Un episodio sconcertante allĠETI di Ginevra con Giancarlo Marchesini
Nel maggio del 2009 sono stato invitato da Giancarlo Marchesini a fare uno scambio Erasmus tra docenti. Questi scambi prevedono lo svolgimento di otto ore di lezione presso la sede del collega, inserendosi nellĠorario delle lezioni esistente, e senza disturbo del normale andamento didattico per gli studenti ospitanti. Normalmente queste lezioni si svolgono in compresenza, col docente ospitante che, per questioni di buona educazione, fa gli onori di casa. é previsto un rimborso spese.
Marchesini venuto a fare le sue lezioni allĠISIT-Scuole Civiche di Milano verso la fine di aprile, notevolmente svogliato per la verit, tanto che mi sono domandato perch avesse messo in piedi questa organizzazione se poi non aveva desiderio di realizzarla; e il 6 maggio io sono andato a fare le mie a Ginevra. Il primo giorno ho tenuto una lezione di traduzione dallĠinglese allĠitaliano ai suoi studenti, una decina scarsa. Quello stesso giorno mi sono accorto che nel dipartimento vi erano diverse locandine che reclamizzavano una mia conferenza (!) per il giorno dopo. Dato che avevo preventivato di fare una normale lezione di traduttologia ai suoi dieci o venti studenti, ho chiesto spiegazioni. Con troppo poco imbarazzo, mi stato confessato che erano stati diramati inviti a studenti di altri corsi, docenti, traduttori provenienti da varie citt della Svizzera per una mia conferenza, cio si era cercato subdolamente di trasformare uno scambio Erasmus in un modo per fare conferenze senza dirlo al conferenziere (e senza pagargli il dovuto).
Il giorno dopo, diverse decine di persone sono confluite nella grande aula scelta allĠora della mia ÒlezioneÓ, ma non mi hanno trovato, e un cartello mendace informava che per motivi di famiglia ero dovuto rientrare precipitosamente in Italia. Ma non era affatto vero. Ero a Ginevra, ma mi ero semplicemente rifiutato di farmi prendere in giro da Giancarlo Marchesini, una delle persone pi scorrette che conosco nel nostro ambiente.