He Jing: The Translation of English and Chinese Puns from the Perspective of Relevance Theory Civica Scuola Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli»

 

 

 

 

Riferimenti bibliografici[o.b.1] 

 

LONGMAN, Longman Dictionary of Contemporary English [online] http://www.ldoceonline.com/. Consultazione: febbraio-marzo 2011.

Oxford-Paravia [online]: http://oxfordparavia.it/.Consultazione: febbraio-marzo 2011.

 

WordReference [online]: http://www.wordreference.com/it/. Consultazione: febbraio-marzo 2011.

 

I dizionari del Corriere della Sera [online]: http://dizionari.corriere.it/. Consultazione: febbraio-marzo 2011.

 

Dizionari Hoepli [online]: http://dizionari.hoepli.it/default.aspx. Consultazione: febbraio-marzo 2011.

 

Virgilio [online]: http://parole.virgilio.it/parole/index.html. Consultazione: febbraio-marzo 2011.

 

Diccionario de la Real Academia Española [online]: http://www.rae.es/rae.html. Consultazione: febbraio-marzo 2011.

 

Merriam-Webster [online], [Springfield, MA, USA], Merriam-Webster Inc., 2004: http://www.merriam-webster.com/. consultazione: febbraio-marzo 2011.

 

Merriam-Webster’s 11th Collegiate Dictionary  Consultazione: febbraio-marzo 2011.

 

DEIRDRE WILSON & DAN SPERBER: Relevance Theory. http://www.phon.ucl.ac.uk/home/PUB/WPL/02papers/wilson_sperber.pdf. Consultazione: marzo 2011.

 

Dynamic and formal equivalence: http://en.wikipedia.org/wiki/Dynamic_and_formal_equivalence. Consultazione: marzo 2011.

 

Gorlée Dinda L. – Equivalence, translation, and the role of the translator. traduzione di Gaia Cozzi. 2004: http://www.trad.it/cozzi.pdf.  Consultazione: marzo 2011.

 

Nababan. Equivalence in translation: some problem-solving strategies. 10/21/2008: http://www.proz.com/translation-articles/articles/2071/1/EQUIVALENCE-IN-TRANSLATION%3A–SOME-PROBLEM-SOLVING-STRATEGIES. Consultazione: marzo 2011.

 

Lotfollah Karimi. Equivalence in Translation. Gennaio 2006: http://translationjournal.net/journal//35equiv.htm. Consultazione: marzo 2011.

 

Mazzone, Marco.  La teoria della pertinenza di Sperber e Wilson: c’è coerenza tra le nozioni generali e le euristiche che devono approssimarle?. http://www2.units.it/dipfilo/sbisa/Mazzone_abstract.pdf. Consultazione: marzo 2011.

 

Intraducibilità. http://it.wikipedia.org/wiki/Intraducibilit%C3%A0. Consultazione: marzo 2011.

 

 

 

Traduzione con testo a fronte

 

Lingua emittente

Lingua ricevente

The Translation of English and Chinese Puns from the Perspective of Relevance Theory   La traduzione dei giochi di parole inglesi e cinesi secondo la Teoria della Pertinenza
1. Puns—Translatable or Not? 1.Giochi di parole – traducibili o no?
Punning is an ingenious use of homophonic and polysemous phenomena of language with an intention to achieve special effects. As a rhetorical device with strong expressive power it is widely employed in all forms of linguistic communication, ranging from daily conversation to literary works, from advertisements to news reports, and from riddles to jokes. Since puns are most common in English and Chinese, both abundant with monosyllables, a convenient medium for punning (Newmark 1988: 217), it is without doubt that a study on the translation of English and Chinese puns is of great significance and affords much pleasure. However, studies on the translation of puns are quite scarce. Creare giochi di parole costituisce un modo ingegnoso di sfruttare l’aspetto omofonico e quello polisemico della lingua, con l’intento di ottenere un particolare effetto. Come strumento retorico dotato di un forte potere espressivo, è ampiamente utilizzato in tutte le forme di comunicazione linguistica, dalle conversazioni quotidiane alle opere letterarie, dagli annunci pubblicitari ai notiziari, e dagli indovinelli alle barzellette. Dal momento che i giochi di parole sono molto diffusi sia nella lingua inglese che in quella cinese e in entrambi i casi sono composti principalmente da monosillabi, in quanto ritenuti uno strumento adatto per creare giochi di parole (Newmark 1988: 217), uno studio sulla traduzione dei giochi di parole inglesi e cinesi potrebbe senz’altro rivestire una grande importanza e riservare grandi soddisfazioni. Tuttavia, gli studi su tale argomento sono ancora piuttosto esigui.
Newmark (1988: 217) outlines some general principles for the translation of different types of puns. For example, puns based on Graeco-Latinisms with near-equivalents in SL and TL are the easiest to be translated, especially when they only embody a contrast between the words‘ literal and figurative meanings. ―If the purpose of the pun is merely to raise laughter, it can sometimes be ‗compensated‘ by another pun on a word with a different but associated meaning‖ out of ―exceptional ingenuity‖ (ibid.). Puns in poems have to be sacrificed owing to the conflict between double meanings and the metrical requirement. Puns with more emphasis on the sense rather than the witticism, e.g. a slip of the tongue or spoonerism, have to be explicated in both senses in the TL. These principles, though brief and sketchy, could be of some practical help to translators when dealing with puns. However, it is believed by Newmark that ―[t]he translation of puns is of marginal importance‖ (ibid.), which might explain why he attaches this section to the chapter of ―shorter items‖ of his book. Newmark (1998: 217) delinea alcuni principi generali per la traduzione dei diversi tipi di giochi di parole. Per esempio, i giochi di parole basati su grecismi e latinismi con semi equivalenti nella cultura emittente e ricevente sono i più semplici da tradurre, soprattutto quando costituiscono solamente un contrasto tra il significato denotativo e quello figurato delle parole. Se lo scopo del gioco di parole è semplicemente quello di far ridere, può essere talvolta “compensato” da un altro gioco di parole che utilizza un parola avente un significato diverso ma collegato. I giochi di parole all’interno delle poesie devono essere sacrificati a causa del conflitto tra i doppi sensi e le necessità derivanti dalla metrica. I giochi di parole con più enfasi sul senso piuttosto che sulla battuta, quali ad esempio lapsus o spoonerismi, devono essere spiegati in entrambi i sensi nella lingua d’arrivo. Questi principi, sebbene brevi e incompleti, potrebbero essere d’aiuto pratico per i traduttori quando si trovino di fronte a giochi di parole. Tuttavia, Newmark ritiene che la traduzione dei giochi di parole rivesta un’importanza marginale, cosa che spiegherebbe perché egli abbia inserito questa sezione nel capitolo del suo libro intitolato “shorter items”.
Among the few scholars committed to the study of puns and their translation, Dirk Delabastita undoubtedly holds a prominent place. Delabastita (1996: 134) proposes nine strategies1 for the translation of puns and recognises that the significance of puns lies in their intention, i.e. they are meaningful only when intended to be so (1996: 131-132). But the different strategies proposed for the translation of puns are more product-focused than process-oriented. Tra i pochi studiosi impegnati nello studio dei giochi di parole e la loro traduzione, Dirk Delabastita occupa sicuramente un posto di rilievo. Delabastita (1996: 134) propone nove strategie1 per la traduzione dei giochi di parole e riconosce che l’importanza dei giochi di parole risiede nella loro intenzione, per esempio sono significativi solo quando vengono creati per esserlo (1996: 131-132). Ma le diverse strategie proposte per la traduzione dei giochi di parole sono orientate principalmente verso il prodotto piuttosto che verso il processo.
Crisafulli (1996) also discusses the conditions for the adoption of compensation in pun translation. But instead of providing a systematic account of pun translation, his purpose is mainly to justify H. F. Cary‘s avoidance policy when translating Dante‘s puns in the Divine Comedy, giving consideration to the translator‘s ideology. Anche Crisafulli (1996) discute le condizioni per l’utilizzo della compensazione nella traduzione dei giochi di parole; ma, invece di fornire una visione sistematica, si prefigge come obiettivo quello di giustificare la politica dell’elusione adottata da H. F. Cary per tradurre i giochi di parole ne La Divina Commedia di Dante, attribuendo importanza all’ideologia del traduttore.
Comparing sporadic studies of the translation of puns, the voice on the untranslatability of puns seems to be much louder, which could mainly be accounted for by the following reasons. Confrontando gli studi sporadici effettuati sulla traduzione dei giochi di parole, è possibile notare la prevalenza dei sostenitori dell’intraducibilità, e questo può essere spiegato dalle seguenti ragioni.
Firstly, the status of puns is never a secure one. Over the centuries, puns have been struggling ―between acceptability and rejection, nonsense and point, decency and obscenity‖ (Redfern 1984: 1). The use of puns flourished in the fifteenth and sixteenth centuries when ―direct and formal combats of wit were a favourite pastime of the courtly and accomplished‖ (Coleridge 1969: 250). The high esteem of puns is fully demonstrated through their prevalence in various plays by Shakespeare, who employs puns to add vividness to his characters and build up dramatic effects. According to Manhood (1957: 164), the average number of puns in a Shakespearean play is seventy-eight. But the status of puns was somewhat lowered in the eighteenth century when the style of writing in England was characterised by plainness. The nineteenth century saw a revival of puns by humorous writers, most noticeably Lewis Carroll, whose famous novel Alice’s Adventures in Wonderland fascinates children and adults worldwide through its witty language, even today. However, despite Coleridge‘s efforts to justify Shakespeare‘s puns through psychological analysis, and Byron‘s attempts to revive Shakespearean wordplay (Manhood 1957: 11), puns continued to enjoy a low status in the nineteenth-century. China, on the other hand, does not boast renowned punsters like Shakespeare and Carroll, and Chinese puns are traditionally hidden in folk riddles and two-part allegorical sayings. As a result, there is even less attention focused on Chinese puns than on English ones. Puns in modern times are often applied in advertisements and news headlines to attract the precious attention of potential customers or readers, instead of being seriously researched. Therefore, the scattered studies on puns, either English or Chinese, and their underlying mechanisms, have never entered the mainstream of academia. In primo luogo, lo status dei giochi di parole non è mai stabile. Nel corso dei secoli, i giochi di parole si sono dovuti fare strada, tra accettazione e rifiuto, nonsense e logica, decenza e oscenità (Redfern 1984: 1). L’uso dei giochi di parole ha conosciuto un periodo florido nel XV e nel XVI secolo quando le sfide dirette e formali di arguzia verbale costituivano il passatempo preferito delle persone raffinate e di successo (Coleridge 1969: 250). L’elevata considerazione riservata ai giochi di parole è ampiamente dimostrata attraverso la loro prevalenza all’interno di varie commedie di Shakespeare, il quale li impiega per aggiungere un po’ di vivacità ai suoi personaggi e creare un effetto teatrale. Secondo Manhood (1957: 164), il numero medio di giochi di parole nelle commedie shakespeariane è settantotto; tuttavia, il loro status è in qualche modo peggiorato nel XVIII secolo, quando lo stile della scrittura in Inghilterra era caratterizzato dalla semplicità. Il XIX secolo ha assistito ad una rinascita dei giochi di parole grazie a scrittori umoristici, tra i quali spicca Lewis Carroll, il cui famoso romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie ancora oggi affascina i bambini e gli adulti di tutto il mondo, attraverso un linguaggio arguto. Tuttavia, nonostante gli sforzi di Coleridge per spiegare i giochi di parole usati da Shakespeare attraverso un’analisi psicologica, e i tentativi di Byron di farli rivivere (Manhood 1957: 11), nell’Ottocento essi hanno continuato a godere di poca considerazione. La Cina, al contrario, non vanta rinomati scrittori che utilizzano giochi di parole come Shakespeare e Carroll, e i giochi di parole cinesi sono tradizionalmente nascosti da indovinelli popolari e detti allegorici in due parti. Di conseguenza, l’attenzione rivolta ai giochi di parole cinesi è addirittura inferiore all’interesse per quelli inglesi. Attualmente, sono spesso utilizzati negli annunci pubblicitari e nei titoli dei giornali per attirare la preziosa attenzione di potenziali clienti o lettori, invece di essere oggetto di ricerche serie; quindi, gli studi occasionali compiuti sui giochi di parole, sia inglesi che cinesi, e sui meccanismi che ne costituiscono la base, non sono mai entrati a far parte della tradizione accademica.
Secondly, the translation of puns has always been a hard nut to crack, because the double meanings of puns are always the combined effect of phonological and semantic features, which can hardly be kept when transplanted into another language, especially those belonging to different families. The voices advocating the untranslatability of puns are not weak in the field of translation studies. Although Roman Jakobson (1959: 234), a strong supporter of universalism,2 claims that all cognitive experience can be conveyed in any existing language, and when there was a deficiency ―terminology may be qualified and amplified by loanwords or loan-translations, neologisms or semantic shifts, and finally, by circumlocutions‖, he has to admit that poetry, over which the pun reigns, ―by definition is untranslatable‖ (1959: 238). J. C. Catford holds a more rational view of translatability, which seems to be ―a cline rather than a clear-cut dichotomy‖ (1965: 93). However, when classifying the limits of translatability into linguistic and cultural ones, he also conveniently puts puns under the former category: ―Linguistic untranslatability occurs typically in cases where an ambiguity peculiar to the SL text is a functionally relevant feature—e.g. in SL puns‖ (1965: 94). Reiss also states that ―In translation, puns and other kinds of play with language will have to be ignored to a great extent so as to keep the content invariant‖ (2000: 169). Gary Egan (1994: 2 in Veisbergs 1997: 163)3 is more pronounced when expressing his view on the translation of puns: ―being practically untranslatable […] puns effectively scotch the myth of universality.‖ Such attitudes imply that there is no need to undertake thorough research into the translation of puns and that any attempt to translate puns is doomed to failure. In secondo luogo, la traduzione dei giochi di parole è sempre stata un’impresa ardua in quanto i doppi sensi in essi contenuti derivano sempre dalla combinazione di caratteristiche fonologiche e semantiche, che difficilmente possono essere mantenute se trasportate in un’altra lingua, soprattutto se appartenente ad un’altra famiglia. I sostenitori dell’intraducibilità dei giochi di parole non sono pochi nell’ambito degli studi sulla traduzione. Sebbene Roman Jakobson (1959: 234), un forte sostenitore dell’universalismo2, affermi che tutte le esperienze cognitive possono essere trasmesse in ogni lingua esistente, e che in presenza di una lacuna ―la terminologia può essere qualificata e ampliata da prestiti linguistici o traduttivi, neologismi o cambiamenti semantici, e infine, da perifrasi, egli deve ammettere che la poesia, sulla quale i giochi di parole regnano sovrani, è intraducibile per definizione (1959: 238). J. C. Catford presenta una visione più razionale della traducibilità, che sembra più un continuum piuttosto che una dicotomia netta (1965: 93). Tuttavia, classificando i limiti della traducibilità in linguistici e culturali, egli pone i giochi di parole opportunamente nella prima categoria: l’intraducibilità linguistica avviene tipicamente nei casi in cui un’ambiguità propria della cultura emittente è una caratteristica funzionalmente rilevante, per esempio nel caso dei giochi di parole (1965: 94). Anche Reiss afferma che, nella traduzione, i giochi di parole e altri tipi di giochi linguistici dovrebbero essere in larga misura ignorati così da mantenere invariato il contenuto (2000: 169). Gary Egan (1994: 2 in Veisbergs 1997: 163)3 è più categorico nell’esprimere il suo punto di vista sulla traduzione dei giochi di parole: essendo praticamente intraducibili […] in effetti i giochi di parole sfatano il mito dell’universalità. Tali approcci implicano che non ci sia bisogno di intraprendere una ricerca approfondita sulla traduzione dei giochi di parole e che ogni tentativo di tradurli sia destinato a fallire.
2. From Equivalence to Relevance 2. Dall’Equivalenza alla Pertinenza
A closer look might reveal that traditional adherence to the untranslatability of puns is, to a great extent, the outcome of the unremitting search for equivalence,4 which has always been a notion full of controversy. Firstly, equivalence enjoys a dual status both as the object of translation studies and as a criterion for defining translation activity. Secondly, although different scholars interpret equivalence from different perspectives to find a way out of the absolute equation implied in the very term, be it dynamic equivalence (Nida 1964), or pragmatic equivalence (Koller 1989), the abstract notion of equivalence or equivalent effect is hard to evaluate, let alone serving as a yardstick in the assessment of translation works and in the decision-making process of translation practitioners. Osservando più da vicino, si potrebbe notare che il sostegno alla teoria dell’intraducibilità dei giochi di parole è, in larga misura, il risultato di un’incessante ricerca dell’equivalenza4, da sempre considerata un concetto pieno di contraddizioni. In primo luogo, l’equivalenza svolge un duplice ruolo: quello di oggetto degli studi sulla traduzione e di criterio per definire l’attività traduttiva. In secondo luogo, sebbene diversi studiosi interpretino l’equivalenza da differenti prospettive per trovare una via d’uscita all’equazione assoluta insita nel termine stesso, sia essa equivalenza dinamica (Nida 1964), o equivalenza pragmatica (Koller 1989), il concetto astratto di equivalenza o effetto equivalente è difficile da valutare, e ancor di più da usare come parametro nella valutazione delle traduzioni e nel processo decisionale dei professionisti del settore.
To solve such a dilemma, one promising way, as perceived by the present author, is to resort to Relevance Theory, developed by Sperber and Wilson in 1986 on the basis of cognitive science and the theory of pragmatics. Relevance Theory could best explain the ostensive inferential communication, the success of which depends on the audience‘s recognition of the communicator‘s intentions5 based on a shared cognitive environment in accordance with the principle of relevance.6 The theory was applied to translation by Gutt (1991), who defines translation as ―interlingual interpretive use.‖ The role of the translator is to ensure ―optimal relevance,‖ i.e. ―an expectation on the part of the hearer that his attempt at interpretation will yield adequate contextual effects at minimal processing cost‖ (1991: 30). Per risolvere tale dilemma, secondo l’autrice, un sistema utile è quello di ricorrere alla Teoria della Pertinenza, sviluppata da Sperber e Wilson nel 1986 sulla base della scienza cognitiva e della teoria della pragmatica. La Teoria della Pertinenza potrebbe spiegare al meglio la comunicazione ostensivo-inferenziale, il cui successo dipende dal riconoscimento, da parte del pubblico, delle intenzioni dell’emittente5, basato su un ambiente cognitivo condiviso in conformità con il principio della pertinenza6. La teoria è stata applicata alla traduzione da Gutt (1991), il quale definisce la traduzione uso interpretativo interlinguistico. Il ruolo del traduttore, quindi, è quello di assicurare una pertinenza ottimale, ovvero un’aspettativa da parte del ricevente, che il suo tentativo di interpretazione produrrà adeguati effetti contestuali al minor sforzo di elaborazione (1991: 30).
Relevance Theory offers an empirical, cognition-based explanation of translation. It could help us redefine the fundamental relation between a translation and its source text, which is based not on equivalence, but on interpretive resemblance. This promises greater freedom for the translator: there is simply no fixed norm of equivalence underlying ‗good‘ translation. Translation, when viewed from the perspective of communication conditioned by the principle of relevance, becomes a triploid interaction among the writer, the translator and the target reader instead of the traditional dichotomic focus on the producing end (the writer) and the receiving end (the reader) alone. Such openness embodied in Relevance Theory also promises a much larger scope for the translation of puns than that allowed by the ideal notion of equivalence. After the extraction of the writer‘s assumed intentions and careful assessment of the shared cognitive environment, the translator can then adopt various accommodative ways to recreate the special effects of puns intended by the original writer with the lowest possible processing effort on the reader‘s side. Thus, Relevance Theory provides a new perspective for viewing puns and their translation. La Teoria della Pertinenza offre una spiegazione della traduzione empirica e basata sulla cognizione. Potrebbe essere utile per ridefinire il rapporto fondamentale tra una traduzione e il suo prototesto, il quale non si basa sull’equivalenza, bensì sulla somiglianza interpretativa. Tutto ciò garantisce al traduttore una maggiore libertà; semplicemente non esistono norme fisse di equivalenza alla base di una buona traduzione. La traduzione, se considerata attraverso la prospettiva della comunicazione condizionata dal principio della pertinenza, diventa un’interazione triadica tra lo scrittore, il traduttore e il lettore della cultura ricevente, invece del più tradizionale dicotomico rapporto esistente tra l’emittente (lo scrittore) e il ricevente (il lettore). Tale apertura, che contraddistingue la Teoria della Pertinenza, garantisce inoltre una portata molto maggiore nell’ambito della traduzione dei giochi di parole rispetto a quella offerta dal concetto ideale di equivalenza. In seguito alla comprensione delle presunte intenzioni dello scrittore e ad un’accurata valutazione dell’ambiente cognitivo condiviso, il traduttore può quindi adottare diversi modi a lui congeniali per ricreare gli effetti speciali dei giochi di parole voluti dallo scrittore originale con il minor sforzo di elaborazione da parte del lettore. Quindi, la Teoria della Pertinenza offre una prospettiva nuova in merito ai giochi di parole e alla loro traduzione.
3. A Relevance-theoretic Account of Pun Translation 3. Una visione della Traduzione dei Giochi di Parole basata sulla Teoria della Pertinenza
Relevance Theory provides a new perspective for viewing puns and their translation. Firstly, it highlights the importance of understanding the intentions of the punsters, which, as argued by the present author, can serve as the dividing line between punning and ambiguity. As mentioned above, there is an asymmetry between language and the objective world it denotes. ―The fact that people and trees and elephants and cars all have trunks just proves that there are more things than there are words‖ (Hughes and Hammond 1978 in Redfern 1984: 7). Such asymmetry is necessary for efficiency in linguistic communication, but it also gives rise to the phenomenon of ambiguity—a word, phrase or sentence having more than one reference, which can result in different misunderstandings or even communication failure, and is thus best. Punning, on the other hand, is an intentional use of the ambiguous nature of language in order to achieve some special effects in specific contexts. The punning word or phrase serves as a pivot to correlate two unrelated meanings into a unified entity and the role of the translator, according to Relevance Theory, is to invoke two interpretations in the cognitive environment of the target reader, whose recognition of the punster‘s intention and the discovery of the relevance of the two meanings are essential for the success of communication. Hence, it is of paramount importance to probe into the underlying intentions behind puns in order to form a better understanding of this distinctive linguistic phenomenon. La Teoria della Pertinenza offre una nuova prospettiva in merito ai giochi di parole e alla loro traduzione. In primo luogo, sottolinea l’importanza della comprensione delle intenzioni dell’autore dei giochi di parole, in quanto, secondo l’autrice dell’articolo, può essere utile per tracciare una linea tra il gioco di parole e l’ambiguità. Come accennato sopra, vi è un’asimmetria tra la lingua e il mondo oggettivo che denota. Il fatto che sia le persone sia gli alberi, gli elefanti e le macchine abbiano tutti trunks dimostra solo che esistono più cose che parole (Hughes e Hammond 1978 in Redfern 1984:7). Tale asimmetria è necessaria per l’efficacia della comunicazione linguistica, ma origina anche il fenomeno dell’ambiguità – una parola, un’espressione o una frase aventi più di un riferimento – che può portare ad incomprensioni o addirittura ad un fallimento della comunicazione. Creare giochi di parole, dall’altro lato, costituisce un uso intenzionale della natura ambigua della lingua al fine di ottenere particolari effetti in un contesto specifico. La parola o l’espressione alla base del gioco di parole funge da perno per mettere in relazione due significati, non collegati, all’interno di un’unica entità e il ruolo del traduttore, secondo la Teoria della Pertinenza, è quello di suscitare due differenti interpretazioni nell’ambiente cognitivo della cultura ricevente, la cui comprensione delle intenzioni dell’autore e la scoperta della pertinenza dei due significati sono essenziali per il successo della comunicazione. Di conseguenza, è di vitale importanza indagare sulle intenzioni che stanno alla base dei giochi di parole al fine di giungere ad una migliore comprensione di questo particolare fenomeno linguistico.
Secondly, Relevance Theory falsifies the untranslatability of puns. Owing to the unique features of puns, namely, two meanings crowded in homophonic or polysemous words or phrases for some special effects, it is impossible, except on extremely rare occasions, to achieve equivalence or equivalent effects of both the lexical and semantic aspects between the ST and the TT. This is because a polysemous word in the source language might not be polysemous or may entail entirely different emotive or stylistic meanings in the receptor language, and because there are also interlingual differences on the phonological level. However, it does not mean that puns are untranslatable and that the translator could conveniently give up the effort to translate puns. It is emphasised by Relevance Theory that translation is a kind of verbal communication, the success of which depends on the audience‘s recognition of the communicator‘s intention through the inferential model rather than the mechanic transplant of the linguistic codes. Since the purpose of the source writer in adopting the rhetoric device of punning is to express some implicit meanings or to provide the reader with some special aesthetic enjoyment through the ingenious use of puns, the faithfulness to the exact wording or the sentence structure is, in comparison, not so important and can be sacrificed to some extent in the case of a conflict of choices. Based on Relevance Theory the central concern of the translator is not to achieve some fixed standard of ‗equivalence,‘ but rather successful communication, or the identification of what the translator intends to communicate to the target reader. To achieve this, the translator can adopt various accommodative means to recreate the intended effects of the source writer that can be appreciated by the target reader.  In secondo luogo, la Teoria della Pertinenza falsifica l’intraducibilità dei giochi di parole. A causa delle caratteristiche uniche dei giochi di parole, ovvero due significati uniti in parole o espressioni omofoniche o polisemiche per qualche particolare effetto, è impossibile, salvo in occasioni estremamente rare, ottenere un’equivalenza o un effetto equivalente sia dell’aspetto lessicale sia di quello semantico tra il testo della cultura emittente e quello della cultura ricevente. La causa di ciò è costituita dal fatto che una parola polisemica nella cultura emittente potrebbe non risultare tale o implicare significati emotivi o stilistici completamente differenti nella cultura ricevente, e dal fatto che esistono differenze interlinguistiche anche a livello fonologico. Tuttavia, ciò non significa che i giochi di parole siano intraducibili e che il traduttore debba rinunciare alla possibilità di tradurli; la Teoria della Pertinenza sottolinea che la traduzione è un tipo di comunicazione verbale, il cui successo dipende dalla comprensione delle intenzioni dell’emittente da parte del ricevente attraverso un modello inferenziale piuttosto che attraverso la trasposizione meccanica dei codici linguistici. Dal momento che lo scopo dello scrittore originale, quando utilizza lo strumento retorico del gioco di parole, è quello di esprimere alcuni significati impliciti o di fornire al lettore una sorta di piacere estetico attraverso un utilizzo ingegnoso dei giochi di parole, la fedeltà all’esatta formulazione o alla struttura della frase, in confronto, non è così importante e può essere sacrificata nel caso in cui ci si trovi di fronte ad una scelta. Se ci si attiene alla Teoria della Pertinenza, la preoccupazione principale del traduttore non è quella di raggiungere uno standard fisso di “equivalenza”, bensì una comunicazione efficace, o la comprensione di ciò che il traduttore voleva comunicare al lettore della cultura ricevente. Per fare ciò, il traduttore può adottare vari strumenti al fine di ricreare l’effetto desiderato dallo scrittore originale, che possano essere apprezzati anche dal lettore.
Finally, Relevance Theory provides us with a new theoretical framework to guide the translation of puns from the perspective of cognitive pragmatics. Notions like optimal relevance, cognitive environment, contextual effects and processing efforts are effective tools for the translator to infer the intention of the source writer and the accessibility of that intention by the target reader. In addition, Relevance Theory can help us evaluate the advantages and disadvantages of different translation strategies and prescribe the conditions for the adoption of each strategy. This would undoubtedly facilitate the decision-making process and the assessment of pun translation. Per concludere, la Teoria della Pertinenza offre un nuovo quadro teorico, in grado di guidare la traduzione dei giochi di parole dalla prospettiva della pragmatica cognitiva. Concetti come pertinenza ottimale, ambiente cognitivo, effetti contestuali e sforzi di elaborazione, sono strumenti efficaci affinché il traduttore possa inferire le intenzioni dello scrittore originale e che queste possano essere comprese anche dal ricevente. Inoltre, la Teoria della Pertinenza può essere utile per valutare i vantaggi e gli svantaggi delle diverse strategie traduttive, e stabilire le condizioni per l’adozione di ciascuna di esse; questo indubbiamente faciliterebbe il processo decisionale e la valutazione della traduzione dei giochi di parole.
Based on the above analysis, this paper will illustrate, from the perspective of Relevance Theory, four strategies on the translation of puns by analysing some examples with different translated versions. Basandosi sull’analisi appena esposta, questo articolo presenta, dalla prospettiva della Teoria della Pertinenza, quattro strategie per la traduzione dei giochi di parole tramite l’analisi di alcuni esempi di diverse versioni tradotte.
4. Strategies to Translate Puns: a Relevance-theoretic Approach 4. Strategie per tradurre i giochi di parole: un approccio basato sulla Teoria della Pertinenza
4.1 Punning Correspondence 4.1 Corrispondenza dei giochi di parole
Although it is hard to maintain the lexical and phonological features of puns in the target culture, there are still a few examples reflecting punning correspondence between the ST and the TT. Such correspondence occurs when the cognitive environment of the source writer concerning the processing of puns tallies with that of the target reader so that the latter could extract the intended contextual effects with the least possible processing effort. It should be noted that the achievement of punning correspondence is not only based on lucky coincidence, but also the translator‘s correct assessment of the shared cognitive environment of the source writer and the target reader so as to ensure the efficacy of the translated version. Sebbene sia difficile mantenere le caratteristiche lessicali e fonologiche dei giochi di parole nella cultura ricevente, esistono comunque alcuni esempi di corrispondenza tra il testo della cultura emittente e quello della cultura ricevente. Tale corrispondenza si verifica quando, in merito al processo della creazione dei giochi di parole, l’ambiente cognitivo dello scrittore coincide con quello del lettore, così da permettere a quest’ultimo di comprendere gli effetti contestuali con il minor sforzo di elaborazione possibile. È da tener presente che il raggiungimento della corrispondenza non si basa solo su una fortunata coincidenza, ma anche su una corretta valutazione del traduttore riguardo all’ambiente cognitivo condiviso sia dallo scrittore e dal lettore, in modo da assicurare l’efficacia della versione tradotta.
Generally speaking, there are three kinds of punning correspondence, namely, homophonic correspondence, polysemous correspondence and allusive correspondence. In linea generale, esistono tre tipi di corrispondenza: omofonica, polisemica e allusiva.
4.1.1 Homophonic Correspondence 4.1.1 Corrispondenza Omofonica
Homophonic correspondence is achieved when the homophones in the ST could be transplanted in the TT without any sacrifice of the original meaning as in ―separate pear, separate pair‖ and its Chinese translation ―分梨,分离7. Of course, this is a perfect example of homophonic correspondence in the two languages, implying less creativity during the translation process, but in most cases, the translator needs to actively seek the most relevant homophone to the cognitive environment of the target reader so that the latter can realise the punning intention of the source writer without unnecessary processing effort. Let us look at another example from Lewis Carroll‘s well-known fairy tale Alice’s Adventures in Wonderland: La corrispondenza omofonica si ottiene quando gli omofoni nella cultura emittente possono essere trasferiti in quella ricevente senza alcun sacrificio del senso originale, come nel caso delle espressioni inglesi separate pear e separate pair e la loro traduzione cinese 分梨,分离7. Ovviamente, questo è un esempio perfetto di corrispondenza omofonica nelle due culture, e quindi necessita di meno creatività durante il processo traduttivo, ma nella maggior parte dei casi, il traduttore ha bisogno di cercare attivamente l’omofono più pertinente all’ambiente cognitivo del lettore, cosicché quest’ultimo possa comprendere l’intenzione del gioco di parole dello scrittore, senza un inutile sforzo di elaborazione. Qui di seguito, un altro esempio tratto dal celebre romanzo di Lewis Carroll, Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie.
Example 1: ―But they were in the well,‖ Alice said to the Dormouse…

―Of course they were,‖ said the Dormouse, — ―well in.‖

(Carroll Alice’s Adventures in Wonderland,chap. 7)

a. 她又对那惰儿鼠问到,―但是她们自己已经在井里头嘞…‖

那惰儿鼠道,―自然她们在里头—— 尽里头。‖

(translated by Zhao Yuanren)

b. ―但是她们在井里面。‖ 爱丽丝对睡鼠说…

―她们当然在里头,‖ 睡鼠说,―在紧里头。‖

(translated by Shi Xinying)

c. ―但是她们在井里呀!‖ 爱丽丝对睡鼠说

―当然她们在井里啦,‖ 睡鼠说,―还在很里面呢。‖

(translated by Guan Shaochun)

d. ―可她们是在井里呀,‖爱丽丝对睡鼠说…

―她们当然是,‖ 睡鼠说,―在井里边呢。‖

(translated by Zhang Xiaolu)

Esempio 1:But they were in the well, Alice said to the Dormouse…

―Of course they were, said the Dormouse, — ―well in.

(Carroll Alice’s Adventures in Wonderland,chap.)

a. 她又对那惰儿鼠问到,―但是她们自己已经在井里头嘞…‖

那惰儿鼠道,―自然她们在里头—— 尽里头。‖

(traduzione Zhao Yuanren)

b. ―但是她们在井里面。‖ 爱丽丝对睡鼠说…

―她们当然在里头,‖ 睡鼠说,―在紧里头。‖

(traduzione di Shi Xinying)

c. ―但是她们在井里呀!‖ 爱丽丝对睡鼠说

―当然她们在井里啦,‖ 睡鼠说,―还在很里面呢。‖

(traduzione di Guan Shaochun)

d. ―可她们是在井里呀,‖爱丽丝对睡鼠说…

―她们当然是,‖ 睡鼠说,―在井里边呢。‖

(traduzione di Zhang Xiaolu)

The noun ―well‖ in the phrase ―in the well‖ and the adverb ―well‖ as in ―well in‖ form a pair of horizontal puns.8 The intention of the writer is simply to play on the word for the amusement of the reader. This is taken fully into consideration by both Zhao and Shi, who adopt corresponding homophones9 like ―井‖ (well) —— ―尽‖ (to the end of) and ―井‖ (well) —— ―紧‖ (close to the end) to recreate the punning effect. The target reader could retrieve from the lexical entry of his/her cognitive environment the exact meaning of the words ―尽‖ and ―紧‖ under the specific context while appreciating the homophonic punning, which might bring an understanding smile to his face as intended by the source writer. In comparison, although version c (far inside) and d (in the well) convey the literal meaning of the ST, implying less processing effort on the reader, the fun brought by the pun is totally sacrificed, resulting in a failure to reproduce the writer-intended contextual effects. Il sostantivo well nella frase in the well, e l’avverbio well nell’espressione well in, formano una coppia di giochi di parole orizzontali8. L’intenzione dello scrittore è semplicemente quella di giocare su una parola per il divertimento del lettore; questo aspetto è preso completamente in considerazione sia da Zhao sia da Shi, i quali adottano la omofoni corrispondenti9 come nel caso di ―井‖ (well) —— ―尽‖ (to the end of) e ―井‖ (well) —— ―紧‖ (close to the end) per ricreare l’effetto del gioco di parole. Il lettore della cultura ricevente potrebbe recuperare dalla voce lessicale del suo ambiente cognitivo l’esatto significato delle parole ―尽‖ e ―紧‖ in un contesto specifico mentre apprezza il gioco di parole omofonico, che potrebbe far spuntare sul suo viso un sorriso di comprensione, esattamente com’era nelle intenzioni dello scrittore della cultura emittente. Paragonando le varie opzioni, sebbene le opzioni c (far inside) e d (in the well) trasmettano il significato denotativo del prototesto, implicando un minor sforzo di elaborazione da parte del lettore, il divertimento apportato dal gioco di parole è del tutto sacrificato, comportando un fallimento nell’intento di riprodurre gli effetti contestuali voluti dallo scrittore.
4.1.2 Polysemous Correspondence 4.1.2 Corrispondenza Polisemica
Polysemous correspondence, as its name suggests, refers to the punning effect triggered by corresponding polysemants in the ST and the TT. It happens when the different meanings of a punning word overlap in the cognitive environment of the source writer and the target reader. Look at the following example: La corrispondenza polisemica, come suggerisce il nome stesso, si riferisce all’effetto del gioco di parole scatenato da polisemi corrispondenti nella cultura emittente e in quella ricevente. Questo si verifica nel momento in cui i differenti significati di una parola all’interno del gioco di parole si sovrappongono con l’ambiente cognitivo della cultura emittente e quello della cultura ricevente. Ecco un esempio:
Example 2: If the man be a bachelor, sir, I can;

but if he be a married man,

he‘s his wife‘s head,

and I can never cut off a woman‘s head.

(Shakespeare, Measure for Measure: IV.ii.2-5)

他要是个光棍汉子,那就好办了,可是他要是有老婆的,那么人家说丈夫是妻子的头,叫我杀女人的头,我可下不了手。

(translated by Zhu Shenghao)

Esempio 2: If the man be a bachelor, sir, I can;

but if he be a married man,

he‘s his wife‘s head,

and I can never cut off a woman‘s head.

(Shakespeare, Measure for Measure: IV.ii.2-5)

他要是个光棍汉子,那就好办了,可是他要是有老婆的,那么人家说丈夫是妻子的头,叫我杀女人的头,我可下不了手。

(traduzione di Zhu Shenghao)

The words are uttered from the mouth of Pompey, a clown and servant to a bawd. Like all clowns depicted by Shakespeare, Pompey is glib-tongued and adept in wordplays, bringing laughter to the reader. In this example, the word ―head‖ is a polysemous pun, referring both to the uppermost part of one‘s body and a person who rules or is in charge. Luckily, both meanings are contained in the lexical entry of the Chinese corresponding word of ―head‖ (头). Therefore the translated version not only preserves the literal meaning of the ST but also the writer-intended punning effect, which can be easily discovered by the target reader according to his shared cognitive environment with the source writer. Queste parole sono pronunciate da Pompeo, clown e servo della proprietaria di un bordello. Come tutti i clown descritti da Shakespeare, Pompeo è loquace e abile con i giochi di parole, facendo ridere il lettore. In questo esempio, la parola ―head è un gioco di parole polisemico, in quanto si riferisce sia alla parte superiore del corpo di una persona, sia ad una persona che governa o ricopre una qualche carica. Fortunatamente, entrambi i significati sono contenuti nella voce lessicale del corrispondente cinese della parola ―head (). Dunque, la versione tradotta non solo mantiene il significato denotativo della cultura emittente, ma anche l’effetto del gioco di parole voluto dallo scrittore, che può essere così facilmente scoperto dal lettore della cultura ricevente, sulla base dell’ambiente cognitivo condiviso con lo scrittore.
4.1.3 Allusive Correspondence 4.1.3 Corrispondenza Allusiva
Allusive correspondence is achieved when the connotations of a punning word or phrase under specific contexts correspond with each other in the ST and the TT. The role of the translator is to render the ST in a literal manner, maintaining the surface meaning of the pun, and leaves the extraction of the implied meaning to the target reader. Although the reader has to invest more processing effort to discover the other meaning of the pun, he could nevertheless obtain a greater amount of contextual effects that are worth the effort. Here are two examples for allusive correspondence in the translation of puns: La corrispondenza allusiva si ottiene quando le connotazioni di una parola o una frase oggetto di un gioco di parole, in un contesto specifico nella cultura emittente, coincidono con quelle della cultura ricevente. Il ruolo del traduttore è quello di rendere il testo originale in modo denotativo, mantenendo il senso superficiale del gioco di parole, e lasciando al lettore della cultura ricevente la comprensione del senso implicito. Sebbene il lettore sia chiamato ad un sforzo di elaborazione maggiore per scoprire l’altro senso del gioco di parole, è possibile che ottenga un maggior numero di effetti contestuali che ripagherebbero lo sforzo. Ecco due esempi di corrispondenza allusiva nella traduzione dei giochi di parole:
Example 3: Hamlet: Drink off this potion. Is thy union here?

Follow my mother.

(Shakespeare, Hamlet: V.ii.331-332)

a. 哈姆莱特:喝干了这杯毒药——你那颗珍珠是在这儿吗?——

跟我的母亲一道去吧!

(translated by Zhu Shenghao)

b. 哈:喝下这杯酒去!你的珍珠在里面罢?跟我母亲去!

(translated by Liang Shiqiu)

c. 哈:喝干这一杯毒药 !收你的珍珠吧!追我的母亲去吧。

(translated by Bian Zhilin)

d. 汉姆莱特:你把这一半给我喝下去:你的珍珠还在里头吗?

跟我的妈妈去吧。

(translated by Cao Weifeng)

Esempio 3: Hamlet: Drink off this potion. Is thy union here?

Follow my mother.

(Shakespeare, Hamlet: V.ii.331-332)

a. 哈姆莱特:喝干了这杯毒药——你那颗珍珠是在这儿吗?——

跟我的母亲一道去吧!

(traduzione di Zhu Shenghao)

b. 哈:喝下这杯酒去!你的珍珠在里面罢?跟我母亲去!

(traduzione di Liang Shiqiu)

c. 哈:喝干这一杯毒药 !收你的珍珠吧!追我的母亲去吧。

(traduzione di Bian Zhilin)

d. 汉姆莱特:你把这一半给我喝下去:你的珍珠还在里头吗?

跟我的妈妈去吧。

(traduzione di Cao Weifeng)

Hamlet puns on the double meanings of ―union‖ when he forces the king to drink the poisoned wine. From the preceding context, the reader may understand the word ―union‖ as the poisoned pearl dissolved in the wine in the chalice that the king has schemed to offer Hamlet but which is accidentally drunk by the queen. However, ―union‖ could also be interpreted as ―marriage,‖ alluding to the queen lying dead on the floor. Through the use of a pun, Hamlet achieves his intention of not only satirising the king who digs his own tomb, but also of hastening his reunion with his cherished wife, already in hell. All the four versions translate ―union‖ as ―珍珠‖ (pearl), but with different contextual effects. Hamlet‘s words are rendered as ―isn‘t your pearl here?‖ in version a. With the ambiguous adverb ―here,‖ the sentence could be interpreted both as ―isn‘t your pearl in the chalice?‖ and ―isn‘t your cherished wife lying on the ground?,‖ since the Chinese word ―珍珠‖ has the connotation of something precious as apple of one‘s eye. Therefore the target reader, in his effort to seek optimal relevance between ―珍珠‖ and the next sentence ―follow my mother,‖ would understand the alluded meaning of the word as a reference to the queen and thus obtain the punning effect. In comparison, the punning sentence is translated as ―is your pearl (still) inside?‖ in version b and d, which rules out the possibility of the reader‘s identification of the pun. Based on the logical entry in the cognitive environment of the target reader, the only interpretation of the sentence is ―is your pearl inside the chalice,‖ since nobody would expect to find the queen inside the small chalice. Version c renders the sentence as ―Get back your pearl,‖ which indicates that the king is eating the bitter fruit of his own making, but it is slightly different from the original wording and contains no allusive meaning either. Amleto crea un gioco di parole sul duplice significato di ―union‖ quando obbliga il re a bere il vino avvelenato. Dal contesto precedente, il lettore potrebbe capire la parola ―union‖ come la perla avvelenata disciolta nel vino contenuto nel calice che il re aveva tramato di offrire ad Amleto ma che è stato bevuto accidentalmente dalla regina. Però, ―union‖ potrebbe essere interpretata anche come ―matrimonio, alludendo alla regina stesa sul pavimento senza vita. Attraverso l’utilizzo di un gioco di parole, Amleto riesce nel suo intento non solo di deridere il re che scava la propria fossa, ma anche quello di accelerare il ricongiungimento dello stesso con la sua adorata moglie, già all’inferno. Tutte e quattro le versioni traducono ―union‖ come ―珍珠‖ (pearl), ma con effetti contestuali differenti. Le parole di Amleto sono tradotte con ―isn‘t your pearl here?‖ nella versione a. Utilizzando l’avverbio ambiguo ―here‖, la frase potrebbe essere interpretata sia come ―isn‘t your pearl in the chalice?‖ sia come ―isn‘t your cherished wife lying on the ground?,‖ dal momento che la parola cinese ―珍珠‖ ha la connotazione di qualcosa di prezioso come la pupilla degli occhi. Di conseguenza, il lettore della cultura ricevente, nel tentativo di cercare la pertinenza ottimale tra ―珍珠‖ e la frase successiva ―follow my mother, comprenderebbe l’allusione della parola come riferimento alla regina e quindi capirebbe il gioco di parole. Al contrario, la frase del gioco di parole è stata tradotta come ―is your pearl (still) inside? nelle versioni b e d, escludendo la possibilità per il lettore di identificare il gioco di parole. Basandosi sulla voce logica nell’ambiente cognitivo del lettore della cultura ricevente, l’unica interpretazione della frase è ―is your pearl inside the chalice, dal momento che nessuno si aspetterebbe di trovare la regina dentro al piccolo calice. La versione c rende la frase con  ―Get back your pearl, che indica che il re sta pagando le conseguenze delle sue azioni, ma è leggermente diverso dalla formulazione originale e non contiene nemmeno un significato allusivo.
Example 4: Antonio: For if the Jew do cut but deep enough,

I‘ll pay it instantly with all my heart.

(Shakespeare, The Merchant of Venice: IV.i.278-279)

a. 安东尼奥:只要那犹太人的刀刺的深一点,我就可以在一刹那的时间把那笔债完全还清。

(translated by Zhu Shenghao)

b. 安东尼:只要那犹太人一刀子扎得深一点,一刹那,我就全心全意,还了债 !

(translated by Fang Ping)

c. 安:因为只消犹太人割得够深,我便情甘意愿的一下子替你偿清。

(translated by Liang Shiqiu)

Esempio 4: Antonio: For if the Jew do cut but deep enough,

I‘ll pay it instantly with all my heart.

(Shakespeare, The Merchant of Venice: IV.i.278-279)

a. 安东尼奥:只要那犹太人的刀刺的深一点,我就可以在一刹那的时间把那笔债完全还清。

(traduzione di Zhu Shenghao)

b. 安东尼:只要那犹太人一刀子扎得深一点,一刹那,我就全心全意,还了债 !

(traduzione di Fang Ping)

c. 安:因为只消犹太人割得够深,我便情甘意愿的一下子替你偿清。

(traduzione di Liang Shiqiu)

Facing the sentence to repay the debt to Shylock with a pound of flesh near the heart, Antonio is ready to die. The punning phrase ―with all my heart‖ has two connotations. On the surface, Antonio tries to comfort Bassanio, the one he borrows the money for, and for whom he is willing to sacrifice himself out of friendship. But the real intention of Antonio is to make a wry jest about the debt, exposing the sinister motives of Shylock to kill him by cutting the entire heart out of his body. Version a (I‘ll instantly pay off all my debt) unfortunately fails to convey any of the connotations of the ST, resulting in a total loss of the punning effect. Although version c (I‘ll willingly pay off my debt) preserves the surface meaning of the phrase, expressing the willingness of Antonio to die for friendship, it still cannot invoke in the cognitive environment of the target reader the real intention behind the pun, and could not be regarded as an efficacious translation. The ST pun is best maintained in version b, since the Chinese phrase ―全心全意‖ contains both the meaning of ―with the entire heart‖ (全心) and ―willingness‖ (全意). According to the specific context and the principle of relevance, the target reader might realise the punning intention and have a better understanding of Antonio‘s generosity and optimism as opposed to the malicious nature of Shylock. Another alternative Chinese version suggested by the present author might be ―用心(还债)‖ (with one‘s heart / earnestly), which happens to convey both meanings of the original pun. Dovendo onorare la sentenza di pagare il debito a Shylock con una libbra di carne vicino al cuore, Antonio è pronto a morire. La frase del gioco di parole ―with all my heart ha due connotazioni. Apparentemente, Antonio cerca di consolare Bassanio, per il quale ha chiesto in prestito del denaro, e per il quale è disposto a sacrificarsi in nome dell’amicizia. Ma la reale intenzione di Antonio è quella di fare uno scherzo beffardo sul debito, rivelando i motivi oscuri di Shylock per ucciderlo strappandogli il cuore dal petto. La versione a (I‘ll instantly pay off all my debt) sfortunatamente non riesce a comunicare nessuna delle connotazioni del testo della cultura emittente, e il risultato è una perdita totale dell’effetto del gioco di parole. Sebbene la versione c (I‘ll willingly pay off my debt) preservi il significato superficiale della frase, esprimendo la volontà di Antonio di morire per amicizia, non riesce tuttavia a trasmettere, nell’ambiente cognitivo del lettore della cultura ricevente, la reale intenzione che sta dietro al gioco di parole, e quindi non può essere considerata una traduzione efficace. Il gioco di parole della cultura emittente è mantenuto in un modo migliore nella versione b, dal momento che la frase cinese ―全心全意‖ contiene sia il significato di ―with the entire heart (全心) sia di ―willingness (全意). A seconda del contesto specifico e del principio della pertinenza, il lettore della cultura ricevente potrebbe rendersi conto delle intenzioni del gioco di parole e avere una comprensione migliore della generosità e dell’ottimismo di Antonio, contrapposti alla natura malvagia di Shylock. Un’altra versione alternativa cinese suggerita dall’autrice, potrebbe essere ―用心(还债)‖ (with one‘s heart / earnestly), la quale riesce a trasmettere entrambi i significati del gioco di parole originale.
From the above examples, we can see that sometimes, owing to interlingual coincidence or the ingenuity of the translator, the effect of puns in the ST can be reproduced with corresponding puns in the TT. But it should also be clarified that the identification of the punning intention finally lies in the target reader, whose willingness and capability to infer the underlying connotations with extra processing effort would determine whether he could obtain the writer-intended contextual effects. Therefore the translator has to assess carefully the cognitive environment of the target reader to ensure that the double meanings of a pun could be evoked under the specific context in the process of seeking optimal relevance. Dagli esempi riportati sopra, possiamo notare che, a causa della coincidenza interlinguistica o dell’ingenuità del traduttore, l’effetto del gioco di parole della cultura emittente può essere riprodotto con giochi di parole corrispondenti nella cultura ricevente; ma dovrebbe anche essere precisato che l’identificazione dell’intenzione del gioco di parole alla fine spetta al lettore della cultura ricevente, la cui disponibilità e capacità di inferire le connotazioni sottostanti, con un ulteriore processo di elaborazione, deciderebbe se egli può ottenere gli effetti contestuali voluti dallo scrittore. Di conseguenza, il traduttore deve valutare attentamente l’ambiente cognitivo del lettore della cultura ricevente per assicurarsi che il doppio senso di un gioco di parole possa essere compreso in un contesto specifico nel processo di ricerca della pertinenza ottimale.
4.2 Separate Explanation 4.2 Spiegazione Separata
In most cases, it is not possible to achieve punning correspondence in translation. When the pun‘s equally important double meanings cannot be accommodated in a single word or phrase, the translator can adopt the strategy of separate explanation, namely, explaining separately both the literal meaning and the connotative meanings of the ST pun. Although the explanation of a pun‘s double meanings naturally reduces the amount of processing effort by the target reader, it also results in a decline in the overall contextual effects. Therefore the translator should exert all possible efforts to make up for the loss of the punning effect through other means and strike a balance between efficacy and fidelity. The following examples might provide some illustrations of the strategy of separate explanation: Nella maggior parte dei casi, non è possibile raggiungere la corrispondenza dei giochi di parole nella traduzione. Quando i doppi sensi importanti del gioco di parole non possono essere resi con una sola parola o frase, il traduttore può adottare la strategia della spiegazione separata, ovvero spiegare separatamente sia il significato denotativo sia quelli connotativi del gioco di parole della cultura emittente. Sebbene la spiegazione dei doppi sensi di un gioco di parole riduca naturalmente l’entità dello sforzo di elaborazione da parte del lettore, determina anche un declino degli effetti contestuali complessivi. Di conseguenza, il traduttore dovrebbe concentrare tutti i suoi sforzi per compensare la perdita dell’effetto del gioco di parole attraverso altri mezzi e trovare un equilibrio tra efficacia e fedeltà. Gli esempi seguenti potrebbero fornire alcune dimostrazioni della strategia della spiegazione separata:
Example 5 春蚕到死丝方尽,蜡炬成灰泪始干。

(Li Shangyin,《Untitled》)

The silkworm spins silk from lovesick heart till its death,

The candle has no tears to shed only when burnt to its end.

(My translation)

Esempio 5 春蚕到死丝方尽,蜡炬成灰泪始干。

(Li Shangyin,《Untitled》)

The silkworm spins silk from lovesick heart till its death,

The candle has no tears to shed only when burnt to its end.

(traduzione personale)

The two lines are taken from a sentimental poem about unswerving love, which is written by Li Shangyin, a famous poet of late Tang Dynasty. The poet puns on a pair of homophones ―丝‖ (silk) and ―(情)思‖ (lovesickness)10 to express his passion of love, which will keep on burning inside him until his death, just like a silkworm that does not stop spinning silk until the last moment of its life. Since there is no English word containing both meanings of the original pun, the translator therefore adopts two words ―silk‖ and ―lovesick‖ by way of separate explanation. Although the English version fails to convey the implicit feelings of the poet embodied in the pun, it gives expression to the intended message while keeping the metaphor in the ST. Besides, the similar sound of ―silk‖ and ―sick‖ could, to some extent, compensate the loss of the punning effect. Questi due versi sono tratti da una poesia sentimentale sull’amore duraturo, scritta da Li Shangyin, un famoso poeta risalente alla fine della dinastia Tang. Il poeta crea giochi di parole su una coppia di omofoni quali ―丝‖ (silk) e ―(情)思‖ (lovesickness)10 per esprimere la sua passione d’amore, che continuerà a bruciargli dentro fino alla sua morte, proprio come un baco da seta che non smette di tessere la seta fino al suo ultimo istante di vita. Dal momento che non esiste una parola inglese contenente entrambi i sensi del gioco di parole originale, il traduttore utilizza due parole, ―silk e ―lovesick‖ utilizzando la spiegazione separata. Anche se la versione inglese non riesce a trasmettere i sentimenti impliciti del poeta contenuti nel gioco di parole, esprime comunque il messaggio voluto mantenendo, allo stesso tempo, la metafora della cultura emittente. Inoltre, il suono simile di ―silk‖ e ―sick‖ potrebbe, in qualche modo, compensare la perdita dell’effetto del gioco di parole.
4.3 Change of Image 4.3 Cambio d’Immagine
Because of linguistic and cultural differences, maintaining the ST‘s punning image would not always achieve the intended effect in the TT. As suggested by Relevance Theory, when it is impossible to maintain both the form and the flavour of the ST, what matters most is not fidelity but efficacy, or whether the intention of the source writer could be recognised by the target reader. To achieve this goal, the translator can abandon the original image and seek another one whose double meanings could be accessed by the target reader. Let us look at the following examples: A causa di differenze linguistiche e culturali, mantenere l’immagine di un gioco di parole della cultura emittente non sempre permetterebbe di ottenere l’effetto desiderato nella cultura ricevente. Come suggerito dalla Teoria della Pertinenza, quando risulta impossibile mantenere sia la forma sia l’atmosfera della cultura emittente, l’elemento più importante non è la fedeltà ma l’efficacia, ovvero se l’intenzione dello scrittore può essere riconosciuta dal lettore. Per raggiungere questo obiettivo, il traduttore può abbandonare l’immagine originale e cercarne un’altra il cui doppio senso possa essere compreso dal lettore. Guardiamo i seguenti esempi:
Example 6 (Mock Turtle)

―The master was an old Turtle—we used to call him Tortoise—‖

―Why did you call him Tortoise, if he wasn‘t one?‖ Alice asked.

―We called him Tortoise because he taught us,‖ said the Mock Turtle

angrily; ―really you are very dull!‖

(Carroll Alice’s Adventures in Wonderland, chap. 9)

a. ―我们的先生是一个老甲鱼 ——我们总叫他老忘。‖

阿丽思问道,―他是个什么王,你们会叫他老王呢?‖

那素甲鱼怒道,―我们管这老甲鱼叫老忘,因为他老忘记了教我们的工(功)课。你怎么这么笨?‖

(translated by Zhao Yuanren)

b. ―老师是一只老海龟——我们总叫他乌龟 …‖

―它不是乌龟,你们为什么这样叫呢?‖爱丽丝问。

―我们叫它乌龟是因为它教我们。‖素甲鱼生气地说,―你真笨!‖

(translated by Shi Xinying)

c. ―我们的老师是一只老甲鱼,我们都叫他胶鱼。‖

―既然他不是胶鱼,为什么要那么叫呢?‖爱丽丝问。

―我们叫他胶鱼,因为他教我们呀。‖素甲鱼生气地说,―你真笨!‖

(translated by Guan Shaochun)

d. ―校长是一只老海龟——我们总叫他陆龟——‖

―既然他不是陆龟,你们为什么还这样叫他?‖爱丽斯问。

―我们叫他陆龟是因为他给我们上课,‖假海龟生气地说,―你真是不开窍 !‖

(translated by Zhang Xiaolu)

Esempio 6 (Mock Turtle)

―The master was an old Turtle—we used to call him Tortoise—

―Why did you call him Tortoise, if he wasn‘t one? Alice asked.

―We called him Tortoise because he taught us, said the Mock Turtle

angrily; ―really you are very dull!

(Carroll Alice’s Adventures in Wonderland, chap. 9)

a. ―我们的先生是一个老甲鱼 ——我们总叫他老忘。‖

阿丽思问道,―他是个什么王,你们会叫他老王呢?‖

那素甲鱼怒道,―我们管这老甲鱼叫老忘,因为他老忘记了教我们的工(功)课。你怎么这么笨?‖

(traduzione di Zhao Yuanren)

b. ―老师是一只老海龟——我们总叫他乌龟 …‖

―它不是乌龟,你们为什么这样叫呢?‖爱丽丝问。

―我们叫它乌龟是因为它教我们。‖素甲鱼生气地说,―你真笨!‖

(traduzione di Shi Xinying)

c. ―我们的老师是一只老甲鱼,我们都叫他胶鱼。‖

―既然他不是胶鱼,为什么要那么叫呢?‖爱丽丝问。

―我们叫他胶鱼,因为他教我们呀。‖素甲鱼生气地说,―你真笨!‖

(traduzione di Guan Shaochun)

d. ―校长是一只老海龟——我们总叫他陆龟——‖

―既然他不是陆龟,你们为什么还这样叫他?‖爱丽斯问。

―我们叫他陆龟是因为他给我们上课,‖假海龟生气地说,―你真是不开窍 !‖

(traduzione di Zhang Xiaolu)

In this example, Carroll adopts a pair of horizontal puns ―Tortoise‖ and its homophone ―taught us‖ to arouse the reader‘s laughter. Shi and Zhang simply translate them by their literal meanings, making no sense to the target reader. Zhao uses ―老王(忘)11‖ (Mr. Wang/ Mr. Forgetful) and ―忘记教我们功课‖ (forget to teach us) to convey the humorous effect of the pun, which is quite intriguing. But a keen reader might notice that the version ―forget to teach us‖ not only differs from the original meaning, but even runs counter to it. In comparison, version c should be applauded for the innovative effort of the translator, who changes the image of ―tortoise‖ into ―glue fish‖ (胶鱼), since ―胶‖ (glue) is a homophone12 to ―教‖ (teach), thus best conveying the punning intention of the source writer. It should be admitted that ―胶鱼‖ or ―glue fish‖ is coined by the translator, but with some processing effort, the target readers can, according to their cognitive environment, associate the term with some kind of fish, which also belongs to marine life. Compared with version a that changes the image of a tortoise into ―Mr. Wang/Forgetful‖, ―胶鱼‖ in version c obviously achieves a higher degree of relevance to the ST. Although the image of a tortoise is sacrificed, the additional processing effort of understanding ―胶鱼‖ can be offset by the increased punning effect realised through the Chinese homophones of ―胶‖ and ―教‖. In questo esempio, Carroll adotta una coppia di giochi di parole orizzontali ―Tortoise e il suo omofono ―taught us per far ridere il lettore. Shi e Zhang li traducono semplicemente con il loro significato denotativo, pur non avendo alcun senso per il lettore. Zhao utilizza ―老王(忘)11(Mr. Wang/ Mr. Forgetful) e ―忘记教我们功课‖ (forget to teach us) per trasmettere l’effetto umoristico del gioco di parole, che risulta piuttosto intrigante. Ma un lettore attento potrebbe notare che la versione ―forget to teach us non solo differisce dal senso originale, ma è addirittura opposto. In confronto, la versione c dovrebbe essere apprezzata per lo sforzo innovativo del traduttore, che ha cambiato l’immagine di ―tortoise in ―glue fish‖ (胶鱼), in quanto ―胶‖ (glue) è omofono12 di ―教‖ (teach), quindi in grado di comunicare l’intenzione del gioco di parole della cultura emittente. Dovremmo ammettere che ―胶鱼‖ o ―glue fish è stato coniato dal traduttore, ma con qualche processo di elaborazione, i lettori possono, a seconda del loro ambiente cognitivo, associare questo termine a qualche tipo di pesce, che appartiene anch’esso alla vita marina. Se confrontata con la versione a che cambia l’immagine di una tartaruga marina in ―Mr. Wang/Forgetful‖, ―胶鱼, la versione c raggiunge ovviamente un maggior grado di pertinenza rispetto al testo della cultura emittente. Anche se si sacrifica l’immagine di una tartaruga marina, l’ulteriore sforzo di elaborazione per comprendere ―胶鱼 potrebbe essere ricompensato dal maggior effetto del gioco di parole ottenuto tramite gli omofoni di ―胶‖ e ―教.
A change of images is an accommodative way in the translation of puns, which aims to arouse the writer-intended contextual effects in the cognitive environment of the target reader at the expense of a slight sacrifice of fidelity to the ST. Yet the new image the translator adopts must fit into the specific context and caters to the taste of the target reader, who is expected to retrieve the double meanings of puns without gratuitous processing effort. Un cambio d’immagine è un comodo espediente nella traduzione dei giochi di parole, il cui scopo è quello di suscitare gli effetti contestuali voluti dallo scrittore nell’ambiente cognitivo del lettore, anche a costo di un piccolo sacrificio per quanto riguarda la fedeltà al testo della cultura emittente. Tuttavia, la nuova immagine utilizzata dal traduttore deve adattarsi al contesto specifico e soddisfare i gusti del lettore, il quale dovrebbe comprendere il doppio senso dei giochi di parole senza un eccessivo sforzo di elaborazione.
4.4 Sacrifice Secondary Information 4.4 Sacrificio delle Informazioni Secondarie
When the above manoeuvres of accommodation could not provide a satisfactory answer to the translation of puns, especially when the two meanings embodied in the puns are not of equal importance or are both indispensable to the conveyance of the writer‘s intention, the translator could adopt the strategy of sacrificing the secondary information of the pun based on his assessment of the specific context and the accessibility of the preserved information in the cognitive environment of the target reader. In addition, the translator also needs to resort to other creative means to compensate for the loss of the punning effect. Here are some examples: Nel caso in cui le suddette manovre di adattamento non fossero in grado di fornire una risposta soddisfacente per la traduzione dei giochi di parole, soprattutto quando i due sensi in essi contenuti non rivestono uguale importanza o non sono indispensabili al fine di trasmettere le intenzioni dello scrittore, il traduttore potrebbe adottare la strategia che prevede il sacrificio delle informazioni secondarie del gioco di parole, sulla base della sua valutazione del contesto specifico e dell’accessibilità delle informazioni convogliate nell’ambiente cognitivo del lettore. Inoltre, il traduttore ha bisogno di ricorrere anche ad altri strumenti creativi per compensare la perdita dell’effetto del gioco di parole. Ecco alcuni esempi:
Example 7 Benvolio: Here comes Romeo, here comes Romeo!

Mercutio: Without his roe, like a dried herring. O flesh, flesh, how art thou fishified!

(Romeo and Juliet: II.iv.37-39)

a. 班伏里奥:罗密欧来了,罗密欧来了。

茂丘西奥:瞧他孤零零的神气,倒像一条风干的咸鱼。啊,你这块肉呀,你是怎样变成了鱼的!

(translated by Zhu Shenghao)

b. 班:罗密欧来了,罗密欧来了。

墨:除掉了他的鱼子,像是一条干咸鱼1。肉呀,肉呀,你怎么变成鱼了!

(translated by Liang Shiqiu)

[注释1:原文Without his roe, like a dried

herring,所谓roe显然是与Romeo一字的第一音节有关,故一般以为此句之意义乃是说罗密欧

颓唐憔悴的样子大异往常,像一条去了鱼卵的干瘪的咸鱼。又有人认为Romeo去掉Ro便只剩了

meo(哎息自伤语)。]

c. 班浮柳:来了,柔蜜欧来了,柔蜜欧来了。

墨故求:(瞥见,忍不住对他嘻笑)只有公,没有母,柔蜜欧一个人就象一条晒干了的咸鱼。哦,心肝哪,肉啊!你怎么干巴巴地变成一条咸鱼了呢!

(translated by Cao Yu)

d. 般务利欧:罗米欧来了,罗米欧来了。

穆克修:把他的罗字拿掉,倒很象是鱼的名字:啊,人哪,人哪,你怎么变成一条鱼了!

(translated by Cao Weifeng)

Esempio 7 Benvolio: Here comes Romeo, here comes Romeo!

Mercutio: Without his roe, like a dried herring. O flesh, flesh, how art thou fishified!

(Romeo and Juliet: II.iv.37-39)

a. 班伏里奥:罗密欧来了,罗密欧来了。

茂丘西奥:瞧他孤零零的神气,倒像一条风干的咸鱼。啊,你这块肉呀,你是怎样变成了鱼的!

(traduzione di Zhu Shenghao)

b. 班:罗密欧来了,罗密欧来了。

墨:除掉了他的鱼子,像是一条干咸鱼1。肉呀,肉呀,你怎么变成鱼了!

(traduzione di Liang Shiqiu)

[注释1:原文Without his roe, like a dried

herring,所谓roe显然是与Romeo一字的第一音节有关,故一般以为此句之意义乃是说罗密欧

颓唐憔悴的样子大异往常,像一条去了鱼卵的干瘪的咸鱼。又有人认为Romeo去掉Ro便只剩了

meo(哎息自伤语)。]

c. 班浮柳:来了,柔蜜欧来了,柔蜜欧来了。

墨故求:(瞥见,忍不住对他嘻笑)只有公,没有母,柔蜜欧一个人就象一条晒干了的咸鱼。哦,心肝哪,肉啊!你怎么干巴巴地变成一条咸鱼了呢!

(traduzione di Cao Yu)

d. 般务利欧:罗米欧来了,罗米欧来了。

穆克修:把他的罗字拿掉,倒很象是鱼的名字:啊,人哪,人哪,你怎么变成一条鱼了!

(traduzione di Cao Weifeng)

The word ―roe‖ has three senses: (a) the first syllable of Romeo‘s name; (b) deer (a pun on ―dear‖) and (c) reproductive organs of a male fish. Accordingly, Mercutio‘s words could be interpreted in the following three ways: (a) with ―Ro‖ reduced from his name, Romeo is left with nothing but ―me—O, the cry of a despairing lover; (b) The words could be understood as Mercutio teasing Romeo for his lovesickness—distracted without his ―dear‖ lover; (c) Mercutio develops the third sense of ―roe‖ and compares Romeo to be a dried herring with its reproductive organs removed. La parola ―roe ha tre significati: (a) la prima sillaba del nome Romeo; (b) deer, ovvero un gioco di parole su ―dear e (c) organo riproduttivo di un pesce maschio. Di conseguenza, le parole di Mercuzio potrebbero essere interpretate nei seguenti tre modi: (a) con ―Ro sottratto al suo nome, cosicché a Romeo non rimanga nulla a parte ―me—O, il grido di un amante disperato; (b) le parole potrebbero essere interpretate come se Mercuzio deridesse Romeo per il suo mal d’amore—sconvolto senza la sua ―dear; (c) Mercuzio sviluppa il terzo significato di ―roe e paragona Romeo ad un’aringa secca privata dei suoi organi riproduttivi.
Faced with such rich connotations that cannot be crowded in the limited space of the TT, the translator has to make a choice to prioritise the primary information the speaker intends to convey. To do this, he needs to assess the cognitive environment of Mercutio at the time of the utterance: Mercutio believes that Romeo‘s mysterious disappearance the previous night must have something to do with Rosaline, who is fancied by Romeo but who takes no interest in him. From the weary expression on Romeo‘s face, Mercutio probably guesses that his friend is heartbroken by Rosaline‘s rejection of love. It is of course not in the cognitive environment of Mercutio that Romeo has fallen in love with Juliet at first sight and spent a sleepless night anticipating the latter‘s response to his proposal of marriage. Therefore, according to the principle of relevance, the chief intention of Mercutio in punning on ―roe‖ is based on the second sense—teasing Romeo for his lovesickness and trying to liven up the atmosphere with a humorous simile. Version a totally abandons the literal meanings of ―roe‖ and simply renders as ―solitary manner,‖ failing to convey the writer-intended contextual effect. Versions b13 and d14 however preserve the third and the first senses of the pun respectively, which is not quite relevant to the specific context and could not be well appreciated by the target reader. Although version b adds a footnote explaining the punning mechanism, this would not only put an extra burden on the reader, but also lose the humorous effect intended by the writer. Version a and version c focus on the dejected sentiments of Romeo, conveying the primary information of the ST, but the special flavour of the original pun disappears without a trace, depriving the reader of the writer-intended enjoyment. Di fronte a tali ricche connotazioni che non possono essere inserite nello spazio limitato del testo della cultura ricevente, il traduttore deve operare una scelta per privilegiare l’informazione principale che l’oratore intende comunicare. Per fare ciò, ha bisogno di valutare l’ambiente cognitivo di Mercuzio al momento dell’enunciazione: Mercuzio crede che la misteriosa scomparsa di Romeo la notte precedente abbia a che fare con Rosalina, che è la favorita di Romeo, ma che non prova alcun interesse per lui. Dall’espressione prostrata sul volto di Romeo, Mercuzio probabilmente suppone che il suo amico sia distrutto dal rifiuto amoroso di Rosalina. Ovviamente, non rientra nell’ambiente cognitivo di Mercuzio il fatto che Romeo si sia innamorato di Giulietta a prima vista e che abbia passato la notte in bianco pensando alla risposta di quest’ultima alla sua proposta di matrimonio. Di conseguenza, secondo il principio della pertinenza, l’intenzione principale di Mercuzio nel gioco di parole su ―roe si basa sul secondo senso, ovvero la presa in giro per il mal d’amore di Romeo e sul fatto che cerchi di rallegrare l’atmosfera con una similitudine divertente. La versione a abbandona totalmente il significato denotativo di ―roe e lo rende semplicemente con ―solitary manner, non riuscendo a comunicare l’effetto contestuale voluto dallo scrittore. Le versioni b13 e d14 preservano rispettivamente il terzo e il primo senso del gioco di parole, che non sono molto rilevanti per il contesto specifico e potrebbero non essere apprezzati dal lettore. Anche se la versione b aggiungesse una nota a piè di pagina spiegando il meccanismo del gioco di parole, questo non solo appesantirebbe ulteriormente il lettore, ma farebbe anche perdere l’effetto umoristico desiderato dallo scrittore. Le versioni a e c si concentrano sul morale abbattuto di Romeo, trasmettendo l’informazione principale del testo della cultura emittente, ma l’atmosfera originale scompare, privando il lettore del divertimento voluto dallo scrittore.
To improve the above versions, the present author ventures to translate Mercutio‘s words as ―失去了爱情的甜蜜‧,倒像条风干的咸鱼‖ [Without the sweet honey in love, (he‘s) more like a salty dried fish]. The reasons are as follows. Firstly, this version preserves both the primary information of mocking Romeo for lovesickness and the humorous simile of the dried fish. Secondly, the word ―蜜‖ as in ―甜蜜‖ (sweetness) puns with its homophone15 ―密‖ in ―罗密欧‖ (Romeo), which, to some extent, could also be deemed as a play on Romeo‘s name. Thirdly, the word ―甜‖ (sweet) in the first half of the sentence and ―咸‖ (salty) in the latter half form a sharp contrast, another wordplay alluding to the sharp difference in Romeo‘s appearance. Lastly, the two phrases of the sentence are composed of the same number of words, resulting in a poetic effect which is quite appropriate to be spoken out of the mouth of Mercutio who carries the air of a poet. It is admitted that the proposed version might not be the perfect one, but it at least reflects the author‘s attempt to recreate some of the punning effect lost in the target culture, and the extra processing efforts on the part of the target readers would be worthwhile for the newly-retrieved contextual effects intended by the source writer. Per migliorare le suddette versioni, l’autrice suggerisce di tradurre le parole di Mercuzio con ―失去了爱情的甜蜜‧,倒像条风干的咸鱼‖ [Without the sweet honey in love, (he‘s) more like a salty dried fish]. Le ragioni sono le seguenti: innanzitutto, questa versione preserva sia l’informazione principale della presa in giro al mal d’amore di Romeo, sia la similitudine divertente del pesce secco. In secondo luogo, la parola ―蜜‖ come in ―甜蜜‖ (sweetness) crea un gioco di parole con il suo omofono15 ―密‖ in ―罗密欧‖ (Romeo), che, in qualche modo, potrebbe essere considerato un gioco di parole sul nome Romeo. Terzo, le parole ―甜‖ (sweet) nella prima metà della frase e ―咸‖ (salty) nella seconda metà sono in forte contrasto, un altro gioco di parole che allude alla netta differenza nella comparsa di Romeo. Infine, le due espressioni o frasi sono composte dallo stesso numero di parole, dando un effetto poetico che si addice molto a Mercuzio dal momento che ha tutta l’aria del poeta. È chiaro che la versione proposta potrebbe non essere perfetta, ma almeno riflette il tentativo dello scrittore di ricreare un po’ di quell’effetto del gioco di parole perduto nella cultura ricevente, e gli ulteriori sforzi di elaborazione sarebbero stati giustificati per gli effetti contestuali recuperati, voluti dallo scrittore della cultura emittente.
4.5 Editorial Means 4.5 Strumenti Editoriali
Editorial means include footnotes, endnotes, translator‘s comments in the foreword or afterword, explanations in parentheses, etc. which should be adopted with discretion. Normally, the use of footnotes, endnotes or explanations in parentheses would not only disrupt the smoothness of the TT, increasing the processing effort of the target reader, but also, most importantly, destroy the punning effect and fail to match the writer‘s intention with the reader‘s expectation, the key to the success of translation. Therefore it should always be regarded as the last resort for the translation of puns. However, as mentioned in the above analysis, such editorial means might be combined with other strategies, explaining the lost sense of the pun to help the target reader achieve a thorough understanding of the writer‘s intention. Gli strumenti editoriali comprendono note a piè di pagina, note a fine testo, commenti del traduttore nella prefazione o nella postfazione, spiegazioni tra parentesi, ecc. che dovrebbero essere impiegati con discrezione. Normalmente, l’uso di note a piè di pagina, note a fine testo o spiegazioni tra parentesi non solo interromperebbe la fluidità del testo della cultura ricevente, aumentando lo sforzo di elaborazione del lettore, ma, cosa più importante, distruggerebbe l’effetto del gioco di parole e non riuscirebbe a far coincidere l’intenzione dello scrittore con le aspettative del lettore, elemento chiave per la riuscita della traduzione. Di conseguenza, dovrebbe essere sempre considerato come l’extrema ratio nella traduzione dei giochi di parole. Tuttavia, come accennato nella precedente analisi, tali strumenti editoriali dovrebbero essere combinati con altre strategie, spiegando il senso perduto del gioco di parole per aiutare il lettore della cultura ricevente a raggiungere una piena comprensione delle intenzioni dello scrittore.
The translator‘s comments are also an important means to provide metatextual assistance to the translation of puns. For a literary work characterised by the playful use of language, the translator might explain his overall translation strategy in the foreword or afterword so as to prepare the target reader for the amount of the processing effort he is required to invest and the expectations they could reasonably hold during the reading process. For example, in the foreword of his translation of Alice’s Adventures in Wonderland, Zhao Yuanren clarifies his translation principle: Sometimes, if we keep too closely to the ST in our translation, then the smooth language would become awkward; funny puns, serious non-puns; rhymed poems, unrhymed non-poems and idioms, non-idioms. So to achieve the desired effect of the original work, we‘d better slightly sacrifice the criterion of accuracy. Anche i commenti del traduttore costituiscono un importante mezzo per fornire assistenza metatestuale alla traduzione dei giochi di parole. Per un’opera letteraria caratterizzata da un uso giocoso della lingua, il traduttore potrebbe spiegare la sua strategia traduttiva generale nella prefazione o nella postfazione, così da preparare il lettore allo sforzo di elaborazione a lui richiesto e alle aspettative che ragionevolmente dovrebbe avere durante la lettura. Per esempio, nella prefazione della sua traduzione di Alice nel Paese delle Meraviglie, Zhao Yuanren precisa il suo principio traduttivo. Talvolta, se per la traduzione ci si attiene troppo al testo originale, la fluidità della lingua ne risente; giochi di parole divertenti, brani seri; poesie in rima, prose non in rima, espressioni idiomatiche e non. Quindi, per ottenere l’effetto desiderato dell’opera originale, sarebbe meglio sacrificare leggermente il criterio della precisione.
Editorial means, either in the form of footnotes or the translator‘s comments, open another channel of communication with the target reader and could serve as the backup strategy for the thorny issue of pun translation. Gli strumenti editoriali, siano essi sotto forma di note a piè di pagina o commenti del traduttore, aprono un altro canale di comunicazione con il lettore della cultura ricevente e potrebbero servire come strategia di supporto per la spinosa questione della traduzione dei giochi di parole.
5. Conclusion 5. Conclusioni
This paper aimed to show that Relevance Theory provides a new perspective for the translation of puns. As suggested by Relevance Theory, translation is a special form of interlingual communication and is by nature imperfect. Therefore, the criterion for translation should not be of any fixed standard of equivalence but interpretive resemblance in accordance with the principle of relevance. Translation, when viewed from the perspective of Relevance Theory, is a triploid interaction among the source writer, the translator and the target reader. When a conflict arises between fidelity and efficacy as in most cases of pun translation, the translator is advised to focus on the efficacy of the TT, i.e. whether the punning intention of the original writer could be identified in the cognitive environment of the target reader. Based on this understanding, the author goes on to propose several strategies for the translation of puns, including punning correspondence, separate explanation, change of images, sacrifice of secondary information and editorial means. An analysis of the conditions for choosing each strategy is also made under the framework of Relevance Theory, which is hoped to be of some practical help to translation practitioners. Questo articolo mira a dimostrare che la Teoria della Pertinenza offre una nuova prospettiva in merito alla traduzione dei giochi di parole. Come suggerito da questa teoria, la traduzione è una particolare forma di comunicazione interlinguistica ed è imperfetta per natura. Di conseguenza, il criterio per la traduzione non dovrebbe essere uno standard fisso di equivalenza, ma una somiglianza interpretativa sulla base del principio della pertinenza. La traduzione, se analizzata dalla prospettiva della Teoria della Pertinenza, è un’interazione triadica tra lo scrittore della cultura emittente, il traduttore e il lettore della cultura ricevente. Quando sorge un conflitto tra la fedeltà e l’efficacia, come nella maggior parte dei casi di traduzione dei giochi di parole, per il traduttore è consigliabile concentrarsi sull’efficacia del testo della cultura ricevente, ovvero se l’intenzione dello scrittore può essere riconosciuta nell’ambiente cognitivo del lettore. Basandosi su tale visione, l’autrice prosegue illustrando diverse strategie per la traduzione dei giochi di parole, tra le quali la corrispondenza, la spiegazione separata, il cambio d’immagine, il sacrificio delle informazioni secondarie e gli strumenti editoriali. Viene inoltre proposta un’analisi delle condizioni per scegliere ciascuna strategia nell’ambito della Teoria della Pertinenza, con la speranza che possa costituire un aiuto pratico ai professionisti della traduzione.
However, due to the tentative nature of this paper, the author is also fully aware of the following limitations. Firstly, although Relevance Theory points out a promising direction for the study of puns and their translation, it only provides a macroscopic concept of viewing communication from cognitive-pragmatic perspectives instead of detailed parameters for its application. Therefore it is hard to exclude subjectivity from the process of the inferential analysis. Secondly, it should be admitted that the identification and translation of puns are, to a large extent, decided by many factors including the translator‘s alertness, language competence, especially creativity and a careful assessment of the cognitive environment of both the source writer and the target reader. Sometimes the translator might have exhausted all kinds of translation strategies without any success and may be at a total loss when suddenly being struck by magical inspiration. Besides, the appreciation of pun translation and the extraction of the punning effect are finally determined by the target reader, whose expectation and the inferential capability are also key to the successful completion of the communication process. Thirdly, because of the limited scope of this paper, the examples included are necessarily limited and not fully elaborated on and thus might not be convincing enough. Tuttavia, a causa della natura provvisoria di questo articolo, l’autrice è totalmente consapevole dei seguenti limiti. In primo luogo, sebbene la Teoria della Pertinenza prospetti una direzione interessante per quanto riguarda lo studio dei giochi di parole e la loro traduzione, fornisce solamente una concezione macroscopica della comunicazione da una prospettiva pragmatico-cognitiva invece che parametri dettagliati per la sua applicazione. Di conseguenza, è difficile escludere la soggettività dal processo dell’analisi inferenziale. Inoltre, dovremmo ammettere che l’identificazione e la traduzione dei giochi di parole dipendono, in larga misura, da molti fattori, comprese l’attenzione del traduttore, la competenza linguistica e soprattutto la creatività e un’attenta valutazione dell’ambiente cognitivo sia della cultura emittente sia di quella ricevente. Talvolta il traduttore potrebbe avere impiegato tutti i tipi di strategie traduttive senza successo e trovarsi in una situazione di perdita totale, quando improvvisamente viene colpito da una magica ispirazione. Inoltre, l’apprezzamento della traduzione del gioco di parole e la comprensione del suo effetto, in ultima istanza, sono determinati dal lettore della cultura ricevente, la cui aspettativa e capacità inferenziale costituiscono la chiave del successo del processo comunicativo. Terzo, a causa della portata limitata di questo articolo, gli esempi riportati sono necessariamente ridotti e non completamente dettagliati e per questo possono non risultare sufficientemente convincenti.
All in all, the survey into the kaleidoscope of puns and their translation is not only interesting but also quite promising. Although there are bound to be unimaginable challenges in the research process, it is firmly believed by the present author that what is to be explored is a gold mine worth the strenuous efforts of ambitious and enterprising miners. Tutto sommato, lo studio del caleidoscopio dei giochi di parole e della loro traduzione non è solo interessante, ma anche piuttosto promettente. Sebbene vi siano vincoli che rappresentano sfide nel processo di ricerca, l’autrice è fermamente convinta che ciò che deve ancora essere esplorato sia una miniera d’oro, in grado di ricompensare tutti gli sforzi di ambiziosi e intraprendenti minatori.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riferimenti bibliografici

 

Catford, John C. (1965). A Linguistic Theory of Translation: An Essay in Applied Linguistics. London: Oxford University Press.

 

Chesterman, Andrew (1997). Memes of Translation: The Spread of Ideas in Translation Theory. Amsterdam/Philadelphia: John Benjamins Publishing Company.

 

Coleridge, Samuel T. (1969). Coleridge on Shakespeare. (a cura di T. Hawkes.) Harmondsworth: Penguin.

 

Crisafulli, Edoardo (1996). ―Dante‘s Puns in English and the Question of Compensation‖. The Translator, Special Issue: Wordplay and Translation, 2 (2), 259-276.

 

Delabastita, Dirk (1993). There’s a Double Tongue: An Investigation into the Translation of Shakespeare’s Wordplay, with Special Reference to Hamlet. Amsterdam/Atlanta: Rodopi.

 

Delabastita, Dirk (a cura di) (1996). The Translator. Studies in Intercultural Communication 2 (2), Special Issue: Wordplay & Translation. Manchester: St Jerome.

 

Delabastita, Dirk (a cura di) (1997). Traductio: Essays on Punning and Translation. New York: St Jerome.

 

Dowden, Edward (1875). Shakespere: A Critical Study of His Mind and Art. London: Routledge & Kegan Paul Ltd.

 

Gutt, Ernst-August (1991). Translation and Relevance: Cognition and Context. Oxford: Blackwell.

 

Gutt, Ernst-August (2000). ―Pragmatic Aspects of Translation: Some Relevance-Theory Observations‖ In: a cura di H. Leo. The Pragmatics of Translation. Clevedon: Multilingual Matters Ltd.

 

Hughes, Patrick and Paul Hammond (1978). Upon the Pun. London: W.H. Allen.

 

Jakobson, Roman (1959). ―On Linguistic Aspects of Translation.‖ (A cura di Reuben Brower) On Translation. Cambridge (Massachusetts): Harvard University Press.

 

Koller, Werner (1989). ―Equivalence in Translation Theory. In: Andrew Chesterman, a cura di Readings in Translation Theory. Helsinki: Oy Finn Lectura Ab.

 

Leech, Geoffrey (1976). English in Advertising: A Linguistic Study of Advertising in Great Britain. London: Longman Group Ltd.

 

Levý, Jiří (1967). ―Translation as a Decision Making Process. In: To Honor Roman Jakobson. Essays on the occasion of his seventieth birthday, 11th October 1966, vol. 2. The Hague: Mouton.

 

Mahood, Molly M. (1957). Shakespeare’s Wordplay. London/ New York: Methuen.

 

Newmark, Peter (1988). A Textbook of Translation. Hertfordshire: Prentice Hall

International Ltd.

 

Nida, Eugene A. (1964). Toward a Science of Translating, Leiden: E. J. Brill.

 

Parrott, Thomas M. et al. ed. (1938). Shakespeare: Twenty-Three Plays and the Sonnets. New York/Chicago. et al.: Charles Scribner‘s Sons.

 

Redfern, Walter D. (1984). Puns. Oxford/ New York: Basil Blackwell Publisher Ltd.

 

Reiss, Katharina (2000). ―Type, Kind and Individuality of Text: Decision Making in Translation. In: (a cura di Lawrence Venuti) The Translation Studies Reader. London & New York: Routledge.

 

Sperber, Dan and Deirdre Wilson (1986). Relevance: Communication and Cognition. Oxford: Blackwell.

 

Sperber, Dan and Deirdre Wilson (1995). Relevance: Communication and Cognition. Seconda edizione. Oxford: Blackwell.

 

Veisbergs, Andrejs (1997). ―The Contextual Use of Idioms, Wordplay, and Translation‖. In: D. Delabastita, ed. Traductio: Essays on Punning and Translation. New York: St Jerome.

 

Fonti primarie

Shakespeare, William (1978). Complete Works of Shakespeare. (Zhu Shenghao.) Beijing: People‘s Literature Publishing House.

 

Shakespeare, William (1979). Five Shakespearean Comedies. (Traduzione di Fang Ping.) Shanghai: Shanghai Translation Publishing House.

 

Shakespeare, William (1979). Hamlet. (Traduzione di Cao Weifeng.) Shanghai: Shanghai Translation Publishing House.

 

Shakespeare, William (1979). Romeo and Juliet. (Traduzione di Cao Weifeng.) Shanghai: Shanghai Translation Publishing House.

 

Shakespeare, William (1979). Romeo and Juliet. (Traduzione di Cao Yu.) Beijing: People‘s Literature Publishing House.

 

Shakespeare, William (1995). Complete Works of Shakespeare. (Traduzione di Liang Shiqiu.) Hailaer: Inner Mongolia Culture Press.

 

Shakespeare, William (1997). Four Shakespearean Tragedies. (Traduzione di Bian Zhilin.) Beijing: People‘s Literature Publishing House.

 

Carroll, Lewis (1988). Alice’s Adventure in Wonderland (Versione bilingue). (Traduzione di Zhao Yuanren.) Beijing: Commercial Press.

 

Carroll, Lewis (1999). Alice’s Adventure in Wonderland. (Traduzione di Shi Xinying.) Haikou: Nanhai Press.

 

Carroll, Lewis (2001). Alice’s Adventure in Wonderland. (Traduzione di Zhang Xiaolu.) Beijing: People‘s Literature Press.

 

Carroll, Lewis (2003). Alice’s Adventure in Wonderland. (Traduzione di Guan Shaochun.) Online at http://www.jiahwa.com/children/alice-wonderland/index.html (consulted 07.10.2008).

 

Li, Shangyin (2007). Collected Poems of Li Shangyin. (A cura di Zhou Jianguo.) Fenghuang Press.


 

Note

 

1 The nine strategies include: (1) A SL pun translated into a similar TL pun; (2) a pun translated into a non-pun, maintaining both senses of ambiguity; (3) a pun translated into a non-pun, keeping only one sense of ambiguity; (4) a pun translated into a punoid or pseudo-wordplay through the adoption of rhetorical devices such as repetition, alliteration, rhyme, referential vagueness, irony and paradox; (5) omission or ‗zero‘ translation of puns; (6) literal rendering of the pun; (7) a non-pun translated into a pun; (8) a pun created out of thin air in the TT; (9) a pun explained through editorial techniques like footnotes and forward.

2 Universalists, as opposed to relativists, believe in the existence of a universal language structure based on the universality of human nature and psychology, which guarantees interchangeability or effability of all languages.

3 Since the original book of Egan neither is listed in the primary sources of Veisbergs‘s references nor can be found through other means, this paper only includes Veisbergs‘s article in its references.

4 The notion of equivalence has a powerful and lasting influence in the field of translation studies. Jakobson (1959: 233) believes that ―translation involves two equivalent messages in two different codes‖ although he recognises that there could not be full equivalence between linguistic codes of different origins. Catford (1965: 98) also attributes linguistic untranslatability to the failure to find a TL equivalent due to differences between SL and TL.

5 Sperber and Wilson (1986) divide intention into informative intention and communicative intention. The former one refers to the communicator‘s intention to inform the audience of a set of assumptions, while the latter one means the intention to have one‘s informative intention recognised by the audience.

6 According to Sperber and Wilson (1986: 158), the principle of relevance implies that ―[e]very act of ostensive communication communicates the presumption of its own optimal relevance‖. The notion would be further elaborated in the literature review of Relevance Theory in chapter 2.2.

7 Both pronounced as fenli (first tone for fen and second tone for li) in Chinese.

8 According to Delabastita (1996: 128-129), horizontal puns entail two or more occurrences of the original word or phrase with a different meaning or words of the same or similar sound, while vertical puns involve a single occurrence of a word or phrase with at least two layers of meaning triggered by the context.

9 The Chinese pronunciations for homophones of ―井‖, ―尽‖ and ―紧‖ are jing (third tone), jin (fourth tone) and jin (third tone) respectively.

10 Both are pronounced as si (first tone) in Chinese.

11 Both ―王‖ and ―忘‖ are pronounced as wang in Chinese, only with different tones (second tone for ―王‖ and fourth tone for ―忘‖).

12 Both are pronounced as jiao (first tone) in Chinese.

13 Version b explicate ―roe‖ as fish eggs and attaches a footnote explaining the reason for such comparison: Romeo is as depressed as a dried herring, and as some argue, with ―Ro‖ reduced from his name, Romeo is left with nothing but ―meo‖, the cry of a despairing lover.

14 Version d is literally rendered as ―Dropping the first syllable, the name of Romeo sounds like a fish! Oh, man. How come you are turned into a fish?‖

15 Both ―蜜‖ and ―密‖ are pronounced as mi (fourth tone) in Chinese.

 


 [o.b.1]usa lo stesso formato che hai usato per i riferimenti bibliografici dell’autore

mettili in ordine alfabetico per autore

Lascia un commento