Lucrezia Speziali, Analisi comparativa prototesto-metatesto del romanzo Delitto e castigo di F. Dostoevskij Civica Scuola Interpreti e Traduttori «Altiero Spinelli»

Analisi comparativa prototesto-metatesto del romanzo

Delitto e castigo di F. Dostoevskij

LUCREZIA SPEZIALI

 

Fondazione Milano

Civica Scuola Interpreti Traduttori

via Alex Visconti, 18 20151 MILANO

Relatore: professor Bruno Osimo

Diploma in Mediazione linguistica

Luglio 2015

TITOLO ORIGINALE (ITALIANO): analisi comparativa prototesto-metatesto del romanzo Delitto e Castigo di F. Dostoevskij

TITOLO RUSSO: сравнительный анализ прототекст-метатекст романа Ф. Достоевского Преступление и наказание (sravnitel’nyj analiz prototekst-metatekst romana F. Dostoevskogo Prestuplenie i nakazanie)

AUTORE: Speziali Lucrezia

RELATORE: Osimo Bruno

ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2015

LINGUE DEGLI ABSTRACT: italiano, inglese, russo

N. PAGINE: 37

PAROLE CHIAVE: prototext, metatext, analysis, analytic table, translation shifts, reader, Italian edition; prototesto, metatesto, analisi comparativa, tabella analitica, cambiamenti, ricaduta, lettore, edizione italiana

 

 

 

 

 

 

© Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano

© Lucrezia Speziali per l’edizione italiana 2015

La traslitterazione dal russo è stata eseguita in conformità alla norma ISO/R 9: 1995.

Abstract in italiano

La presente tesi propone l’analisi comparativa tra prototesto e metatesto del romanzo Delitto e Castigo (Преступление и наказание, Prestuplenie i nakazanie) di Fëdor Dostoevskij. La prefazione spiega la scelta dei testi e il metodo di lavoro utilizzato per confrontare la versione russa e la traduzione italiana: servendosi di una tabella analitica, che presenta i diversi tipi di cambiamento riscontrabili nel processo traduttivo in funzione della ricaduta sul lettore del metatesto, è stato possibile analizzare dettagliatamente la sezione presa in esame della versione russa e della corrispondente traduzione italiana. Nel corso dell’analisi è stata evidenziata la tipologia di cambiamento riscontrata. La conclusione propone un’immagine generale dei cambiamenti avvenuti durante il processo traduttivo sottolineando quelli più riscontrati, con particolare attenzione ai cambiamenti di senso, e riflettendo sull’edizione della traduzione italiana.

 

English abstract

The present work is a comparative prototext-metatext analysis of the first pages of the novel Delitto e Castigo (Преступление и наказание, Prestuplenie i nakazanie) by Fëdor Dostoevskij. The introduction explains the choice of the two texts and how the analysis was carried out, confronting the first pages of the Russian version and its Italian translation through an analytic table that describes the different types of translation shifts, which may occur in the translation process, from the point of view of the reader of the metatext.  The categories of translation shifts encountered were underlined during the analysis. The conclusion gives a general overview of the translation shifts occurred in the translation process, with a focus on the most frequent and a particular attention to the translation shift of sense, also taking into account the Italian edition.

 

Резюме на русском языке

В настоящей работе представлен сравнительный анализ прототекст-метатекст романа Ф. Достоевского «Преступление и наказание». Во введении объясняется выбор текстов и метода работы, который использовался для сравнения текста оригинала с переводом на итальянский и для глубокого анализа: с помощью аналитической таблицы возможно было сравнить два текста и указать изменения в переводе в зависимости от читателя метатекста. В ходе анализа была выявлена категория изменений. В заключении даётся общий обзор изменений, произошедших в ходе перевода, обращая внимание на изменение значения, которое было наиболее частым, учитывая при этом выбранное итальянское издание.

Sommario

1.            PREFAZIONE   5

2.            ANALISI PROTOTESTO-METATESTO   9

3.            CONCLUSIONE   33

3.1.        I cambiamenti più frequenti 33

3.2.        I cambiamenti di senso   35

4.            RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI  37

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  1. 1.    PREFAZIONE

La presente tesi ha come oggetto l’analisi comparativa prototesto-metatesto del romanzo Prestuplenie i nakazanie (Delitto e castigo) di Fëdor Dostoevskij del 1866. L’edizione italiana scelta per l’analisi è Feltrinelli 2013 di Damiano Rebecchini.

Inizialmente è stato scelto uno dei romanzi più conosciuti e influenti della letteratura russa nonché di quella internazionale: Delitto e castigo di F. Dostoevskij, un romanzo che racconta la sofferenza del protagonista Raskol’nikov portato a compiere un gesto estremo dalla terribile situazione in cui vive.

Dopo aver scelto il romanzo da analizzare, è stata scelta l’edizione della traduzione italiana con la quale compiere il raffronto. Consultandomi col mio relatore, abbiamo deciso di utilizzare la versione più recente, ovvero l’edizione Feltrinelli 2013 di Damiano Rebecchini, che, nel dicembre dello stesso anno, ha anche ottenuto il premio letterario «Russia-Italia. Attraverso i secoli» come miglior traduttore emergente.

Una volta decise entrambe le versioni da usare nell’analisi comparativa, è stata creata una tabella per iniziare il lavoro. Si tratta di una tabella divisa in due colonne: nella prima colonna è stato riportato il testo originale in russo, nella seconda la traduzione italiana del pezzo corrispondente. La versione russa si trova disponibile in internet al sito http://az.lib.ru/d/dostoewskij_f_m/text_0060.shtml mentre quella italiana è stata riportata direttamente dall’edizione scelta.

Dopodiché è iniziato il lavoro di analisi comparativa prototesto-metatesto vero e proprio, grazie a una tabella analitica contenente i diversi tipi di cambiamento che possono avvenire durante il processo traduttivo catalogati in relazione alla ricaduta che possono avere sul lettore del metatesto.

 

sigla

spiegazione della sigla

cambiamento/ricadute sulla ricezione

esempi

SENSO

A

Aggiunte

una singola parola è aggiunta

il gatto↠il gatto bianco

CS

Calchi Semantici e  Sintattici

calco di parola che determina senso diverso e incomprensibile

il tuo comportamento è morbido

M

cambiamento radicale di senso riguardante una parola (Word) o più, Mistranslation

il cambiamento è tale da compromettere il senso generale della frase

the triumph of spirit over  circumstance↠il trionfo della spiritualità sul caso

MOD

MODulazione: specificazione-generalizzazione, parole-termini, ambiguazione-disambiguazione

una parola è resa più specifica o più generica. un termine è diventato parola comune o viceversa. ridondanza semantica. modifica del livello di ambiguità di un’espressione in entrambi i sensi

non mi dà fastidio, lo sopporto

OM

OMissioni

una singola parola è omessa

il gatto bianco↠il gatto

FORMA

C

Cadenza, punteggiatura, rima, metrica, capoversi

è stato alterato uno di questi elementi, modificando il ritmo del testo

il capoverso dell’originale scompare nella traduzione o viceversa ne compare uno prima inesistente

CAC

CACofonia

allitterazioni, assonanze involontarie

le ostiche ostriche

ENF

ENFasi, ordine delle parole

dislocazioni, frase scisse, ordine anomalo delle parole, diversa accentuazione della frase

È te che volevo ↠ Io volevo te

P

Presentazione – forma grafica – layout – impaginazione

migliore/peggiore riproduzione degli aspetti grafici rispetto alle norme suggerite dal committente

Es. uso di virgolette alte/basse in modo difforme dalla stylesheet del committente

R

Registro, tipo di testo

uso di parole di registro uguale a/diverso da quello desiderato. migliore/peggiore

parmi d’udire un botto ↠ cos’è ‘sto casino?

S

Stile complessivo dell’autore

migliore/peggiore rendimento dello stile

per esempio sostituzione di congiunzioni alle virgole in un autore che ha la ripetizione della virgola come tratto poetico

U

Uso: locuzioni, collocazioni, calchi non semanticamente sbagliati, resa inefficace

una singola parola, sebbene non semanticamente sbagliata, è collocata in modo involontariamente marcato

l’ho mandato in quella città (anziché “a quel paese”)

è supposto saperlo

RAPPORTI TRA CULTURE

INTRA

uso di SINonimi, ripetizioni, rimandi intratestuali

sinonimizzazione e desinonimizzazione. coglimento di rimandi interni da un capo all’altro del testo. ridondanza lessicale

eliminazione (volontaria o involontaria) delle ripetizioni volutamente disseminate in parti diverse del testo per creare rimandi interni da una parte all’altra del testo

DT

destinatario – Dominante del Testo- leggibilità

migliore/peggiore coglimento del lettore modello e della dominante del testo

 Un testo volutamente complesso, con ricerca di forme peculiari, viene standardizzato anche se non è rivolto a un lettore modello standard

D

Deittici, rimandi interpersonali, punto di vista

migliore/peggiore riproduzione del punto di vista del narratore o del personaggio, ideologia personale

questo/quello, ora/allora, qui/là

I

rimandi Intertestuali, realia

migliore/peggiore coglimento dei rimandi esterni ad altri testi o altre culture

eliminazione (volontaria o involontaria) dei rimandi interculturali o intertestuali volutamente disseminati in parti diverse del testo per creare rimandi esterni dal testo ad altri testi/culture

COMPETENZA TRADUTTORE

O

Ortografia

errori d’ortografia nella cultura ricevente

un pò, qual’è, ti dò

G-S

errori Grammaticali e Sintattici

errori di grammatica o sintassi nella cultura ricevente

sebbene è, inerente il, in stazione

E

Enciclopedia – precisione fattuale – conoscenza del mondo

la dotazione enciclopedica della traduttrice è insufficiente a colmare l’implicito culturale

blue helmets↠elmetti celesti

L

Logica

la logica della traduttrice è insufficiente a colmare l’implicito culturale

sapeva che non sarebbe sopravvissuta alla propria morte

 

 

La tabella valutrad (Osimo 2013) viene utilizzata per analizzare i translation shifts, ovvero i cambiamenti traduttivi che avvengono nel passaggio traduttivo da prototesto (testo originale) a metatesto (testo tradotto). Questa tabella è suddivisa in quattro macroaree: senso, forma, rapporti tra culture, competenza del traduttore, che sono le aree utili per identificare i principali tipi di cambiamento in funzione delle ricadute del testo sul lettore. Le macroaree, a loro volta, sono suddivise in aree minori che indicano i dettagli dei cambiamenti dal punto di vista della percezione del lettore. La tabella è caratterizzata anche da cinque colonne verticali che indicano rispettivamente: il nome della macroarea, la sigla del cambiamento, la spiegazione della sigla, il cambiamento e la ricaduta sulla ricezione, e degli esempi.

Utilizzando questa tabella è stato possibile analizzare le prime pagine del romanzo, mostrando i tipi di cambiamento avvenuti durante la traduzione verso l’italiano.

 

 

 

 

  1. 2.    ANALISI PROTOTESTO-METATESTO

 

Преступление и наказание Delitto e castigo[1]

 

 

В начале июля, в чрезвычайно жаркое время, под вечер, один молодой человек вышел из своей каморки, которую нанимал от жильцов в С — м переулке, на улицу и медленно, как бы в нерешимости, отправился к К — ну мосту. Ai primi di luglio, dopo[2] giornate[3] caldissime[4], verso sera, un giovane uscì dal buco[5] che aveva in subaffitto[6] nel vicolo S. e a passi lenti, come se fosse indeciso, si diresse verso il ponte K.

 

 

 

Он благополучно избегнул встречи с своею хозяйкой на лестнице. Каморка его приходилась под самою кровлей высокого пятиэтажного дома и походила более на шкаф, чем на квартиру[7]. Era riuscito a non incontrare[8] la padrona di casa sulle scale. Il suo buco, più simile a un armadio che a un alloggio, si trovava nel sottotetto di un alto edificio a cinque[9] piani.

 

 

 

Квартирная же хозяйка его, у которой он нанимал эту каморку с обедом и прислугой[10], помещалась одною лестницей ниже, в отдельной[11] квартире, и каждый раз, при выходе на улицу, ему непременно надо было проходить мимо хозяйкиной кухни, почти всегда настежь отворенной на лестницу. La donna che glielo aveva affittato, con pasto e servizi inclusi, alloggiava[12] in un appartamento al piano di sotto e ogni volta che egli usciva[13] doveva passare inevitabilmente davanti alla sua cucina, che aveva la porta quasi sempre spalancata sulle scale.

 

 

И каждый раз молодой человек[14], проходя мимо, чувствовал какое-то болезненное и трусливое ощущение, которого стыдился и от которого морщился. E ogni volta che passava davanti a quella porta[15] avvertiva una sensazione di fastidio[16], quasi[17] di vigliaccheria[18], che gli faceva provare un senso di vergogna e lo faceva incupire.
Он был должен кругом хозяйке[19] и боялся с нею встретиться. Le doveva molti arretrati e temeva d’incontrarla.

 

Не то чтоб он был так труслив и забит, совсем даже напротив; но с некоторого времени он был в раздражительном и напряженном состоянии, похожем на ипохондрию. Он до того углубился в себя и уединился от всех, что боялся даже всякой встречи, не только встречи с хозяйкой. Он был задавлен бедностью; но даже стесненное положение перестало в последнее время тяготить его. Non che fosse davvero una persona pavida[20] o[21] vigliacca[22], anzi[23], ma da un po’ di tempo era in uno stato di tensione, d’irritabilità, vicino all’ipocondria. Si era talmente chiuso in se stesso e isolato dagli altri che temeva d’incontrare chiunque, non solo la padrona di casa. Era molto[24] povero, ma negli ultimi tempi anche quella[25] condizione non gli pesava più.

 

 

 

 

Насущными делами своими он совсем[26] перестал и не хотел заниматься. Никакой хозяйки, в сущности, он не боялся, что бы та ни замышляла против него. Non si preoccupava più dei suoi bisogni[27] quotidiani[28] e non se ne voleva occupare. E in fondo[29] non gli importava[30] nulla della padrona di casa, poteva far quel che le pareva[31].

 

 

 

Но останавливаться на лестнице, слушать всякий вздор про всю эту обыденную дребедень, до которой ему нет никакого дела, все эти приставания о платеже, угрозы, жалобы, и при этом самому[32] изворачиваться, извиняться, лгать, — нет уж, лучше проскользнуть как-нибудь кошкой по лестнице и улизнуть, чтобы никто не видал. Ma doversi[33] fermare sulla scala, stare ad ascoltare tutte quelle cose insulse[34], di cui non gli importava niente, quelle continue richieste[35] di pagamento, le minacce, le lamentele, cercare di evitarle, scusarsi, inventar cose… no, era meglio sgattaiolare giù per le scale senza farsi vedere[36].

 

 

 

Впрочем[37], на этот раз страх встречи с своею кредиторшей[38] даже его самого поразил по выходе на улицу. Una volta[39] per strada[40] lui stesso si stupì[41] dei suoi timori[42]:
“На какое дело[43] хочу покуситься и в то же время[44] каких пустяков боюсь! — подумал он с странною улыбкой. «Voglio fare grandi[45] cose e ho paura di queste sciocchezze…» pensò con uno strano sorriso.
– Гм… да… всё в руках человека, и всё-то он мимо носу проносит[46], единственно[47] от одной[48] трусости[49]… это уж аксиома… «Hmm… sì… tutto è nelle mani dell’uomo, ma l’uomo è vigliacco[50], e per vigliaccheria si lascia sfuggire ogni occasione… quest’oramai è un assioma…
Любопытно[51], чего люди больше всего[52] боятся? Нового шага, нового собственного слова они всего больше боятся… Di che cosa ha paura? Ha paura soprattutto[53] di prendere decisioni nuove[54], di dire una parola nuova[55]

 

 

 

А впрочем[56], я слишком много болтаю. Оттого и ничего не делаю, что болтаю. Пожалуй, впрочем, и так: оттого болтаю, что ничего не делаю. Ma forse[57] io parlo troppo,[58] per questo non concludo[59] nulla, perché parlo troppo[60]. Sì, forse è proprio così, parlo perché non faccio nulla.
Это[61] я в этот последний месяц выучился болтать, лежа по целым суткам в углу и думая… о царе Горохе[62]. In quest’ultimo mese non ho fatto altro che[63] parlare, parlare[64], standomene sdraiato per giorni interi nel mio angolino[65] pensando a[66]… a non si sa cosa.

 

Ну зачем я теперь иду? Разве я способен на это? Разве это серьезно? Совсем не серьезно. Так, ради фантазии сам себя тешу; игрушки! E adesso perché sto andando là[67]? Sarei forse capace di fare quella[68] cosa? È una cosa seria quella cosa[69]? No, non credo proprio[70]. Mi gingillo con le mie fantasie, è un gioco[71].
Да, пожалуй[72] что и игрушки!”. Ma sì, è solo[73] un gioco».

 

 

 

На улице жара стояла страшная, к тому же[74] духота[75], толкотня[76], всюду известка, леса, кирпич, пыль и та особенная летняя вонь, столь известная каждому петербуржцу, не имеющему возможности нанять дачу[77], Per strada faceva un caldo terribile, non si respirava, la gente spingeva, c’erano dappertutto impalcature, mattoni, calce, polvere e quel tanfo tipicamente estivo ben noto ai pietroburghesi che non possono permettersi una casa fuori città.
[78]всё это разом[79] неприятно[80] потрясло и без того[81] уже расстроенные[82] нервы юноши. Tutto ciò aveva scosso i nervi già provati del giovane.
Нестерпимая же[83] вонь[84] из распивочных[85], которых в этой части города особенное множество, и пьяные, поминутно попадавшиеся, несмотря на буднее[86] время, довершили отвратительный и грустный колорит[87] картины. L’odore insopportabile che proveniva dalle bettole, che in quella parte della città erano particolarmente numerose, e gli ubriachi che gli capitavano di continuo sotto gli occhi, benché fosse ancora giorno[88], completavano quello spettacolo[89] triste e desolante[90].
Чувство глубочайшего омерзения мелькнуло на миг в тонких чертах молодого человека. Кстати, он был замечательно хорош собою, с прекрасными темными глазами, темно-рус, ростом выше среднего, тонок и строен. Per un istante sui tratti delicati del suo viso s’impresse[91] una smorfia[92] di profondo disgusto. A proposito, era un giovane[93] molto bello, aveva magnifici occhi scuri, capelli castani[94], era più alto della media, snello, slanciato.

 

 

Но[95] скоро он впал как бы в глубокую задумчивость, даже, вернее сказать[96], как бы в какое-то забытье, и пошел, уже не замечая окружающего, да и не желая его замечать. Presto si fece profondamente assorto, anzi, pareva quasi assente[97], camminava senza notare ciò che gli stava attorno, che del resto[98] non lo interessava[99] affatto[100].

 

 

 

Изредка только бормотал он что-то про себя, от своей привычки к монологам, в которой он сейчас сам себе признался. В эту же минуту он и сам сознавал, что мысли его порою мешаются и что он очень слаб: второй день как уж он почти совсем ничего не ел. Di tanto in tanto farfugliava qualcosa fra sé, per quella sua tendenza a parlar da solo che egli aveva appena notato[101] in se stesso. Ma[102] in quel momento si era reso conto che i suoi pensieri si stavano facendo confusi e che era molto debole, erano due giorni che non mangiava quasi nulla.
Он был до того худо одет, что иной[103], даже и привычный человек, посовестился бы днем выходить в таких лохмотьях на улицу. Впрочем, квартал был таков, что костюмом здесь было трудно кого-нибудь удивить. Era vestito così male che persino la persona più trasandata[104] si sarebbe vergognata d’uscire in pieno giorno, per strada, con quegli stracci addosso. In quel quartiere, del resto, c’era poco da far colpo con vestiti eleganti.

 

 

 

 

Близость Сенной, обилие[105] известных[106] заведений и, по преимуществу, цеховое и ремесленное население, скученное в этих серединных петербургских улицах и переулках, пестрили иногда[107] общую[108] панораму такими субъектами, что странно было бы и удивляться при встрече с иною фигурой. La vicinanza della piazza Sennaja, la presenza di certi localini[109] e in generale[110] la popolazione che abitava in quella zona[111], soprattutto operai e artigiani ammassati in vie e viuzze a ridosso del centro di Pietroburgo, animavano il paesaggio di tipi tali che sarebbe stato strano stupirsi dell’aspetto di una persona[112].
Но столько злобного[113] презрения уже накопилось в душе молодого человека, что, несмотря на всю свою, иногда[114] очень молодую, щекотливость, он менее всего совестился своих лохмотьев на улице[115]. Другое дело при встрече с иными знакомыми или с прежними товарищами, с которыми вообще он не любил встречаться… D’altronde[116] nel suo animo, nonostante tutto il suo amor proprio[117] tipicamente giovanile, si era accumulato tanto di quel disprezzo che non provava più nessuna vergogna per i suoi stracci. Certo, se avesse incontrato qualche conoscente, qualche suo vecchio compagno, che del resto[118] non gli faceva affatto piacere vedere, sarebbe stato diverso…

 

 

 

А между тем, когда один пьяный, которого неизвестно почему и куда[119] провозили в это время[120] по улице в огромной телеге, запряженной огромною ломовою лошадью, крикнул ему вдруг[121], проезжая[122]: «Эй ты, немецкий шляпник! » — и заорал во всё горло, указывая на него рукой[123], — молодой человек вдруг остановился и судорожно схватился за свою шляпу Eppure, quando gli passò accanto un ubriaco, che chissà per quale ragione si trovava[124] su un enorme carro trainato da un gigantesco[125] cavallo da tiro, e gli gridò a squarciagola[126], indicandolo[127]: «Ehi, tu, cappellone[128] tedesco!», egli si arrestò di colpo e, istintivamente[129], si afferrò il cappello.
Шляпа эта была высокая, круглая, циммермановская, но вся уже изношенная, совсем рыжая, вся в дырах и пятнах, без полей и самым безобразнейшим углом заломившаяся на сторону. Era un cappello alto, a cilindro, di quelli[130] di Zemmermann, ma era tutto liso, stinto[131], pieno di buchi e di macchie, senza falde e orribilmente[132] piegato da una parte.
Но[133] не стыд, а совсем[134] другое чувство, похожее даже[135] на испуг, охватило его. Fu colto da una sensazione[136] che non era vergogna, era qualcosa di diverso, era quasi spavento.

 

 

 

“Я так и знал! — бормотал он в смущении, — я так и думал! Это уж всего сквернее! Вот эдакая какая-нибудь глупость, какая-нибудь пошлейшая мелочь, весь замысел может испортить! Да, слишком приметная шляпа… Смешная, потому и приметная… “Lo sapevo!” borbottò stizzito[137]. “Era chiaro[138]! È proprio questo che bisogna evitare[139]! Sono queste cose[140], queste fesserie, questi dettagli insignificanti[141] che possono rovinare tutto[142]. È ovvio, è un cappello che dà troppo nell’occhio… è un cappello[143] ridicolo, per questo lo notano tutti[144]

 

 

  1. 3.    CONCLUSIONE

Analizzando le prime pagine del romanzo con la tabella valutrad, è emerso che i tipi di translation shifts, ovvero cambiamenti traduttivi, maggiormente presenti rientrano in due macroaree: quella di senso e quella di forma. Principalmente si tratta di cambiamenti di modulazione, mistranslation, aggiunta e omissione, per quanto riguarda la prima area; cambiamenti di enfasi per quanto riguarda la seconda. Vi sono anche alcuni casi che riguardano la terza macroarea, quella chiamata rapporti tra culture, per lo più appartenenti alla categoria dei rimandi intratestuali. Casi minori riguardano i cambiamenti di registro o di presentazione.

3.1.       I cambiamenti più frequenti

Tralasciando la macroarea di senso, che verrà analizzata in seguito, si nota che è la categoria ENF, enfasi, quella che compare più volte durante l’analisi tra prototesto e metatesto. Enfasi significa

Calore esagerato, forza eccessiva che, per artificio retorico e per ottenere maggiore effetto, si mette nel tono di voce o nei gesti quando si parla: parlare, recitare, declamare con e., con molta e.; anche nello scrivere, gonfiezza, ampollosità, cui non corrisponde, per lo più, una effettiva forza di pensiero o un contenuto adeguatamente significativo. Con accezione affine, in linguistica e stilistica, rilievo conferito a un elemento della frase mediante anticipazione o posticipazione rispetto alla posizione normale (per es., vado io invece di io vado) o, nel discorso orale, per mezzo dell’innalzamento del tono di voce.[145]

Secondo la tabella valutrad rientrano in questa categoria il diverso ordine delle parole, le dislocazioni, le frasi scisse, che comportano, appunto, uno spostamento della posizione normale delle parole. Spesso nella traduzione si nota che vengono anticipate parti di frasi che nella versione originale si trovano in ultima posizione proprio per aumentare l’enfasi dell’intera frase. A volte si cambia la posizione di avverbi o di aggettivi, anticipandoli o mescolandoli nel discorso, senza marcarli o isolarli come invece fa la versione originale; scelte di questo genere, forse, sono dovute al fatto che si vuole rendere il discorso più scorrevole. Ciò porta a eliminare l’enfasi creata dal romanzo originale o semplicemente a spostarlo su parti di frase diverse rispetto alla versione russa. Durante l’analisi del romanzo si sono riscontrati anche casi in cui la diversa enfasi è legata ad altri tipi di cambiamento, ad esempio all’omissione o all’aggiunta di una o più parole; queste possono non rispecchiare esattamente la versione originale e in tal modo modificano il significato voluto. A volte capita che la traduzione non rispecchi la versione originale perché non ripete la stessa parola, cioè utilizza due traducenti diversi per una parola uguale che nel testo originale compare due o più volte; anche in questo caso è sempre l’enfasi a risentirne. Qui si parla anche di un cambiamento di tipo intratestuale.

Se consideriamo la macroarea forma nella categoria di cambiamenti di tipo P (presentazione-layout) si incontrano casi in cui un’unica frase viene spezzata in due frasi separate durante il processo traduttivo. Questo tipo di cambiamento si incontra un numero di volte relativamente basso in queste prime pagine del romanzo analizzato, tuttavia, anche ciò si ripercuote sull’enfasi voluta dall’autore che, a volte, viene spezzata in questo modo.

Nella macroarea forma rientra anche la categoria di cambiamento di tipo R, cioè registro. Si tratta dell’utilizzo di traducenti di registro diverso, migliore o peggiore, rispetto a quello del prototesto. Sempre in riferimento a questa macroarea, durante l’analisi sono emersi anche due cambiamenti di tipo C, cadenza, cioè cambiamenti che riguardano la punteggiatura, la ritmica e la metrica e, anch’essi, si ripercuotono sull’enfasi.

Altre categorie di cambiamenti traduttivi rilevati nel corso dell’analisi rientrano nella macroarea di rapporti tra culture. Si tratta di cambiamenti di tipo INTRA, nel nostro caso rimandi intratestuali, come ad esempio parole che nel corso del testo originale si ripetono ma che non sempre sono rispecchiate nella traduzione; cambiamenti di tipo D, ovvero deittici che riguardano il diverso punto di vista trasmesso dal narratore, a volte cambiato nella traduzione, e infine i cambiamenti di tipo I, di cui abbiamo un paio di esempi che fanno riferimento alla cultura e alla tradizione russa.

3.2.       I cambiamenti di senso

A fronte dell’analisi comparativa, è emerso che una delle categorie di cambiamento maggiormente presente è la macroarea di senso, e in particolare le categorie di omissione, aggiunta, modulazione e mistranslation.

Come anticipato nel paragrafo precedente, le categorie di omissione e aggiunta, talvolta, comportano anche un cambiamento di enfasi e cadenza, perché cambiano gli equilibri creati dall’autore. In questa categoria rientrano principalmente espressioni riguardanti il tempo, avverbi di tempo e luogo, preposizioni avversative o particelle usate per introdurre frasi o per rendere le frasi credibili, che a volte vengono omesse nella traduzione.

I cambiamenti maggiori e anche i più rilevanti sono quelli che riguardano la modulazione e la mistranslation, ovvero i cambiamenti di significato lieve, dovuti a una maggior specificazione o generalizzazione, e i cambiamenti radicali di senso. Nel corso dell’analisi comparativa, si riscontra più volte questo tipo di cambiamento che, in alcuni casi, mette in discussione perfino una frase intera. Ci sono parole che vengono generalizzate, cioè fra i vari traducenti se ne sceglie uno di senso più ampio oppure uno la cui sfumatura di significato è diversa e si rischia così di allontanarsi dall’idea dell’autore, o parole che vengono cambiate totalmente. Si riscontrano persino alterazioni di intere frasi o parti di frase che si discostano dalla versione originale pur mantenendo una certa coerenza all’interno del testo.

I cambiamenti di senso sono considerati, naturalmente, i più significativi, perché mettono in discussione la traduzione stessa. Tuttavia è da notare che alterazioni di questo genere vengono rilevate solo a fronte di un’analisi comparativa, perché la versione tradotta resta comunque coerente e omogenea al suo interno. Il metatesto risulta perciò scorrevole al lettore il quale non può certo percepire i cambiamenti appena citati; bisogna quindi indagare il tipo di strategia traduttiva che guida il traduttore.

L’edizione del romanzo scelta per compiere quest’analisi è l’edizione Feltrinelli 2013 di Damiano Rebecchini. L’autore ha ricevuto «il premio come miglior traduttore emergente al Concorso letterario Russia-Italia. Attraverso i secoli istituito nel 2007» (Università degli studi di Milano, 2/01/2014). Nel suo lavoro sono stati riconosciuti freschezza, attualità e capacità di rendere il testo scorrevole e colloquiale. Forse è proprio in questa direzione che va ricercata la strategia traduttiva dell’autore.

I diversi cambiamenti riscontrati nel corso dell’analisi potrebbero essere frutto della volontà di rendere un testo così complesso, come è il romanzo russo analizzato, più agevole al lettore. La scelta delle parole, infatti, porta a pensare all’attualità del testo, perché si tratta di parole che rispecchiano i tempi moderni, attuali, i modi di dire dei giorni nostri, parole che, se ricercate in un dizionario bilingue, a volte compaiono agli ultimi posti tra i traducenti e sono scelte proprio perché spesso sono più generiche e colloquiali. Ovviamente ciò si nota solo dopo un’analisi comparativa di questo genere; il semplice lettore del romanzo non sa in che modo il testo è stato manipolato, e può anche trovare la lettura piacevole a prescindere dalla sua somiglianza con l’originale.

Le considerazioni appena fatte si riferiscono a un testo artistico come quello proposto in questa tesi. Si parla, cioè, della trasposizione di un testo da una lingua a un’altra. La traduzione, però, porta con sé una serie di perdite dovute naturalmente al bagaglio culturale che sta dietro a ciascuna lingua.  Quello che non bisogna perdere sono gli elementi dominanti di un testo che devono essere presenti anche nella traduzione.

  1. 4.    RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Baselica Giulia 2011 «Alla scoperta del «genio russo». Le traduzioni italiane di narrativa russa tra fine Ottocento e primo Novecento». Tradurre pratiche teorie strumenti disponibile in internet all’indirizzo http://rivistatradurre.it/2011/04/tradurre-dal-russo-2/, consultato nel febbraio 2015.

La tua guida per la città di San Pietroburgo disponibile in internet all’indirizzo http://www.visitpietroburgo.com/cosa-fare/leggere/delitto-castigo/, consultato nel febbraio 2015.

Osimo Bruno 2013 Valutrad: un modello per la qualità della traduzione ISBN 9788898467006. Milano, Bruno Osimo.

«Piano». Library biblioteca digitale disponibile in internet all’indirizzo http://multescatola.com/biblioteca/moda-e-stile/piano-4.php, consultato nel marzo 2015.

Treccani 2015 «vocabolario, enfasi». Treccani, la cultura italiana disponibile in internet all’indirizzo http://www.treccani.it/vocabolario/enfasi/, consultato nel maggio 2015.

Università degli studi di Milano. «Delitto e castigo, premiata la traduzione di Damiano Rebecchini». Università degli studi di Milano, archivio notizie disponibile in internet all’indirizzo http://www.unimi.it/news/70713.htm, consultato nell’aprile 2015.

 

 


[1] Analizzando il titolo si nota un primo cambiamento di senso, tipo MOD. La parola russa nakazanie, infatti, viene tradotto con un traducente più specifico rispetto a quello generico scelto dall’autore russo. La traduzione più filologica del titolo in italiano è Il delitto e la pena e dipende dal trattato Dei delitti e delle pene di Cesare Beccaria, che era già noto in Russia quando Dostoevskij scrisse la sua opera. La versione italiana comunemente diffusa ha per titolo Delitto e castigo; l’ultima parola parrebbe un calco della versione francese Le Crime et le châtiment, firmata da Victor Derély. Il termine châtiment in italiano ha un traducente ovvio, «castigo», parola che non ha, nella sua valenza semantica, una connotazione giuridica, presente invece nel termine peine. Tuttavia al termine russo nakazanie, del titolo originale Prestuplenie i nakazanie, Dostoevskij aveva attribuito l’accezione di «pena». È l’autore stesso, infatti, che invia una lettera al direttore della rivista Russkij Vestnik scrivendo: «Nel mio romanzo vi è inoltre un’allusione all’idea che la pena giuridica comminata per il delitto spaventa il criminale molto meno di quanto pensino i legislatori, in parte anche perché lui stesso, moralmente, la richiede». In russo, dunque, nakazanie significa sia “pena” sia “castigo” e, in effetti, ha luogo nel protagonista Raskol’nikov, una profonda quanto dolorosa maturazione interiore che lo porta ad affrontare e a scontare la pena in termini di castigo morale, cioè di espiazione, cui seguono il riconoscimento della colpa commessa, il pentimento e il rinnovamento spirituale. Tutto ciò non doveva, però, palesarsi nel titolo, che semplicemente allude al punto di partenza del cammino, la pena, appunto. Il titolo Delitto e castigo è stato comunque mantenuto nel tempo e ha finito con il determinare una sorta di tradizione.

[2] M Ci troviamo di fronte a un cambiamento che riguarda il tempo; nella versione originale non c’è la parola «dopo», introdotta dal traduttore italiano, ma semplicemente la preposizione v che significa «in»; è un cambiamento di tipo M, perché «dopo» è radicalmente diverso. La traduzione italiana aggiunge un aspetto di posteriorità non espresso nell’originale.

[3] MOD perché «giornate» è più specifico di «tempo, periodo, momento».

[4] MOD perché «caldissime» è un superlativo, mentre le parole russe črezvyčajno žarkoe significano semplicemente «estremamente calde».

[5] R Tra i traducenti del termine russo kamorka compaiono «stanza», «camera», «cameretta». Il traduttore scegliendo «buco» vuole utilizzare un linguaggio più moderno e gergale.

[6] R perché la parola «subaffitto» è più colloquiale; MOD perché la traduzione più filologica del russo nanimal ot žil’cov sarebbe «prendere in affitto dagli inquilini».

[7] ENF invertendo la posizione delle due frasi l’autore sposta l’enfasi che nella versione originale cade sull’ultima parte.

[8] MOD perché il traduttore italiano usa una perifrasi per rendere forse in maniera più semplice e diretta due parole: blagopolučno il cui significato è «fortunatamente», «con esito favorevole» e izbegat’ «evitare».

[9] M perché i piani dell’edificio sono sei e non cinque. Infatti, il sistema di numerazione dei piani di un edificio in Russia è diverso da quello utilizzato in Italia e in generale nei paesi europei. Il sistema russo, che deriva da quello nordamericano, prevede che il piano sopra il livello del suolo si chiami «primo piano» mentre in Europa, perciò anche in Italia, questo piano viene chiamato «piano terra», quindi il primo piano in Russia corrisponde al secondo in Italia. «L’edificio di cinque piani» è perciò di sei.

[10] M la parola russa fa riferimento a una persona; prisluga significa infatti «domestica», «donna di servizio». Nella versione italiana invece è tradotto con «servizi».

[11] OM nella traduzione italiana viene omessa la parola otdel’noj che significa «separato».

[12] M perché pomeščat’cja significa «trovarsi», «essere in un posto». L’italiano «alloggiare» invece significa «dimorare temporaneamente in una casa altrui o in albergo».

[13] MOD perché in russo viene indicata l’uscita del palazzo sulla strada, mentre la versione italiana pone l’enfasi sul protagonista che esce dal proprio appartamento.

[14] OM la versione italiana omette il soggetto della frase, ovvero «il giovane», che resta perciò sottinteso.

[15] A, D e ENF la parola «porta» compare nella traduzione sostituendo la parola russa mimo cioè «accanto»; la traduzione, aggiungendo la parola e rendendo così esplicita la frase che in russo è resa con un gerundio, sposta l’enfasi. La versione originale, infatti, vuole sottolineare che sensazione ha il protagonista quando passa davanti all’appartamento della padrona.

[16] MOD perché boleznennoe si riferisce allo stato di salute della persona, all’essere cagionevole oppure al provare dolore. La parola «fastidio» in italiano, invece, non fa riferimento alla salute.

[17] A la parola «quasi» è stata aggiunta nella traduzione andando a modificare il senso della frase.

[18] MOD e INTRA non si parla di vigliaccheria ma di sensazione di «codardia», «paura», idea che più avanti verrà ripresa.

[19] OM non viene espresso esplicitamente il destinatario dell’azione, che nella versione italiana è reso con un pronome.

[20] MOD e INTRA la parola trusliv è un rimando intratestuale, perché utilizzato più avanti nel testo, e significa «pauroso», «codardo».

[21] M in russo la congiunzione utilizzata è i che significa «e» mentre la versione italiana usa la congiunzione «o» che introduce una scelta, un’alternativa.

[22] M e INTRA la parola italiana «vigliacca» traduce la parola russa zabit che significa però «timoroso». Si tratta anche di un rimando intratestuale, perché la parola italiana viene utilizzata più avanti nel testo ma come traducente di un’altra parola, non rispettando così la scelta dell’autore.

[23] MOD la parola «anzi» non rende al meglio la traduzione della perifrasi utilizzata in russo che ha un valore maggiore, significa infatti «proprio tutto il contrario».

[24] MOD la parola utilizzata nella versione originale zadavlen è un participio passato del verbo zadavit’ che significa «schiacciare, travolgere» ed è più specifico della parola «molto», dà il senso di estrema miseria che colpisce il ragazzo.

[25] MOD il deittico «quella» è utilizzato al posto dell’aggettivo stesnennoe che si riferisce a una condizione costretta, obbligatoria, che priva la libertà.

[26] OM nella traduzione manca la parola sovsem che significa «completamente», «del tutto».

[27] MOD la parola «bisogno» è più specifica rispetto alla parola russa che significa «cosa», «affare» più in generale.

[28] MOD perché la parola «quotidiano» è più generale rispetto a nasuščhyi che ha un significato più specifico di bisogno urgente e vitale.

[29] M l’espressione v suščnosti deriva dalla parola suščnost’ che significa «sostanza», «essenza», «contenuto»; la traduzione filologica più corretta sarebbe perciò «in sostanza», «in verità».

[30] M il verbo utilizzato in italiano non rispecchia il significato di quello russo. Il verbo bojat’za significa infatti «temere», «aver paura» mentre quello italiano, «importare», ha un significato diverso, significa «interessare», «attribuire importanza a qualcuno e/o qualcosa».

[31] M e R il traduttore italiano utilizza un’espressione più gergale e più lontana dalla traduzione filologica più corretta dell’originale. Il verbo russo zamyšljat’ infatti significa «progettare», «avere in mente», che seguito dalla preposizione protiv, cioè «contro», assume il significato di «complottare». Utilizzando il verbo «parere» il traduttore abbassa il registro e cambia il significato della frase.

[32] OM manca pri etom samomu che significa infatti «in presenza di tutto ciò».

[33] A il verbo modale «dovere» viene aggiunto nella versione italiana.

[34] OM e ENF nella traduzione non viene resa l’intera frase russa che pone enfasi sulla quotidianità delle azioni inutile che vengono elencate di seguito; le parole obydennuju drebedien’, che significano «sciocchezze quotidiane, solite» non vengono infatti tradotte.

[35] MOD perché la parola pristavanie è più forte e specifica rispetto all’italiano «richiesta»; la traduzione filologica più corretta sarebbe «molestia», «scocciatura».

[36] OM e ENF in russo vi sono due verbi che indicano l’atto di sfuggire senza farsi vedere, mentre nella versione italiana viene utilizzato un solo verbo, «sgattaiolare» che rimanda all’immagine del gatto, esplicitamente espressa nella versione russa, ma viene omesso il secondo verbo, in russo uliznut’ il cui significato è «lasciare», «sfuggire inosservato», che diminuisce così l’enfasi dell’intera frase.

[37] OM manca la parola russa vpročem che indica una contrapposizione rispetto alla frase precedente; significa infatti «tuttavia», «però». La parola ha anche una funzione metrica che introduce il discorso rendendolo plausibile.

[38] OM e INTRA la traduzione omette il fatto che la paura sia legata ancora una volta all’incontro con la padrona di casa, già menzionata precedentemente.

[39] M l’espressione russa na etot raz significa «questa volta» e non «una volta» che, nel testo, si lega a «per strada» andando così a significare «quando era in strada».

[40] MOD la versione originale è più specifica di quella italiana. Si parla di «uscire in strada», cioè uscire di casa, mentre la traduzione scrive semplicemente «per strada».

[41] M il verbo russo porozil significa «colpire», non «stupire» come scrive la versione italiana.

[42] M la parola italiana «timori» è legata al verbo «stupì» ma nella versione originale, c’è la parola strah, cioè «paura», che, legata al verbo porozil, assume un significato più forte, ovvero essere colpito dalla paura di incontrare la padrona.

[43] ENF l’espressione russa na kakoe delo dà maggior enfasi alla frase, serve da introduzione per la frase stessa, enfasi non presente nella frase italiana.

[44] OM manca b to že vremja che parola per parola significa «allo stesso tempo», «contemporaneamente» ma qui ha valore colloquiale, avversativo.

[45] MOD e INTRA la versione italiana aggiunge un significato più specifico alla parola «cose» utilizzando l’aggettivo «grande» non presente direttamente nella versione russa, la quale, tuttavia, utilizza il verbo pokusit’cja che significa «provare a fare» qualcosa di solitamente difficile, illegale, illecito. Si tratta anche di un cambiamento di tipo INTRA perché «grandi cose» si riferisce a ciò che il protagonista ha in mente di fare, che si capirà successivamente nel romanzo.

[46] I si tratta di un rimando intertestuale e, in particolare, alla cultura russa. L’espressione pronocit’ mimo nocu è infatti una forma idiomatica russa che significa «lasciarsi passare le cose davanti al naso».

[47] OM manca l’espressione edinctvenno che significa «unicamente».

[48] OM e INTRA la parola odnoj che in questo caso significa «certa», «tale» riferito a «vigliaccheria» viene accostata a edinctvenno. Si crea, in tal modo, una ridondanza che fa però parte dello stile del personaggio.

[49] M la parola russa trucoct’ significa «codardia» e non «vigliaccheria» che è il termine usato nella traduzione.

[50] A e ENF questa frase viene aggiunta nella traduzione e in tal modo, rispetto alla versione originale, viene posta maggior enfasi sulla qualità dell’uomo, perché si ribadisce il fatto che sia vigliacco.

[51] OM e ENF nella traduzione viene omessa la parola ljubopytno che significa «è curioso», «è interessante» che serve per introdurre la domanda.

[52] OM e INTRA manca l’espressione bol’še vsego che significa «più di tutto», «maggiormente», espressione ripresa nella frase successiva che costituisce perciò un rimando.

[53] ENF perché la parola «soprattutto» viene tradotta dopo il verbo, cambiando così l’enfasi della frase.

[54] MOD e INTRA in russo viene utilizzata la parola šag che significa «passo»; la traduzione italiana utilizzando la parola «decisioni» rende il significato più specifico e fa riferimento alle decisioni personali del protagonista.

[55] M manca la parola sobstvennogo che significa «propria», «personale». Aggiungendo il verbo «dire», non presente nella versione originale, la frase tradotta fa riferimento al protagonista stesso ma deforma il senso perché, utilizzando sobstvennogo, vuole intendere che la gente ha paura di esprimersi, «di dire qualcosa di nuovo, di personale».

[56] C manca la virgola.

[57] M perché l’avverbio utilizzato in italiano, «forse», dà un senso di incertezza non espresso nella versione originale che usa l’avverbio vpročem che significa «comunque», «del resto».

[58] ENF, C e P la traduzione non rispecchia il ritmo dell’originale, infatti unisce due frasi che nella versione russa sono divise.

[59] INTRA e MOD perché la versione russa utilizza il verbo delat’, che significa «fare», due volte, mentre la traduzione italiana usa due verbi diversi, «concludere» nella prima frase e «fare» nella seconda, non rispecchiando così la ripetizione presente nell’originale. Il verbo italiano «concludere», inoltre, rappresenta un cambiamento di tipo MOD perché è più specifico del verbo «fare».

[60] A perché l’avverbio «troppo» viene aggiunto, riprendendo la frase precedente, ma nella versione originale c’è solamente la ripetizione del verbo e non dell’avverbio.

[61] D e ENF il deittico èto serve per introdurre la frase, ponendo l’enfasi su tutto ciò che ha scritto prima.

[62] I  zar’ Goroh è un personaggio della fraseologia russa, considerato, secondo alcune pubblicazioni di solito pseudoscientifiche e satiriche, il leggendario sovrano dell’antichità. Questo nome fa riferimento a un racconto russo che narra la storia di Re Pisello che deve dare in sposa la figlia.

[63] M perché in russo viene usato il verbo bjučim’sja che significa «imparare a» fare qualcosa.

[64] A e ENF perché viene aggiunta e ripetuta una parola, il verbo «parlare» che in russo è presente una sola volta, aumentando così l’enfasi.

[65] MOD la parola italiana «angolino» assume un significato più specifico utilizzando un diminutivo insieme all’aggettivo possessivo, perché dà una sfumatura più personale, non presente nella versione russa che parla semplicemente di uglu, cioè «angolo».

[66] A e ENF nella versione originale il complemento di argomento compare solo dopo i puntini di sospensione, mentre la versione italiana lo introduce già prima, cambiandone l’enfasi.

[67] A e ENF la parola «là» è aggiunta; la versione originale, infatti, non indica la posizione verso cui si sta dirigendo il protagonista ma semplicemente il motivo per il quale lo sta facendo. In questo modo si sposta anche l’enfasi della frase.

[68] D la traduzione utilizza il deittico «quella» che in genere indica una cosa o una persona lontana nello spazio e nel tempo rispetto a chi parla, mentre la traduzione della parola russa èto sarebbe «questa», cioè in riferimento a una cosa vicina a chi parla.

[69] A la parola «cosa» viene ripetuta più volte rispetto alla versione originale.

[70] OM e ENF manca la ripetizione della parola ser’ezno che significa «serio», «grave», presente invece nell’originale, che serve sempre per enfatizzare.

[71] MOD la traduzione italiana parla di «gioco» mentre la versione originale parla di igruški, cioè letteralmente «giocattoli», c’è, perciò, una sfumatura leggermente diversa, più concreta nel testo originale, mentre nella traduzione c’è un riferimento più astratto.

[72] OM manca la parola požaluj che significa «forse» che introduce una sensazione di dubbio.

[73] A viene aggiunta la parola «solo».

[74] OM e ENF l’espressione russa k tomu že significa «in aggiunta», «inoltre», che manca nella traduzione italiana.

[75] MOD la parola russa duhota significa «aria viziata», «afa», che è più specifica rispetto alla traduzione.

[76] MOD e ENF la parola che usa la versione originale è tolkotnja, che significa «ressa», «calca», ovvero quando ci sono troppe persone in uno spazio piccolo e quindi si fatica a camminare e ci si spinge l’un l’altro. La traduzione italiana scrivendo «la gente spingeva» modifica leggermente il significato, non dando l’idea appena descritta; la traduzione più filologica sarebbe quindi «c’era ressa», per rispecchiare l’enfasi.

[77] I la parola dača indica un’abitazione russa situata in campagna, di solito posseduta dagli abitanti delle grandi città che la usano per trascorrervi le vacanze o per affittarle ad altri villeggianti.

[78] C e P la traduzione italiana ha diviso la frase in due distinte attraverso un punto, mentre la versione originale mantiene la frase unita, utilizza solamente il doppio trattino, come se ci fossero due punti.

[79] OM nella traduzione italiana manca la parola razom che significa «immediatamente», «contemporaneamente».

[80] OM e ENF l’avverbio neprijatno, che significa «spiacevolmente», non viene tradotto e ciò contribuisce a diminuire l’enfasi della frase italiana.

[81] OM e ENF l’espressione russa i bez togo significa «indipendentemente da» e non viene tradotta nella versione italiana, spostando l’enfasi della frase.

[82] M la parola russa roctroennye viene tradotta con «provati» ma il significato filologico sarebbe «sconvolti», cioè in uno stato di profondo turbamento e non di stanchezza, come suggerisce la parola utilizzata nella traduzione.

[83] OM la particella že, in questo caso, ha valore rafforzativo, serve cioè a sottolineare che si tratta proprio di quell’odore, della puzza che viene citata precedentemente.

[84] INTRA la parola russa von’ è un rimando intratestuale, perché compare già in precedenza; la versione italiana, però, non rispecchia la ripetizione, perché utilizza due parole diverse per tradurre la stessa: prima usa «tanfo» e ora usa «odore».

[85] MOD la parola russa raspivočnyh indica un piccolo luogo dove ritrovarsi a bere e/o mangiare, quindi all’epoca, e in quel contesto, un’osteria solitamente. La traduzione italiana usa «bordello», andando così a specificarne troppo il significato, indicando un luogo di malcostume.

[86] OM la parola budnee significa «giorno feriale», «giorno della settimana». La traduzione italiana omette questa parola.

[87] OM e ENF manca la traduzione della parola kolorit che significa «colorito», «tono» che si riferisce a kartiny cioè «quadro».

[88] M l’espressione ha budnee vremja non significa «di giorno» bensì, letteralmente, «in tempo feriale» ovvero un giorno della settimana. La traduzione italiana in questo caso, perciò, cambia il significato della frase russa, sottolineando che si tratta del giorno e non della sera, ma in realtà, la versione originale significa che si tratta di un giorno della settimana e non del fine settimana, quando le persone erano solite ritrovarsi a bere.

[89] MOD e U la versione italiana risolve la traduzione delle due parole russe kolorit kartiny traducendo «spettacolo»; la versione originale pone però una maggior enfasi perché utilizza due parole che fanno riferimento alla sfera artistica.

[90] MOD la parola russa otvratitel’nyj significa «rivoltante», «disgustoso», che ha un significato molto più forte di «desolante».

[91] MOD il verbo russo mel’knut’ significa «balenare», «illuminarsi», «comparire» spesso utilizzato in espressioni come «mi è balenata un’idea!». La traduzione italiana usa «s’impresse» scostandosi un po’ dalla traduzione più filologica.

[92] MOD la parola russa čustvo significa «sentimento» e non «smorfia» come traduce la versione italiana. Si tratta anche di un cambiamento di tipo INTRA perché la stessa parola ricompare più avanti nel testo russo ma viene tradotta con un traducente diverso.

[93] A nella traduzione italiana viene aggiunta la parola «giovane», mentre nell’originale si sottolinea il soggetto non utilizzando molodoj čelovek, come in altri casi, ma on soboju ovvero «lui stesso».

[94] M la parola russa temno-rus significa «biondo scuro» e non «castano».

[95] OM e ENF manca una particella che indica l’introduzione di una frase avversativa; no infatti, presente nella versione russa, significa «ma».

[96] OM la versione originale utilizza l’espressione vernee skazat’ che significa «ovvero», per dirlo più precisamente.

[97] MOD la parola italiana «assente» è troppo generale rispetto alla versione originale, la cui traduzione filologica sarebbe «come in una sorta di oblio».

[98] A «del resto» è un’espressione che viene aggiunta nella traduzione italiana, con significato di «d’altronde», «d’altra parte» va ad aggiungere un’ulteriore motivazione.

[99] INTRA e ENF la traduzione italiana si discosta dalla versione originale perché non ripete, come in russo, lo stesso verbo, ovvero zamečat’, in italiano «notare», ma lo cambia. In questo modo anche l’enfasi della frase risulta più attenuata.

[100] A e ENF la parola italiana «affatto» viene utilizzata per rafforzare il significato negativo della frase, andando così ad accentuare maggiormente lo spostamento di enfasi.

[101] MOD il verbo scelto in italiano «notare» si allontana dall’originale prizhat’cja la cui traduzione filologica sarebbe «ammettere», «riconoscere», «confessare», perché risulta più debole.

[102] A la parola «ma» introduce una frase avversativa che però non è presente in russo.

[103] OM la parola inoj che significa «altro» non viene tradotta e ciò contribuisce a diminuire l‘enfasi creata dalla frase russa.

[104] M la parola russa privyčnyj significa «abituale», nel contesto, abituata a vestirsi in quel modo.

[105] M e ENF la parola russa obilie significa «abbondanza» e viene cambiata nella traduzione italiana con la parola «presenza» andando così a cambiare l’enfasi, perché viene meno il senso di elevato numero di edifici.

[106] OM e M la traduzione omette la parola izvestnyj, cioè «conosciuto», «famoso», e la sostituisce con «certi» che ha tutt’altro significato.

[107] OM l’espressione di tempo introdotta dalla parola inogda non viene precisata nella traduzione italiana.

[108] OM la parola obščuju che significa «generale» non viene tradotta.

[109] MOD la parola italiana «localini» viene utilizzata per tradurre il russo zavedenie la cui traduzione filologica sarebbe «locale» in generale o «impresa», parola che giustificherebbe la presenza di popolazione in gran parte operaia e artigiana.

[110] MOD l’espressione russa po preimuščestvu significa «principalmente» non «in generale» scelta nella traduzione.

[111] A l’intera locuzione «la popolazione che abitava quella zona» è un’aggiunta della versione italiana che allunga ulteriormente la frase e specifica un concetto già noto.

[112] MOD e ENF seppur non cambiando completamente il significato della frase, la traduzione italiana si allontana dalla versione originale perché la versione russa parla di inoj figuroj ovvero «altra figura», «altro corpo», cioè incontrare una persona diversa dai soliti tipi che abitano quella zona. La traduzione si concentra sull’aspetto della persona, rifacendosi più alla questione dei vestiti rispetto che alla persona in sé.

[113] OM e ENF la parola russa zlobnogo è omessa nella traduzione; al suo posto viene introdotto il deittico «quel». Il significato di zlobnyj è «cattivo», «astioso», «ostile», non traducendo questa parola diminuisce l’enfasi posta sulla parola che segue, «disprezzo».

[114] OM la versione italiana non traduce la parola inogda che significa «a volte».

[115] OM e INTRA l’espressione russa na ulice non viene tradotta, manca così la ripetizione dell’espressione utilizzata anche precedentemente nel testo per indicare «per strada».

[116] MOD la parola italiana «d’altronde» viene utilizzata per tradurre la parola russa no che però introduce un’avversativa, significa infatti «ma».

[117] M la parola russa ščekotlivost’ viene tradotta come «amor proprio», cioè orgoglio, considerazione di sé, ma la traduzione filologica sarebbe «delicatezza», «scabrosità».

[118] M la parola voobšče significa «in generale» e non «del resto» come viene tradotta in questo punto.

[119] OM la versione italiana non traduce la parola kudà che significa «dove» (moto a luogo), cioè verso dove si dirigeva.

[120] OM e D perché la versione italiana non traduce l’espressione di tempo v éto vremja che significa «in questo momento».

[121] OM la parola russa vdrug non viene tradotta nella versione italiana.

[122] A la versione italiana non traduce la parola russa proezžaja che significa «passando»; si tratta infatti del gerundio del verbo proezžat’, «passare», «percorrere».

[123] ENF e P la frase russa ukazivaja na nego rukoj viene divisa e anticipata rispetto alla versione russa; così facendo la traduzione italiana modifica l’enfasi dell’originale.

[124] M perché il verbo provozili significa «trasportavano» e non «si trovava».

[125] INTRA la parola russa ogromny viene tradotta in questo caso con «gigantesco» e non con «enorme», non rispecchiando così la versione originale che utilizza lo stesso aggettivo.

[126] P e ENF l’espressione «a squarciagola» traduce una frase russa che, nella versione originale, si trova dopo la battuta dell’ubriaco, andando così a modificare l’enfasi della frase stessa.

[127] OM la traduzione non dice che lo indica «con la mano».

[128] M la parola italiana «cappellone» rimanda alla figura del cappello, mentre la parola russa šljapnik significa «cappellaio», rimanda quindi alla persona che produce i cappelli.

[129] MOD la parola russa cydorožno non significa «istintivamente» ma «spasmodicamente», «convulsamente», come preso da isteria.

[130] A «di quelli» viene aggiunto nella traduzione, perché nella versione originale è presente solo l’aggettivo.

[131] M la parola russa ryžaja non significa «stinto» bensì «rosso».

[132] M perché le parole russe bezobraznejšim uglom significano «con un angolo assai deforme» e non semplicemente «orribilmente» come vengono tradotte.

[133] OM e ENF no in russo introduce una frase avversativa, significa infatti «ma»; la traduzione però gira la frase e così cambia l’effetto prodotto, l’enfasi viene meno.

[134] MOD e ENF la parola russa sovsem non viene tradotta, perciò l’aggettivo che la segue, drugoe, «diverso», perde forza, perché l’enfasi è diminuita.

[135] OM e ENF la parola russa daže è omessa e ciò si ripercuote anche sull’enfasi della frase che diminuisce, perché nella versione originale tale parola è affiancata a un’altra, «spavento», di cui ne amplifica il significato.

[136] MOD perché la parola russa čuvstvo significa «sentimento» che è più specifico di «sensazione», usata nella traduzione.

[137] MOD la parola russa smuščenie significa «confuso», «perplesso», mentre la parola «stizzito» dà l’idea di qualcuno che è arrabbiato, nervoso.

[138] M e INTRA l’espressione presente nella versione originale è diversa dalla traduzione italiana; la traduzione filologica della frase ja tak i dumal sarebbe «l’avevo proprio pensato» ed è costruita con la stessa struttura della frase iniziale ja tak i znal. C’è, quindi, una ripetizione voluta dall’autore che non è rispecchiata dalla traduzione.

[139] M la frase italiana non rispecchia la versione originale, che ha un altro significato. La parola vcego significa «di tutto» e la parola skvernee significa «più brutto», «più cattivo», «più indegno» quindi «più schifoso di tutto»; la traduzione cambia completamente il significato della frase.

[140] A la traduzione aggiunge la parola «cose» come a voler introdurre l’elenco che segue.

[141] M perché la parola russa pošlyj significa «andante», «volgare», «banale».

[142] M perché la parola a cui ci si riferisce in questo punto è zamysel che significa «il piano», mentre la traduzione generalizza utilizzando la parola «tutto».

[143] A il traduttore sceglie di aggiungere nome e verbo non presenti nel prototesto scrivendo «è un cappello».

[144] INTRA la traduzione non rispecchia la ripetizione presente nella versione originale della parola primetnaja, cioè «visibile», tradotto qui con «che dà nell’occhio», andando a spezzare l’enfasi creata.

[145] Treccani 2015

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