Hum Mugdal, Ora che cerco il sonno, traduzione di Maya Katzir e Bruno Osimo

ora che cerco il sonno con un dito proteso verso la sua pelle

ricordo le tue mutande bianche senza orlo

ti fasciavano i fianchi senza finire in nulla

si sfilavano piano

ricordo il rumore delle tue risate –

pompavano di vita la mia vita

le ascoltavo di nascosto dietro il telefono, sul treno

ricordo te contare i corvi nella pianura riarsa dal caldo

promettermi piscine dove mai ci saremmo tuffati

per fare invidia alla signora anziana con la tagliaerba

 

ricordo gli aperitivi in piazza a Canterbury

restano solo quelli

e lo sguardo curioso delle signore appese alle tue parole

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