Feb 092012
 

ogni volta che ti giravi mi massacravi il fianco col kalashnikov

potevi stare più attenta, dissennata

dopo la tumultuosa notte insieme

con questo cifrato ti sto chiedendo aiuto.

 

una losca biker m’inseguiva nel buio

mentre scappavo tra foglie

trafitto da aghi gelati.

 

il suo scatto inesorabile in avanti travolgeva i miei sforzi quasi inutili.

riparandomi nell’anonimato speravo di scamparla,

ma la biker s’appostava dietro il boccaporto per sbarrarmi la strada

e ZOT ZOT ZOT una raffica

falciava le mie gambe sudate,

segava le mie ossa malvagie.

 

anche se saltavo disperato

anche se facevo un triplo mortale in avanti

un carpiato elegante atterrando sullo zerbino come da contratto

mi sono ritrovato menomato.

 

vorresti essere la mia bodyguard

non ho più palle d’avventurarmi disarmato fino allo stagno gelato:

lo sai che le pattinatrici seriali planano inesorabili dalle tre alle cinque

recidendomi il cavo dell’ipod,

il tubo della flebo

e circoncidendomi con i saldi di fine stagione.

 

ho bisogno di un guerriero tecnico che mi colpisca i nemici

scatto su scatto

infierendo soprattutto sui malleoli

e produca tempesta di balsamo agli angoli acuti della mia spina dorsale.

 

traduzione dall’ebraico di Bruno Osimo e Maya Katzir