letteratura, mettendo in risalto che il pubblico fa da mediatore tra arte e società.
It can perform this mediating role because its members are capable of ‘perceiving certain kinds of artistic signs (for example, musical, poetic, etc.) adequately’. Può eseguire questo ruolo di mediatore perché i suoi componenti sono in grado di «percepire certi tipi di segni artistici (per esempio, musicali, poetici eccetera) in modo adeguato».
A necessary condition for an individual to become a part of the public is ‘some special education’ (ibid., p. 22; ibid., p. 76). Una condizione necessaria perché un individuo diventi parte del pubblico è «una qualche educazione speciale» (Mukařovský 1948:I:22; Steiner 1929-1946:76).
Thanks to this education, the public’s reception of artworks is an active involvement and, as such, exercises a strong influence on the development of art. Grazie a questa educazione, la ricezione delle opere d’arte da parte del pubblico è un coinvolgimento attivo e, in quanto tale, influenza fortemente lo sviluppo dell’arte.
On the other hand, art shapes the public’s taste, creating, in a sense, its own public. D’altro canto, l’arte plasma il gusto del pubblico creando, in un certo senso, un pubblico suo.
A semiotic theory of literature puts much emphasis on the crucial objective factors of production and reception, the aesthetic norms. Una teoria semiotica della letteratura pone molta enfasi sui fattori oggettivi cruciali della produzione e della ricezione: le norme estetiche.
Mukařovský introduced this concept by analogy with Saussure’s langue: ‘The essence of art is not the individual work of art; rather, it is the ensemble of artistic habits and norms, the artistic structure which is of a supra-individual social character. Mukařovský introdusse questo concetto per analogia con la langue di Saussure: «l’essenza dell’arte non è la singola opera d’arte; ma piuttosto è l’insieme delle abitudini e delle norme artistiche, la struttura artistica che ha carattere sociale sovraindividuale.
A particular work of art relates to this supra-individual structure as an individual verbal discourse relates to the system of language, which is also common property and transcends every actual language user’ (‘K pojmoslovi’, I, p.32). Una certa opera d’arte si collega a questa struttura sovraindividuale come un singolo discorso verbale si collega al sistema della lingua, che è anche pubblico dominio e trascende ogni utente effettivo della lingua» (Mukařovský 1947:I:32).
Mukařovský recognized, however, the essential difference between linguistic and literary norms. Mukařovský riconobbe, comunque, la differenza essenziale tra norme linguistiche e letterarie.
First, literary norms are much less rigid than their linguistic counterparts; consequently, literary norms are not respected, but constantly violated in the practice of literary communication: ‘A work which would fully correspond to the accepted norm would be standardized, repetitive; only the works of epigones approach this limit, whereas a powerful work of art is non-repetitive’ (‘Estetická funkce’, Studie z estetiky, p.32; Aesthetic Function, p. 37). Per prima cosa le norme letterarie sono molto meno rigide dei loro omologhi linguistici; di conseguenza, nella comunicazione letteraria, le norme letterarie non vengono rispettate, ma al contrario sono costantemente violate: «Un’opera che corrisponde appieno alla norma accettata sarebbe standardizzata, ripetitiva; solo le opere degli epigoni affrontano questo limite, mentre un’opera d’arte ben riuscita non è ripetitiva» (Mukařovský 1936, Mukařovský 1966:32; Mukařovský 1970:37).
Literary norms thus function as the supra-individual background of literary creativity. Le norme letterarie fungono così da sfondo sovraindividuale della creatività letteraria.
Not surprisingly, historically minded theorists of the Prague School identified literary norms with tradition: ‘Every work of art is part of a tradition (system of norms) without which it would be incomprehensible’ (Wellek, ‘Theory’, p. 182). Non è una sorpresa che i teorici della Scuola di Praga con una mentalità storica abbiano identificato le norme letterarie con la tradizione: «ogni opera d’arte fa parte di una tradizione (sistema di norme) senza la quale sarebbe incomprensibile» (Wellek 1969:182).
Vodička identifies norms with standards of a period (‘Literárni historie’, Struktura, p. 37) and derives the dynamics of literature from a tension that arises between these standards and the poets’ need for innovation (see below, pp. 54-6). Vodička identifica le norme con gli standard di un periodo (Vodička 1942, Vodička 1969:37) e ricava la dinamica della letteratura da una tensione che emerge tra questi standard e il bisogno d’innovazione dei poeti (vedi sotto, 2.11 Storia della struttura).
Variability and bi-directionality of the relationship between art and society form the basis of the Prague School sociology of art and literature. La variabilità e la bidirezionalità della relazione tra arte e società crea le fondamenta della sociologia dell’arte e della letteratura della Scuola di Praga.
Its general model of societal activities, including artistic production, as a set of parallel, autonomous, but mutually related ‘series’ has been much discussed and criticized (see Striedter, ‘Einleitung’, pp. lii-lvii; Grygar, ‘Role’). Il suo modello generale delle attività sociali, inclusa la produzione artistica, considerato come insieme di «serie» parallele, autonome ma reciprocamente collegate, è stato molto discusso e criticato (vedi Striedter 1976:lii-lvii; Grygar 1978).
However provisional, the model closed the breach between the purely immanent theory of literary structures and pragmatic explanations, while firmly rejecting dogmatic determinism of all shades and provenances. Sebbene provvisorio, il modello pose fine alla rottura tra le teoria puramente immanente delle strutture letterarie e le spiegazioni pragmatiche, mentre respingeva con fermezza il determinismo dogmatico di ogni sfumatura e provenienza.

2.7 Poetic (fictional) reference

2.7 Referenza poetica (fizionale)

The relationship between the sign and the ‘world’ – the reference relation – is one of the basic problems of semiotics. La relazione tra il segno e il «mondo» – la relazione di referenza – è uno dei problemi essenziali della semiotica.
In Prague School linguistics, with its general Saussurean bent, the reference relation was kept in the background; its semantics was focused on the immanent nexus between signifiant and signifié. Nella linguistica della Scuola di Praga la relazione di referenza venne lasciata in secondo piano a causa della sua inclinazione generale verso Saussure; la sua semantica era concentrata sul nesso immanente tra signifiant e signifié.
In the domain of aesthetics and poetics, however, the problem of reference could not be ignored. Nel campo dell’estetica e della poetica, però, il problema della referenza non poteva essere ignorato.
The most interesting statements of the Prague School position were arrived at in the comparative typology of semiotic systems (Jakobson) and in the contrastive semantics of poetic and non-poetic language (Mukařovský). Le dichiarazioni più interessanti della posizione della Scuola di Praga sono state fatte nell’ambito della tipologia comparativa dei sistemi semiotici (Jakobson) e della semantica contrastiva del linguaggio poetico e non poetico (Mukařovský).
Jakobson noted that the reference relation constitutes one of the differential properties of visual and auditory signs. Jakobson notò che la relazione di referenza costituisce una delle proprietà differenziali dei segni visivi e uditivi.
He was struck by the fact that many people react violently to abstract, non-representational paintings, while the issue of representation is hardly ever raised with respect to music:In the entire history of the world quite rarely have people grieved and asked, ‘what facet of reality does Mozart’s or Chopin’s sonata such-and-such represent?’… The question of mimesis, of imitation, of objective representation seems, however, quite natural and even compulsory for the great majority of human beings as soon as we enter into the field of painting and sculpture.

(‘On the Relation’, SW, II, p.339).

Era colpito dal fatto che molte persone reagiscono violentemente a dipinti astratti e non rappresentatativi, mentre il tema della rappresentazione non è quasi mai toccato quando si parla di musica: Nell’intera storia del mondo è raro che qualcuno addolorato abbia chiesto: «Quale aspetto della realtà rappresenta la sonata di Mozart o Chopin?» [...]Quando entriamo nel campo della pittura e della scultura la questione della mimesi, dell’imitazione, della rappresentazione oggettiva sembra, invece, abbastanza naturale e addirittura obbligatoria per la gran maggioranza degli esseri umani.

 (Jakobson 1967, Jakobson 1966-1988:II:339).

Jakobson resolves the puzzle by pointing to the typological contrast between auditory and visual signs: while visual signs have a strong tendency to be ‘reified’ (interpreted as representations of things or beings) auditory signs are ‘artificial’ and nonrepresentational systems (ibid., p. 341, p. 337). Jakobson risolve il mistero indicando il contrasto tipologico tra i segni uditivi e visivi: mentre i segni visivi hanno una forte tendenza a essere «reificati» (interpretati come rappresentazioni di cose o esseri), i segni uditivi sono sistemi «artificiali» e nonrappresentativi (Jakobson 1966-1988:II:341, 337).
The lack of reference in music could be explained on these grounds. La mancanza di referenza della musica potrebbe essere spiegata su queste basi.
Literature, however, cannot be lumped together with music when it comes to reference. La letteratura, quando si parla di referenza tuttavia, non può essere messa insieme alla musica.
Language, unlike music, refers to the world and so does the art of language. La lingua, a differenza della musica, si riferisce al mondo e così fa l’arte della lingua.
Mukařovský tried to face the issue by postulating for literary texts a dual reference, particular and universal: ‘The work of art as sign is based on a dialectical tension between two kinds of relationship to reality: a relationship to the concrete reality which is directly referred to and a relationship to reality in general’ (‘K pojmosloví, Kapitoly, I, pp.35ff.). Mukařovský provò ad affrontare la questione postulando per i testi letterari una doppia referenza, particolare e universale: «L’opera d’arte, in quanto segno, si basa su una tensione dialettica tra due tipi di relazione con la realtà: una relazione con la realtà concreta a cui si riferisce direttamente, e una relazione con la realtà in generale» (Mukařovský 1947, Mukařovský 1948:I:35 e seguenti).
Particular reference, which literary signs share with non-literary verbal signs (ordinary language), is restricted to ‘thematic’ literary genres, such as narratives; they refer to (are about) specific events, particular characters, and so on (‘L’Art’, Studie z estetiky, p. 87; Structure, p. 86). La referenza particolare, che i segni letterari condividono con i segni verbali non letterari (lingua comune), è ristretta ai generi letterari «tematici», come le narrazioni; si riferisce a eventi e personaggi specifici eccetera (Mukařovský 1936, Mukařovský 1966:87; Steiner 1978:86).
This brief comment exhausts Mukařovský’s semantics of particular reference. Questo breve commento esaurisce la semantica della referenza particolare di Mukařovský.
On the issue of universal reference he is less laconic but no less vague. Sull’argomento della referenza universale è meno laconico ma non meno vago.
In a late formulation he suggested that ‘the text “means” not that reality which comprises its immediate theme but the set of all realities, the universe as a whole, or – more precisely – the entire existential experience of the author or of the perceiver’ (‘O jazyce’, Kapitoly, I, p.82; Word, p. 6). In una formulazione tarda ipotizza che «il testo “significa” non quella realtà che include il suo tema immediato ma l’insieme di tutte le realtà, l’universo nell’insieme, o – più precisamente – l’intera esperienza esistenziale dell’autore o del percettore» (Mukařovský 1940, Mukařovský 1948:I:82; Steiner 1977:6).
In earlier pronouncements, universal reference seems to have had the character of an ideological category: the ‘infinite reality’ which works of literature refer to is ‘the total context of so-called social phenomena – for example, philosophy, politics, religion, economy, etc.’ (‘L’Art’, Studie z estetiky, p. 86; Structure, p. 84).[19] In dichiarazioni precedenti, la referenza universale sembra aver avuto il carattere di una categoria ideologica: la «realtà infinita» a cui le opere letterarie si riferiscono è «il contesto totale dei cosiddetti fenomeni sociali – come la filosofia, la politica, la religione, l’economia eccetera» (Mukařovský 1936, Mukařovský 1966:86; Steiner 1978:84).
In tying literary works of ‘thematic’ genres to particular reference, Mukařovský could not ignore the issue of fictionality. Collegando opere letterarie di generi «tematici» alla referenza particolare, Mukařovský non poteva ignorare l’argomento della finzionalità.
He formulated it in a purely negative way: in contradistinction to reference in ordinary language, reference in poetic language ‘has no existential value, even if the work asserts or posits something’ (ibid., p. 87; ibid., p. 86). Lo formulò ex negativo: in contrapposizione con la referenza nella lingua comune, la referenza nel linguaggio poetico «non ha valore esistenziale, anche se l’opera afferma o postula qualcosa» (Mukařovský 1966:87; Steiner 1978:86).
The same contrast frames the closely related problem of poetic truth. Lo stesso contrasto inquadra il problema strettamente correlato della verità poetica.
In communicative language the question of truth does arise: ‘The reception of the utterance with communicative function will be accompanied by the question whether that which the speaker is telling actually happened’, that is the receiver will ask whether the utterance is truth, or, lie, or mystification, or ‘pure fiction’ (‘Estetická funkce’, Studie z estetiky, p. 45; Aesthetic Function, p. 72). Nella lingua comunicativa emerge la questione della verità: «la ricezione del discorso con funzioni comunicative è accompagnata dalla questione se quello che dice il parlante è davvero successo», ossia il ricevente si domanda se l’enunciazione è verità, o menzogna, o mistificazione o «pura finzione» (Mukařovský 1936, Mukařovský 1966:45; Mukařovský 1970:72).
In poetic texts such concepts as truth, illusion, lie, pretending and so on are not applicable, since they all presuppose truth-value. Nei testi poetici concetti come verità, illusione, menzogna, finzione eccetera non sono pertinenti dato che presuppongono il valore di verità.
But poetic texts lack truth-value: ‘In poetry, where the aesthetic function prevails, the question of truthfulness does not make any sense’ (‘O jazyce’, Kapitoly, I, p. 82; Word, p. 6).[20] Ma i testi poetici non hanno valore di verità: «Nella poesia, dove prevale la funzione estetica, la questione della veridicità non ha alcun senso» Mukařovský 1940, Mukařovský 1948:I:82; Steiner 1977:6).
The special truth-conditions do not obliterate the distinction between ‘real’ events (narrated events based on actual happenings) and ‘fictional’ events (the author’s inventions) in literary works; however, this distinction is relevant only insofar as it becomes ‘an important component of the structure of the poetic work’ (‘Estetická funkce’, Studie z estetiky, p. 45; Aesthetic Function, p. 72; cf. Winner, ‘Mukařovský’, p. 446). Le speciali condizioni di verità non annullano la distinzione tra eventi «reali» (eventi narrati basati su avvenimenti reali) ed eventi «finzionali» (invenzioni dell’autore) nelle opere letterarie; in ogni caso questa distinzione ha senso solo se diventa «una componente importante della struttura dell’opera poetica» (Mukařovský 1936, Mukařovský 1966:45; Mukařovský 1970:72; vedi anche Winner 1978:446).
By semanticizing the structural model of poetics, Prague School scholars, as demonstrated above, were able to launch a comprehensive study of semantic and thematic structures of literature. Semantizzando il modello strutturale della poetica, gli studiosi della Scuola di Praga, come illustrato sopra, furono in grado di dare inizio a uno studio esauriente sulle strutture semantiche e tematiche della letteratura.
However, the dominance of Saussurean non-referential semantics prevented them from appreciating the importance of the reference relation which links literature to the ‘world’. Ma l’influenza della semantica non referenziale saussuriana impedì loro di apprezzare l’importanza della relazione di referenza che collega la letteratura al «mondo».
Rejecting as ‘aesthetic subjectivism’ the view that art is a ‘a sovereign creation of a hitherto non-existent reality’ (ibid., p. 46; ibid., p.74), Mukařovský lets the aesthetic sign ‘hover’, ‘detached to a considerable extent from direct contact with the thing or event it represents’ (‘Význam’, Studie z estetiky, p. 57; Structure, p. 21). Rifiutando come «soggettivismo estetico» l’opinione che l’arte è la «creazione autonoma di una realtà finora inesistente» (Mukařovský 1970:46; Winner 1978:74), Mukařovský lascia che il segno estetico «si libri», «distaccato in notevole misura dal contatto diretto con la cosa o l’evento che rappresenta» (Mukařovský 1942, Mukařovský 1966:57; Steiner 1978:21).
In such a semantics, the pivotal problem of fictionality could not be tackled. In una semantica di questo tipo, non è stato possibile affrontare il problema cruciale della finzionalità.
The theoretical system of semiotic poetics was left with a considerable lacuna. Il sistema teorico della poetica semiotica venne lasciato con una lacuna notevole.

2.8 Literary history

2.8 Storia della letteratura

There is no doubt that a theoretically based study of literature tends to privilege its synchronic dimension. Non c’è alcun dubbio che uno studio di letteratura con un fondamento teorico tenda a privilegiare la dimensione sincronica.
In Prague, this natural tendency was reinforced by the influence of Saussure who installed synchronic structure of language as the legitimate subject of scientific investigation[21]. A Praga, questa tendenza naturale era rinforzata dall’influenza di Saussure che pone la struttura sincronica della lingua come soggetto legittimo dell’indagine scientifica.
While Saussure’s differentiation of synchrony and diachrony was accepted in Prague, his ideas about linguistic evolution were subject to a persistent critical examination. Mentre a Praga venne accettata  la differenziazione di Saussure tra sincronia e diacronia, le sue idee sull’evoluzione linguistica furono sottoposte a molteplici esami critici.
The Prague School’s divergence from Saussure was succinctly summed up by Jakobson: Saussure ‘attempted to supress the tie between the system of a language and its modifications by considering the system as the exclusive domain of synchrony and assigning modifications to the sphere of diachrony alone. La divergenza della Scuola di Praga da Saussure fu riassunta succintamente da Jakobson: Saussure «cercò di eliminare il legame tra il sistema di una lingua e i suoi cambiamenti considerando il sistema come ambito esclusivo della sincronia e attribuendo i cambiamenti solo alla sfera diacronica.
In actuality, as indicated in the different social sciences, the concepts of a system and its change are not only compatible but indissolubly tied’ (Dialogues, p. 58). In pratica, come indicato da varie scienze sociali, i concetti di un sistema e il suo cambiamento non sono solamente compatibili ma anche legati in modo indissolubile» (Jakobson 1988:58).
The Prague linguists developed a theory which deemed the evolution of the language system no less ‘systemic and goal-oriented’ than its synchronic functioning (ibid., p. 64). I linguisti di Praga svilupparono una teoria che riteneva l’evoluzione del sistema della lingua non meno «sistemico e orientato agli obiettivi» del suo funzionamento sincronico (Jakobson 1988:64).
The dialectic of stability and change and the idea of a systemic evolution also stimulated an original theory of literary history[22]. La dialettica della stabilità e del cambiamento e l’idea di un’evoluzione sistemica stimolarono anche una teoria originale della storia della letteratura.
Its early formulation in Mukařovský’s study of a nineteenth-century Czech descriptive poem (Polák’s Sublimity of Nature) led to a lively polemic on the writing of literary history (for a summary, see Galan’s Structures, pp. 56-77). La sua prima formulazione nello studio di Mukařovský di una poesia descrittiva ceca dell’ottocento (Vznešenost přírody [il sublime della natura] di Polák) portò a una polemica animata sulla scrittura della storia della letteratura (per un riassunto vedi Galan 1984:56-77).
In TCLP 6 René Wellek published a penetrating, but rather neglected, essay ‘The theory of literary history’. In Travaux du Cercle linguistique de Prague 6, René Wellek pubblicò un saggio acuto ma piuttosto trascurato: «La teoria della storia letteraria».
The most significant contributions to literary history were made by Felix Vodička in his papers and in his book The Beginnings of Czech Artistic Prose. I contributi più significativi alla storia della letteratura vennero apportati da Felix Vodička nei suoi articoli e nel suo libro Počátky krásné prózy novocěeské.
Prague School scholars were unanimous in postulating a close connection between literary theory (poetics) and literary history: a new understanding of literary evolution is possible only on the foundations of a structural and semiotic theory of literature. Gli studiosi della Scuola di Praga erano unanimi nel postulare una stretta connessione tra la teoria della letteratura (poetica) e la storia della letteratura: una nuova concezione dell’evoluzione della letteratura è possibile solo sulle basi di una teoria della letteratura strutturale e semiotica.
Mukařovský derived the ‘dynamism’ of the literary structure directly from its basic characteristics. Mukařovský derivò il «dinamismo» della struttura letteraria direttamente dalle sue caratteristiche essenziali.
Structure is not ‘a mere aggregation of parts’, but is ‘energized’ by the functional relationships which exist between its parts. La struttura non è «una semplice aggregazione di parti» ma è «stimolata» dalle relazioni funzionali che esistono tra le sue parti.
While an aggregated whole is annulled by change, for structure change is necessary (‘Strukturalismus’, Kapitoly, I, p. 15; Prague School, pp. 69f.). Sebbene per la struttura il cambiamento sia necessario, questo distrugge il tutto aggregato. (Mukařovský 1939/40, Mukařovský 1948:I:15; Steiner 1982:69 e seguenti).
Wellek spelled out the new epistemology of literary history in contrast to two traditional trends documented on English literary scholarship: ‘All histories of English literature are either histories of civilization or collections of critical essays. Wellek pose le basi della nuova epistemologia della storia letteraria in contrasto con due tendenze tradizionali documentate dall’accademia letteraria inglese: «Tutte le storie della letteratura inglese sono storie della civiltà o raccolte di saggi critici.
The one type is not a history of art, the other not a history of art’ (‘Theory’, p. 175).[23] Il primo tipo non è una storia dell’arte, l’altro non è una storia dell’arte» (Wellek 1969:175).
Wellek demands a history focused on the ‘internal development’ of ‘art in literature’: ‘Individual structures together make up an order in a certain period and this order is transforming itself in a certain direction under the pressure of the changing environment’ (ibid., p. 189).[24] Wellek esige una storia focalizzata sugli «sviluppi interni» «dell’arte nella letteratura»: «le singole strutture, insieme, costituiscono un ordine in un certo periodo, e quest’ordine si sta trasformando in una certa direzione sotto la pressione dell’ambiente mutevole» (Wellek 1969:189).
In a similar vein, Vodička assigned to literary history the task of studying all texts displaying the aesthetic function; the shifting domain of this function is itself a literary historical problem (‘Literární historie’, Struktura, p. 13). In maniera simile, Vodička assegnava alla storia della letteratura il compito di studiare tutti i testi con una funzione estetica; il campo mutevole di questa funzione è di per sé un problema storico letterario (Vodička 1942, Vodička 1969:13).
In a theoretical framework, which represents literature as a specific system of communication, literary history necessarily becomes a three-pronged process: the history of production (genesis), the history of reception and the history of literary structures (cf. Vodička, ‘Literární historie’, Struktura, p. 16). In un impianto teorico, che rappresenta la letteratura come un sistema specifico di comunicazione, la storia letteraria diventa necessariamente un processo a tre punte: la storia della produzione (genesi), la storia della ricezione e la storia delle strutture letterarie (vedi anche Vodička 1942, Vodička 1969:16).
In Prague, these three strains were differentiated in theory and explored in historical research, but their correlations and hierarchies were not clarified. A Praga, queste tre tendenze erano in teoria distinte ed esaminate attraverso ricerche storiche, ma le loro correlazioni e gerarchie non furono mai chiarite.

2.9 Production history

2.9 Storia della produzione

In contrast to the positivist focus on production history, the Prague School de-emphasized this strain. Diversamente dal focus positivista sulla storia della produzione, la Scuola di Praga deenfatizzò questa tendenza.
Nevertheless, significant ideas about this topic were formulated. Ciò nonostante, vennero formulate idee significative su questo argomento.
In harmony with Prague School theory (see above, pp. 45-9) production history was released from its dependence on external (psychological, social) factors and focused on the intrinsic relationship between the individual creative acts and supra-individual aesthetic norms (tradition). In armonia con la teoria della Scuola di Praga (vedi sopra 2.6 Semiotica del soggetto e del contesto sociale della letteratura; norme letterarie) la storia della produzione divenne indipendente da fattori esterni (psicologici e sociali) e si focalizzò sulla relazione intrinseca tra gli atti creativi individuali e le norme estetiche sovraindividuali (tradizione).
The poet ‘either identifies with the tradition, or departs from it in an effort for a new and individually coloured creation’ (Vodička, ibid., p. 25). Il poeta «o si identifica con la tradizione o se ne distacca nel tentativo di creare qualcosa che abbia un colorito individuale» (Vodička 1969:25).
But the author’s innovative individuality ‘can assert itself only within the range of possibilities afforded by the immanent evolutionary tendency of the literary structure’. Ma l’innovativa individualità dell’autore «può affermarsi solo in una gamma di possibilità prodotte dall’immanente propensione evolutiva della struttura letteraria».
The significance of the creator is not thereby diminished: ‘the quality of the work is ultimately dependent on the talent and the artistic feeling of the poet’ (ibid., p. 26). La significatività dell’autore non viene quindi ridotta: «la qualità dell’opera dipende in definitiva dal talento e dalla sensibilità artistica del poeta» (Vodička 1969:26).
The Prague School shifts the core of production history to the study of the evolution of the text and of its sources in language, thematic tradition and artistic devices. La Scuola di Praga sposta il nucleo della storia della produzione allo studio dell’evoluzione del testo e delle sue fonti nella lingua, nella tradizione tematica e negli artifici artistici.
The influence of texts on texts and literatures on literatures is reconciled with the general postulate of the autonomy of literary structure: such influences operate within the evolutionary possibilities of an author or a period (ibid., p. 29). L’influenza dei testi sui testi e delle letterature sulle letterature viene riconciliata con il postulato generale dell’autonomia della struttura letteraria: queste influenze operano nell’ambito delle possibilità evolutive di un autore o di un periodo (Vodička 1969:29).

2.10 Reception history

2.10 Storia della ricezione

It has been recognised (Striedter, ‘Einleitung’) that the foundations of the theory of reception were laid down by Felix Vodička. Vodička derived this theory quite naturally from the semiotics of literary communication: ‘A literary work is understood as an aesthetic sign destined for the public. È stato riconosciuto (Striedter 1976) che le basi della teoria della ricezione furono poste da Felix Vodička. Vodička derivò questa teoria, in modo piuttosto naturale, dalla semiotica della comunicazione letteraria: «Un’opera letteraria è intesa come segno estetico diretto al pubblico.
We must, therefore, always keep in mind not only a work’s existence but also its reception; we must take into account that a literary work is aesthetically perceived, interpreted and evaluated by the community of readers’ (‘Literární historie’, Struktura, p. 34; Semiotics, p. 197). Dobbiamo quindi tenere sempre a mente non solo l’esistenza di un’opera ma anche la sua ricezione; dobbiamo tenere in considerazione che un’opera letteraria è percepita, interpretata e giudicata esteticamente dalla comunità dei lettori» (Vodička 1942, Vodička 1969:34; Matekja 1976:197).
The dynamism of reception and the diversity of interpretations arise from two factors: from the aesthetic properties of the literary text and from the changing attitudes of the reading public.[25] Il dinamismo della ricezione e la diversità delle interpretazioni derivano da due fattori: dalle proprietà estetiche del testo letterario e dall’atteggiamento mutevole del pubblico dei lettori.
Vodička’s reception history is an empirical study of the post-genesis fortunes of literary works as attested in recorded concretizations (diaries, memoirs, letters, critical reviews and essays, etc.) (‘Problematika’, Struktura, p. 199; Prague School, p. 111). La storia della ricezione di Vodička è uno studio empirico sulle fortune dei testi letterari una volta ultimati, come attestato in attualizzazioni scritte (diari, memoir, lettere, recensioni critiche, saggi eccetera) (Vodička 1941, Vodička 1969:199; Steiner 1982:111).
In his study of the successive reinterpretations and re-evaluations of the work of the nineteenth-century Czech poet Jan Neruda, Vodička focused exclusively on critical receptions. Nel suo studio sulle successive reinterpretazioni e rivalutazioni dell’opera del poeta ceco dell’ottocento Jan Neruda, Vodička si focalizzò esclusivamente sulla ricezione critica.
Critical texts are of special interest for a literary historian because critics ‘fix’ concretizations of literary works in conformity with ‘contemporary literary requirements’ (norms); their concretizations are representative of a particular historical stage of reception (ibid., p. 200; ibid., p. 112). I testi critici sono di interesse speciale per uno storico della letteratura perché i critici «fissano» le attualizzazioni delle opere letterarie in conformità con «le necessità letterarie contemporanee» (norme); le loro attualizzazioni sono rappresentative di una particolare fase storica della ricezione (Vodička 1969:200; Steiner 1982:112).
On the other hand, critical texts stimulate, as a rule, subsequent critical texts, so that a work’s ‘critical history’ (Cohen, Art, p. 10) can be retraced. D’altra parte, i testi critici stimolano, di norma, testi critici successivi, così che può essere ripercorsa la «storia critica» di un’opera (Cohen 1964:10).
Vodička started the development of his reception theory from the premise that a literary work is an ‘aesthetic sign’. Vodička iniziò lo sviluppo della sua teoria della ricezione dalla premessa che un’opera letteraria è un «segno estetico».
He concluded it with the trenchant observation that reception itself is an aesthetic process:Just as automatized devices in poetic language lose their aesthetic effectiveness, which motivates the search for new, aesthetically actualized devices, so a new concretization of a work or author emerges not only because literary norms change but also because older concretizations lose their convincingness through constant repetition. Lo concluse con l’osservazione tranchant che la ricezione stessa è un processo estetico:Proprio come gli artifici automatizzati nel linguaggio poetico perdono efficacia estetica, da cui la ricerca di un nuovo artificio esteticamente attualizzato, così la nuova attualizzazione di un’opera o di un autore emerge non solo perché le norme letterarie cambiano ma anche perché le attualizzazioni precedenti a furia di ripetersi smettono di essere convincenti.
A new concretization always means a regeneration of the work; the work is introduced into literature with a fresh appearance, while the fact that an old concretization is repeated (in schools, for example) and no new concretizations arise is evidence that the work has ceased to be a living part of literature’ (‘Problematika’, Struktura, p. 216; Prague School, p. 128[26]). Una nuova attualizzazione significa sempre una rigenerazione dell’opera; l’opera è introdotta nella letteratura con un aspetto nuovo, mentre il fatto che si ripeta una attualizzazione vecchia (nelle scuole per esempio) e che non nasca nessuna attualizzazione nuova è prova che l’opera ha cessato di essere parte viva della letteratura» (Vodička 1941, Aesthetic Vodička 1969:216; Steiner 1982:128[27]).
Vodička thus reaffirmed the basic principle of Prague School poetics: all literary phenomena, from minute poetic devices to literary history spanning centuries, are products of unceasing human aesthetic activity. Vodička quindi riaffermò il principio base della poetica della Scuola di Praga: tutti i fenomeni letterari, dai minuscoli artifici poetici alla storia della letteratura che si estende per secoli, sono prodotti dell’incessante attività estetica umana.

2.11 History of structure

2.11 Storia della struttura

The subject of literary history is the ‘literary series’, ‘an abstract repertoire of all possibilities of literary creativity’. Il soggetto della storia della letteratura è la «serie letteraria», «un repertorio astratto di tutte le possibilità della creatività letteraria».
What changes and evolves are not concrete literary works, but this ‘higher, hierarchically superior structure’ (Vodička, ‘Literárni historie’, Struktura, p. 18). Ciò che cambia e si evolve non sono le concrete opere letterarie, ma questa «sovrastante struttura gerarchicamente superiore» (Vodička 1942, Vodička 1969:18).
Positivistic literary history sought the ‘causes’ of literary change outside literature. La storia positivista della letteratura cercava «le cause» del cambiamento letterario fuori dalla letteratura.
In contrast, structural literary history ‘conceives of the evolution of poetry as a continuous “self-motion” [Selbstbewegung] carried by the dynamism of the evolving series itself and governed by its own, immanent order’ (Mukařovský, ‘Polákova Vznešenost’, Kapitoly, II, p. 91). Al contrario, la storia strutturalista della letteratura «concepisce l’evoluzione della poesia come un continuo “automovimento” [Selbstbewegung] spinto dal dinamismo della serie in evoluzione e controllato dal suo stesso ordine immanente» (Mukařovský 1934, Mukařovský 1948:II:91).
The impact of external factors (ideology, politics, economy, science, etc.) is not denied, but it is the dynamism of the structure itself which determines the continuity of history (ibid., p. 165). L’impatto di fattori esterni (ideologia, politica, economia, scienza eccetera) non è negato, ma è il dinamismo della struttura stessa a determinare la continuità della storia (Mukařovský 1948:II:165).
If the evolution of literature is treated as ‘a mere commentary’ on extraliterary (cultural, social, economic) history, then literary history becomes a ‘discontinuous set of random phenomena’ (ibid., p. 166). Se l’evoluzione della letteratura è trattata come «un semplice commentario» della storia extraletteraria (culturale, sociale, economica), la storia della letteratura diventa una «serie discontinua di fenomeni casuali» (Mukařovský 1948:II:166).
Vodička specified the immanent order of literary evolution by recalling the principles of Prague School aesthetics: conventionalization (automatization) of the aesthetic structure creates a necessity for ‘actualization’ (‘foregrounding’) – a necessity for change. Vodička specifica l’ordine immanente dell’evoluzione letteraria richiamando i principi dell’estetica della Scuola di Praga: la convenzionalizzazione (automatizzazione) della struttura estetica crea una necessità di «attualizzazione» una necessità di cambiamento.
Vodička, however, makes a distinction between the immanent ‘cause’ and the deterministic cause of natural science: ‘The state of the structure at a certain moment does not lead to a necessary, single effect; in the internal tensions of the structure there exist a certain number of possibilities which condition future development’ (‘Literárni historie’, Struktura, p. 19). Vodička fa però una distinzione tra la «causa» immanente e la causa deterministica della scienza naturale: «Lo stato della struttura in un determinato momento non porta a un effetto necessario, singolo; nelle tensioni interne della struttura esiste un certo numero di possibilità che condiziona gli sviluppi futuri» (Vodička 1942, Vodička 1969:19).
The most powerful, but by no means only immanent factor evolution is the principle of contrast (in the Hegelian sense), evident in the sequence classicism-romanticism-realism. L’elemento più potente, ma di certo non l’unico fattore immanente, dell’evoluzione è il principio del contrasto (nel senso hegeliano del termine), evidente nella sequenza classicismo-romanticismo-realismo.
In his own historical research Vodička resists reducing the complex literary process to a simple teleological schema; literary history is never a straightforward transformation of one structure into another, but a chain of ‘attempts, failures and half-successes’ (Počátky, p. 306). Nella sua ricerca storica Vodička resiste alla tentazione di ridurre il complesso processo letterario a un semplice schema teleologico; la storia della letteratura non è mai una trasformazione diretta di una struttura in un’altra, ma una catena di «tentativi, insuccessi e mezzi successi» (Vodička 1948:306).
Structural literary history does not deny the impact of heteronomous, extraliterary factors: ‘Literary works are materialized by people, they are facts of social culture and exist in numerous relationships to other phenomena of cultural life’ (Vodička, ‘Literaŕní historie’, Struktura, p. 25). La storia della letteratura a impostazione strutturale non nega l’impatto di fattori eteronomi extraletterari: «Le opere letterarie sono concretizzate dalle persone, sono fatti di cultura sociale ed esistono in numerose relazioni con altri fenomeni della vita culturale» (Vodička 1942, Vodička 1969:25).
In the final account, evolution of the literary series is a result of a complex interplay (dialectic) of immanent and external impulses[28]. In definitiva, l’evoluzione della serie letteraria è il risultato di una complessa interazione (dialettica) di impulsi immanenti ed esterni.
In keeping with his poetics (see above, p. 45), Vodička charges thematics with mediating this interplay: through thematics ‘the contents of a community’s practical interests and period problems exercise the most powerful influence on the immanent evolution of the literary structure’ (Počátky, p. 168). Coerentemente con la sua poetica (vedi 2.6 Semiotica del soggetto e del contesto sociale della letteratura; norme letterarie), Vodička dà alla tematica il compito di mediare questa interazione: attraverso la tematica «il contenuto degli interessi concreti di una comunità e i problemi del periodo esercitano l’influenza più potente sull’evoluzione immanente della struttura letteraria» (Vodička 1948:168).
The literary historian studies all changes in the evolving literary structure: changes of constituents, of their selection and organization, but he is particularly concerned with the profoundly consequential shifts of dominants. Lo storico della letteratura studia tutti i cambiamenti della struttura letteraria in evoluzione: cambi dei componenti, della loro selezione e organizzazione, ma si occupa in modo particolare dei cambi di dominante che hanno conseguenze profonde.
These shifts set the entire literary structure into motion and are responsible for the pendulum of literary evolution: the maximum-minimum impact of supra-individual norms generates the contrast between normative and individualistic epochs; the maximum-minimum weight afforded the poetic subject in the literary structure opposes the expressive literature of the romantics to the objective literature of the modernists; the admission or suppression of actual world material brings about the alternation of realistic and antirealistic trends. Questi cambi mettono in movimento l’intera struttura letteraria e sono responsabili del pendolo dell’evoluzione letteraria: l’impatto massimo-minimo delle norme sovraindividuali genera il contrasto tra epoche normative e individualistiche; il peso massimo-minimo offerto dal soggetto poetico nella struttura letteraria oppone la letteratura espressiva dei romantici alla letteratura oggettiva dei modernisti; l’ammissione o rimozione del materiale del mondo reale porta all’alternanza di tendenze realistiche e antirealistiche.
Shifts of dominants were explored in detail in the history of Czech verse (Jakobson, ‘Staročeský verš’, SW, VI, pp. 417– 65; Mukařovský, ‘Obecné zásady’, Kapitoly, II, pp. 9–90), but proved to be no less decisive in the history of narrative prose (Vodička, Počátky). I cambi di dominate vennero esaminati nel dettaglio nella storia della poesia ceca (Jakobson 1934, Jakobson 1966-1988:VI:417– 65; Mukařovský 1934, Mukařovský 1948:II:9–90), ma si dimostrarono non meno decisivi nella storia della narrativa (Vodička 1948).
In reconstructing the evolving series, the literary historian discovers evolutionary tendencies and thus provides a ground for assessing the historical value of individual works. Nel ricostruire la serie evolutiva, lo storico della letteratura scopre le tendenze evolutive e così procura un terreno per stabilire il valore storico delle singole opere.
Historical value is not identical with the work’s aesthetic value; the latter arises in the subject’s perception of the literary work, while the former is given by the work’s participation and success in implementing the tendencies of the literary process. Il valore storico non è identico al valore estetico dell’opera; quest’ultimo si manifesta nella percezione soggettiva dell’opera letteraria, mentre il primo è dato dalla partecipazione e dal successo dell’opera nel realizzare le tendenze del processo letterario.
The fate of Prague School structuralism in its country of origin is strangely mirrored in its reception abroad. Il destino dello strutturalismo della Scuola di Praga nel suo paese d’origine si riflette in modo strano nella sua ricezione all’estero.
The significance of the Prague School for modern linguistic theory has been generally acknowledged. Il valore della Scuola di Praga per la teoria della linguistica moderna è stato generalmente riconosciuto.
According to Stankiewicz, we owe to the PLC ‘a body of work that surpasses in scope all that was done by other contemporary schools of linguistics’ (‘Roman Jakobson’, p. 20). Secondo Stankiewicz dobbiamo al Circolo linguistico di Praga «un corpo di opere che supera per portata tutto quello che era stato fatto da altre scuole linguistiche contemporanee» (Stankiewicz 1983:20).
In contrast, Prague School poetics and aesthetics has been virtually expunged from the history of twentieth-century structuralism. La poetica e l’estetica della Scuola di Praga sono state invece quasi cancellate dalla storia dello strutturalismo.
Contemporary literary theory and aesthetics is dominated by the opinion that structuralism is a French phenomenon of the 1960s; even when the Prague stage is not ignored, it is treated as just a ‘strategic background’ to a ‘story’ located in ‘the haute culture milieu of modern Paris’ (Merquior, From Prague, p. x). L’estetica e la teoria della letteratura contemporanee sono dominate dall’idea che lo strutturalismo sia un fenomeno francese degli anni sessanta; anche quando la fase praghese non è ignorata, viene trattata solo come «background strategico» di una «storia» posizionata nel «milieu della haute culture della Parigi moderna» (Merquior 1986:x).
A reduction of twentieth-century structuralism to its French stage greatly distorts its history and its theoretical achievement: structuralism appears as a historically short-lived and epistemologically restrictive episode in Western thought. La riduzione dello strutturalismo alla sua fase francese distorce incredibilmente la sua storia e i suoi risultati teorici: nel pensiero occidentale, lo strutturalismo appare come un episodio storicamente breve ed epistemologicamente restrittivo.
Prague School structuralism had aimed to reshape all perennial problems of poetics and literary history into a coherent and dynamic theoretical system. Lo strutturalismo della Scuola di Praga ha puntato a rimodellare tutti i problemi perenni della poetica e della storia della letteratura in un sistema teorico coerente e dinamico.
Given the variety and difficulty of these problems – from the ‘intrinsic’ properties of literary works, to the specific function of poetic language, to the ‘extrinsic’ relationships of literature to its producers, its recipients and the world – the ideas of the Prague School scholars should not be regarded as definitive. Data la varietà e la difficoltà di questi problemi – dalle proprietà «intrinseche» delle opere letterarie, alle funzioni specifiche del linguaggio poetico, alla relazione «estrinseca» della letteratura con i suoi produttori, i suoi riceventi e il mondo – le idee degli studiosi della Scuola di Praga non vanno considerate definitive.
The spirit of the Prague School, shaped in a struggle to preserve integrity of theoretical thought against the pressures of ideology, was strongly antidogmatic. Lo spirito della Scuola di Praga, plasmato dallo sforzo di preservare l’integrità del pensiero teorico contro la pressione dell’ideologia, è fortemente antidogmatico.
The heritage of Prague is an inspiration for future ventures rather than a historical monument. Il retaggio di Praga, lungi dall’essere un monumento storico, è d’ispirazione per iniziative future.

 

 

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[1] Contemporary views about the position of Prague School theory in the inter-war intellectual context can be found in Sus, ‘Preconditions’; Červenka, ‘Grundkategorien’; Matejka, ‘Postscript’; Fokkema and Kunne-Ibsh, Theories, pp. 10-49, Rensky, ‘Roman Jakobson’; Steiner, Formalism.

 

Opinioni contemporanee sulla posizione della teoria della Scuola di Praga nel contesto intellettuale tra la prima e la seconda guerra mondiale possono essere trovate in Sus:1972; Červenka  1973; Matejka 1976:265-98; Fokkema e Kunne-Ibsh:1977: 10-49, Rensky 1977:379-89; Steiner 1984.

 

[2] Mathesius was one of the early twentieth-century linguists who were critical of the legacy of the historically oriented neo-grammarian school. Already in 1912, four years before the appearance of Ferdinand de Saussure’s Cours de linguistique générale, Mathesius published an article On the potentiality of linguistic phenomena” (English trans. In Vachek, Reader, pp. 1-32) where he advocated a synchronistic and functionalist approach to language. The article remained hidden in an esoteric scholarly journal, but in the 1920s when the work of Saussure and the Russian “Saussurians” became known in Prague many young linguists were ready to follow Mathesius’ lead.

 

Mathesius fu uno dei linguisti dell’inizio del novecento critici nei confronti dell’eredità lasciata dalla scuola neogrammatica a orientamento storico. Già nel 1912, quattro anni prima della comparsa dei corsi di linguistica generale di Ferdinand de Saussure, Mathesius pubblicò un articolo «sul potenziale dei fenomeni linguistici» (traduzione inglese di Vachek 1964:1-32) dove sostenne un approccio sincronistico e funzionalista alla lingua. L’articolo rimase nascosto in una rivista accademica esoterica, ma negli anni 20 quando l’opera di Saussure e i russi “saussuriani” divennero conosciuti a Praga molti giovani linguisti erano pronti a seguire la guida di Mathesius.

[3] A list of the papers presented  in the PLC between 1926 and 1948 is published in Matejka (ed.), Sound, pp. 607-22.

 

Una lista dei documenti presentati nel Circolo Linguistico di Praga tra il 1926 e il 1948 è pubblicato in Matejka 1978:607-22.

 

 

[4] The alliance between progressive theorists and avant-garde artists was already forged before the formation of PLC and proved to be long lasting. Jan Mukařovský was very close to the surrealist poet Vitězslav Nezval and to the experimental prose writer Vladislav Vančura. Roman Jakobson, who had been an active member of the Russian poetic avant-garde, established close contacts with Czech  poets and artists shortly after his arrival in Prague: ‘The young Czech poets and artists made me a member of their circle, and I became very close to them… My intimate knowledge of Czech artistic circles allowed me to comprehend fully the force of Czech literary art from the Middle Ages to today’ (Dialogues 143: cf. Linhartová, ‘La place’; Effenberger, ‘Roman Jakobson’; Toman, ‘Chemical laboratory’).

 

L’alleanza tra i teorici progressisti e gli artisti dell’avanguardia era già plasmata prima della formazione del Circolo Linguistico di Praga e si è dimostrata di lunga durata. Jan Mukařovský era molto vicino al poeta surrealista Vitězslav Nezval e allo scrittore di prosa sperimentale Vladislav Vančura. Roman Jakobson, che era stato un esponente attivo dell’avanguardia poetica russa, instaurò stretti contatti con i poeti e gli artisti cechi poco dopo il suo arrivo a Praga: «i giovani poeti e artisti cechi mi hanno iscritto al loro circolo e io mi sono avvicinato molto a loro… la mia profonda conoscenza dei circoli artistici cechi mi ha permesso di comprendere appieno la forza dell’arte letteraria ceca dal medioevo ad oggi» (Jakobson 1983:143: vedi anche Linhartová 1977; Effenberger 1983; Toman 1987).

[5] Jakobson captured the ambience of both the Moscow and the Prague Circles with the following words: ‘Recollecting their passionate, impetuous discussions which tested, egged on, and whetted our scientific thought, I must confess that never since and nowhere else have I witnessed learned debates of similar creative force’ (SW, II, p. vi). Wellek was true to the Prague School spirit when he stated that his profound indebtedness to the work of Mukařovský and Jakobson and to the  stimulating atmosphere of the PLC ‘can be best expressed by critical collaboration’ (‘Theory’, p. 191, 39; emphasis added).

 

Jakobson rese l’atmosfera sia del Circolo di Mosca che di Praga con le seguenti parole: «ricordando i loro dibattiti appassionati e impetuosi che testarono, incitarono e stimolarono il nostro pensiero scientifico, devo confessare che mai più da allora, in nessun luogo ho assistito a dei dibattiti colti dotati di una simile forza creativa» (Jakobson 1966-1988:II:vi). Wellek fu sincero nei confronti dello spirito della Scuola di Praga quando dichiarò che il suo profondo debito nei confronti dell’opera di Mukařovský e di Jakobson e della atmosfera stimolante del Circolo di Praga «può essere espresso al meglio dalla collaborazione critica» (Wellek 1970:191 39; corsivo mio).

 

[6] This achievement would be impossible without the close cooperation of linguists and literary theorists typical of the Prague School. According to Mathesius, ‘linguistics makes the most natural ally of literary theory’ (‘Deset let’, p. 145). All Prague School linguists, including Mathesius, were deeply involved in the study of literature, while its literary theorists were perfectly at home in linguistic theory. It should be emphasized that the Prague School continued the tradition of a mutual exchange between linguistics and literary study, inaugurated by Wilhelm von Humboldt and continued by Ferdinand de Saussure (see Doležel , Occidental Poetics). In Prague, the study of literature and poetic language stimulated significant departures in linguistic theory, for example the formulation of the principles of phonology (Jakobson and Pomorska, Dialogues, p.22).

 

Questo successo sarebbe impossibile senza la stretta collaborazione, tipica della Scuola di Praga, tra linguisti e teorici della letteratura. Secondo Mathesius «la linguistica è il più naturale alleato della teoria letteraria» (Mathesius 1936:145). Tutti i linguisti della Scuola di Praga, Mathesius incluso, erano molto coinvolti nello studio della letteratura, mentre i teorici della letteratura erano perfettamente a loro agio nella teoria linguistica. Va sottolineato che la Scuola di Praga continuò la tradizione di uno scambio reciproco tra la linguistica e gli studi letterari, inaugurata da Wilhelm von Humboldt e continuata da Ferdinand de Saussure (vedi Doležel 1990). A Praga, lo studio della letteratura e del linguaggio poetico stimolò deviazioni significative nella teoria della linguistica, per esempio la formulazione dei principi della fonologia (Jakobson e Pomorska 1983:22).

[7] Mukařovský pointed to parallels and differences between structuralism and biological holism (Smuts) (‘K pojmoslovi’, Kapitoly, I, p. 29). Trnka singled out Russel’s  relation logic as one of the inspirations of structuralism (‘Linguistics’, p. 159). The relationship of structuralism to the twentieth-century logic of wholes mereology (Husserl, Leśniewski) – has been established only recently (see Smith and Mulligan, ‘Pieces’).

 

Mukařovský ha messo in evidenza i parallelismi e le differenze tra lo strutturalismo e l’olismo biologico (Smuts) (Mukařovský 1947:I: 29). Trnka identificò la logica della relazione di Russel come una delle fonti d’ispirazioni dello strutturalismo (Trnk 1966:159). La relazione dello strutturalismo con la logica degli insiemi, la mereologia, del novecento (Husserl, Leśniewski) si è affermata solo recentemente (Smith e Mulligan 1982).

 

[8] In Bühler’s and Prague School functional linguistics the term function is not used in the mathematical sense, but in the sense of ‘aim’ or ‘goal’ (cf. Skalička, ‘Strukturalismus’; Holestein, Approach, p. 121).

 

Nella linguistica funzionale di Bühler e della Scuola di Praga il termine funzione non è usato nel senso matematico, ma nel senso di «scopo» o «obiettivo» (vedi anche Skalička 1947/48; Holestein 1976:121).

 

[9] Referring specifically to the Bühlerian tradition, Holenstein (‘Poetry’) praised the idea of ‘polyfunctionality’ as a major achievement of modern functionalist  thought (see also Broekman, Strukturalismus, pp. 95f.; Chvatik, Strukturalismus, pp. 138f.; Martínez-Bonati, Discourse, p. 54).

 

Riferendosi nello specifico alla tradizione bühleriana, Holenstein 1981 elogiò l’idea della «polifunzionalità» in quanto successo importante del pensiero funzionalista moderno (vedi anche Broekman 1971:95 e seguenti; Chvatik 1981:138 e seguenti; Martínez-Bonati 1981:54).

 

[10] Havránek’s sociological functionalism has its parallel in functionalist ethnography pioneered in Prague by Bogatyrjov, especially in his Functions. We find here a precocious formulation of the idea of social semiosis (cf. Halliday, Explorations).

 

Il funzionalismo sociologico di Havránek ha il suo parallelo nell’etnografia funzionalista sperimentata a Praga da Bogatyrёv, in particolare nel suo Funzioni. Troviamo qui una formulazione precoce dell’idea di semiosi sociale (vedi anche Halliday 1973).

[11] The tradition of the structural model in poetics goes back to Aristotle, to his theory of the tragedy based on general principles of his logic and philosophy of science. In the Romantic period under the influence of organic thinking the structural model became morphological. Prague School structuralism initiates the semiotic version of the model. The advance of the structural model from a logical to a morphological to a semiological stage represents the main tread of the history of poetics (see Doležel, Occidental Poetics).

 

La tradizione del modello strutturale nella poetica risale ad Aristotele, alla sua teoria della tragedia basata sui principi generali della sua logica e filosofia della scienza. Nel periodo romantico sotto l’influenza del pensiero organico, il modello strutturale divenne morfologico. Lo strutturalismo della Scuola di Praga avviò la versione semiotica del modello. L’avanzamento del modello strutturale dalla fase logica a quella morfologica a quella semiologica rappresenta il principale percorso della storia della poetica (vedi Doležel 1990).

 

[12] The source of this misrepresentation is Mukařovský’s paper ‘standard language and poetic language’ known from an early English translation (Garvin, Reader). This paper should be read within its polemical context: in opposition to arbitrary restrictions imposed by conservative Czech purists (see History), Mukařovský defends the right of the language of modern poetry to ‘deviate’ from the norms of standard Czech. Serious students of Prague School poetics have emphasized the duality of its aesthetic principle: ‘Poetic language is to be seen as an organized, systematic violation of language norms, characterised by strict regularity’ (Bulygina, ‘Pražskaja škola’ p. 118; emphasis added). Van Peer labelled this aesthetic principle ‘systematic foregrounding’ (Stylistics, p. 7).

 

La causa di questo travisamento è l’articolo di Mukařovský «Linguaggio standard e linguaggio poetico» conosciuto grazie a una vecchia traduzione inglese (Garvin 1964). Questo articolo dovrebbe essere letto nel suo contesto polemico: in contrasto con le restrizioni arbitrarie imposte dai puristi conservatori cechi (vedi 2.2 Storia), Mukařovský difende il diritto della lingua della poesia moderna di «deviare» dalle norme del ceco standard. Seri studiosi della poetica della Scuola di Praga hanno messo in evidenza la dualità del suo principio estetico: «il linguaggio poetico deve essere visto come una violazione organizzata e sistematica delle norme linguistiche, caratterizzata da una regolarità ferrea» (Bulygina 1964:118; corsivo mio). Van Peer definì questo principio estetico «attualizzazione sistematica» (Van Peer 1986:7).

 

[13] Mukařovský’s papers on nineteenth and twentieth century Czech prose writers (now collected in the second volume of Chapters from Czech Poetics under the heading ‘On poetic prose’) and Jakobson’s essay on Pasternak’s prose (‘Randbemerkungen’), where he formulated his well-known differentiation of poetry (metaphor) and prose (metonymy), testify further to the deep interest of Prague School scholars in narrative poetics.

 

Gli articoli di Mukařovský sugli scrittori di prosa ceca dell’ottocento e novecento (ora raccolti nel secondo volume di Kapitoly z české poetiky sotto il titolo «Sulla prosa poetica») e il saggio di Jakobson sulla prosa di Pasternak (‘Randbemerkungen’), dove formulò la sua famosa differenziazione tra poesia (metafora) e prosa (metonimia), testimoniano ulteriormente il profondo interesse degli studiosi della Scuola di Praga per la poetica narrativa.

[14] For a further development of narrative discourse theory in the Prague School tradition, see Doležel, Narrative Modes.

 

Per un ulteriore sviluppo della teoria del discorso narrativo nella tradizione della Scuola di Praga vedi Doležel 1973.

[15] In her summary of Jakobson’s reconstruction of Pushkin’s ‘sculptural myth’ (‘Socha’, Language, pp. 318-67) Pomorska pointed out another aspect of the ‘work-life’ exchange: ‘according to the results of jakobson’s analysis, not only is the life situation active in the process of literary creation, but the product created is likewise active and often decisive in the poet’s actual biography’ (‘Roman Jakobson’ p. 373).

 

Nel suo riassunto della ricostruzione del «mito scultorio» di Puškin, di Jakobson (Jakobson 1937, Jakobson 1987:318-67) Pomorska illustrò un altro aspetto dello scambio «opera-vita»: «secondo i risultati dell’analisi di Jakobson, non solo la vita è attiva nel processo di creazione letteraria, ma il prodotto creato è altrettanto attivo e spesso decisivo nella biografia reale del poeta» (Pomorska 1977:373).

 

[16] The range of possibilities was indicated by Wellek: ‘The work of art may embody the dream of its creator, his exact psychological opposite, it may function almost as a mask in a subtly inverse fashion only indirectly related to the empirical “personality”’ (‘Theory’, p. 181).

 

La gamma delle possibilità è stata indicata da Wellek: «L’opera d’arte potrebbe incarnare il sogno del suo creatore, il suo esatto opposto psicologico, potrebbe funzionare quasi come una maschera in un modo sottilmente opposto, che riguarda solo indirettamente la “personalità” empirica» (Wellek 1969:181).

 

[17] The concept of semantic gesture was not sufficiently developed in Mukařovský’s theoretical writings, but was repeatedly applied in his mature analyses of the oeuvre of several Czech poets and prose writers. It has received considerable attention from Mukařovský’s interpreters (Prochaźka, Příspěvek, pp. 64f., 68; Jankovič, ‘Perspectives’; Mercks, ‘Gesture’; Schmid, ‘Geste’; Burg, Mukařovský, pp. 87-96, 288-96, 398-402; Volek, Metaestructuralismo, pp. 228-30).

 

Il concetto di atto semantico non venne sviluppato a sufficienza negli scritti teorici di Mukařovský, ma venne ripetutamente applicato nella sua analisi matura dell’opera di diversi poeti e scrittori di prosa cechi. Ha ricevuto un’attenzione considerevole dagli interpreti di Mukařovský (Prochaźka 1969:64 e seguente, 68; Jankovič 1972; Mercks 1980; Schmid 1982; Burg 1985:87-96 288-96 398-402; Volek 1985:228-30).

 

[18] The occasion for a direct engagement with phenomenology was Mukařovský’s review article of the first volume of J. Petersen’s Die Wissenschaft von der Dichtung, published in Berlin in 1939.

 

L’occasione per un impegno diretto nella fenomenologia fu l’articolo di recensione critica del primo volume di J. Petersen Die Wissenschaft von der Dichtung pubblicato a Berlino nel 1939.

[19] The vagueness of the concept of universal reference is reflected in the diversity of opinions among Mukařovský interpreters. Steiner takes universal reference to mean ‘reality in toto’ (‘Basis’ p. 371). Fokkema highlighted Mukařovský’s idea that a work of art ‘may have an indirect or metaphorical meaning in relation to the reality we live in’ (Fokkema and Kunne-Ibsch, Theories, p. 32). Mayenova understood the term as meaning ‘the recipients’ diverse experience’ (‘Statements’, p.428). Veltruský believes that Mukařovský’s ‘phenomenological’ and ‘sociological’ conceptions of universal reference ‘were to a large extent complementary’ (‘Mukařovský’s poetics’, p. 140).

 

La vaghezza del concetto di referenza universale è riflesso nella diversità di opinioni degli interpreti di Mukařovský. Steiner diede alla referenza universale il significato di «realtà in toto» (Steiner 1978:371). Fokkema evidenziò l’idea di Mukařovský secondo cui un’opera d’arte «potrebbe avere un significato indiretto o metaforico in relazione alla realtà in cui viviamo» (Fokkema and Kunne-Ibsch 1977:32). Mayenova interpretò il termine come «le diverse esperienze dei riceventi» (Mayenova 1978:428). Veltruský crede che le concezioni «fenomenologiche» e «sociologiche» della referenza universale di Mukařovský «fossero in larga misura complementari» (Veltruský 1980/81:140).

 

[20] Mukařovský’s position on truth-value in poetry as well as its justification accord with the views of Gottlob Frege (for a detailed discussion see Doležel, Occidental Poetics).

 

La posizione di Mukařovský sul valore della verità nella poesia come anche la sua giustificazione concordano con le idee di Gottlob Frege (per una discussione dettagliata vedi Doležel 1990).

[21] Saussure’s differentiation of linguistic synchrony and diachrony did not imply rejection of historical study. In fact, Saussure justified it with a new argument: the arbitrariness of linguistic sign makes historical change in language inevitable.

 

La differenziazione di Saussure della sincronia e della diacronia linguistica non implica un rifiuto degli studi storici. Infatti Saussure lo giustifica con una nuova tesi: l’arbitrarietà dei segni linguistici rende inevitabile il cambiamento storico della lingua.

[22] ‘What most sharply distinguishes Czech structuralism from the other twentieth-century literary theories is its commitment to literary history’ (Galan, Structures, p.2).

 

«Quello che distingue più fortemente lo strutturalismo ceco da altre teorie letterarie del novecento è la sua dedizione alla storia della letteratura» (Galan 1984:2).

[23] Wellek does not criticize social historians, historians of ideas and others for using literature as documentary material, nor is he trying to prevent professors of literature from becoming involved in these domains. He points out, however, that these practical or pedagogical considerations should not be confused with ‘the clarification of a theoretical problem which can be solved only on a philosophical basis’ (‘Theory’, pp. 175ff). Vodička added an important caveat: the aesthetic function affects substantially the information conveyed in the literary work and, therefore, the use of literary works as historical sources requires extreme caution (‘Literární historie’, Struktura, pp. 38ff).

 

Wellek non critica gli storici sociali, gli storici delle idee e altri per l’uso della letteratura come materiale documentativo, e non sta neanche cercando di evitare che i professori di letteratura si occupino di questi campi. Sottolineò comunque che queste considerazioni pratiche o pedagogiche non dovrebbero essere confuse con «la chiarificazione di un problema teorico che può essere risolto solo su base filosofica» (Wellek 1969:175 e seguenti). Vodička aggiunse un avvertimento importante: la funzione estetica influisce in modo sostanziale sull’informazione comunicata nell’opera letteraria, e quindi, l’uso di opere letterarie come fonti storiche richiede estrema cautela (Vodička 1942, Vodička 1969:38 e seguenti).

 

[24] From the very beginning of his theoretical development Wellek closely associated literary structures with values and, therefore, charged the literary historian with critical evaluation. In contrast, Mukařovský believed that the question of aesthetic valuation cannot be answered by literary history (‘Polakova Vznešsenost’ Kapitoly, II, p. 100): Vodička took a middle-of-the-road position, differentiating between the aesthetic and the historical value (see below).

 

Sin dall’inizio dei suoi sviluppi teorici Wellek collegò strettamente le strutture letterarie a dei valori e quindi affidò le valutazioni critiche agli storici della letteratura. Al contrario Mukařovský credeva che la questione della valutazione estetica non potesse essere soddisfatta dalla storia della letteratura (Mukařovský 1934, Mukařovský 1948:II:100): Vodička prese una posizione intermedia, differenziando l’estetica dal valore storico (vedi sotto).

[25] Vodička drew a careful distinction between his semiotic position and Ingarden’s phenomenology. He borrowed Ingarden’s term ‘concretization’, but gave it his own definition – ‘a reflection of a work in the consciousness of those individuals for whom the work is an aesthetic object’ (‘Problematika’, Struktura, p. 199; Prague School, p. 110). Despite Vodička’s explicit dissociation, his borrowing of Ingarden’s term has led to a spontaneous linking of his semiotic theory of reception with phenomenological Rezeptionsästhetik (see below, chapter 11) and resulted in a confusion which up to now has not been cleared up (for contradictory opinions see Schmid, ‘Begriff’; Fieguth, ‘Rezeption’; Martens, ‘Textstrukturen’; Striedter, ‘Einleitung’, pp. lxiii-lxv; de Man, ‘Introduction’, pp. xvii-xviii). A claim according to which Prague School theory of reception was ‘established on the foundations of Rezeptionsästhetik’ (Jauss, Literaturgeschichte, p. 246; Aesthetic, p. 72) is contrary to historical facts.

 

Vodička tracciò un’attenta distinzione tra la sua posizione semiotica e la fenomenologia di Ingarden. Prese in prestito il termine «concretizzazione» da Ingarden, ma gli diede una sua definizione personale: «il riflesso di un opera nella coscienza di quegli individui per i quali l’opera è un oggetto estetico» (Vodička 1941, Vodička 1969:199; Steiner 1982:110). Nonostante la dissociazione esplicita di Vodička, la sua appropriazione del temine di Ingarden portò ad un collegamento spontaneo della sua teoria semiotica della ricezione con la Rezeptionsästhetik fenomenologica (vedi capitolo 11) e determinò una confusione che ad oggi non è stata chiarita (per opinioni contraddittorie vedi Schmid 1970; Fieguth 1971; Martens 1973; Striedter 1976:lxiii-lxv; de Man 1982:xvii-xviii). Una dichiarazione secondo cui la teoria della ricezione della Scuola di Praga venne «costituita sulla basi della Rezeptionsästhetik » (Jauss 1970:246; Jauss 1982:72) è contraria a fatti storici.

[26] It is worth remembering that Vodička’s reception theory is not restricted to concretizations of individual literary works; ‘higher literary wholes’, authors, literary groups, periods and entire national literatures, preserve their vitality in a continual process of reception.

 

Vale la pena ricordare che la teoria della ricezione di Vodička non è ristretta alla concretizzazione delle singole opere letterarie; «insiemi letterari superiori», autori, gruppi letterari, periodi e intere letterature nazionali preservano la loro vitalità in un processo continuo di ricezione.

 

[28] This ‘Prague School model’ of literary evolution was succinctly summed up by Červenka: ‘The preceding state of the literary series predetermines in a manifold manner its following stage; the actual selection from this immanently given set of possibilities is accomplished under the impact from a different realm, from the external, extraliterary series’ (‘O Vodičkově metodologii’, p. 335).

 

Questo «modello della Scuola di Praga» dell’evoluzione letteraria venne riassunto succintamente da Červenka: «la condizione precedente della serie letteraria predetermina in molteplici modi la sua condizione successiva; la scelta effettiva da questo insieme di possibilità date immanentemente è realizzata sotto l’influenza di un campo diverso da quello delle serie esterne extraletterarie» (Červenka 1969:335).