Gli snecchini ovvero l’osceno in un segno alimentare

Il lettore modello – in questo caso spettatore modello – della Fiorentini Alimentari è un minotauro: il corpo della modella gli viene offerto in un volgare, prepotente rosso sangue rappreso, che le fascia le braccia sotto forma di guanti fin sopra il gomito, e nel quale si scioglie, dal seno compreso in giù, il corpo stesso. Della modella umana restano solo le spalle e la testa: sotto un andante fiocco-regalo, con un nastro sempre rosso sangue come il colore triviale del marchio. Questo nastro, oltre a mortificare le forme, trasformando la donna in un maschio senza fianchi, sembra sciogliere nell’acido la bellezza, dissolvendola in sangue. Come dire: se vuoi dimagrire, ti costerà sangue, e tanto anche.
La musica che accompagna la mostruosità della scena è un martellamento privo di qualsiasi altra pretesa: do-do re re, do-do mi mi, do-do re re do-do mi mi – do-do do-do do-do do-do do-do do-do do-do do-do re-re re-re re-re re-re re-re re-re re-re re-re. In sostanza è un chiodo che ci viene piantato in testa con violenza. Per essere sicuri che si capisca, ne viene piantato anche uno un centimetro più a destra e uno un centimetro più a sinistra. [CONTINUA A LEGGERE]

La volgarità del consueto

La “volgarità” del consueto

La realtà che percepiamo – che i più ingenui tra noi chiamano «oggettiva» – è filtrata dalla presenza e dalla genericità delle categorie che il nostro sistema culturale ha deciso di creare per noi. Si tende a non vedere ciò che non è previsto e a vedere ciò che è previsto. Anche noi mediatori linguistici e culturali a volte subiamo questo malinteso quando ci prendono per esperti di lingue.
La categoria «lingue» è presente nel nostro sistema culturale nella categoria degli accessori di comunicazione. Abbiamo il citofono, le cartoline, le lingue: intorno al tribunale ci sono negozi che riportano sull’insegna «copisteria traduzioni fax». Ma la categoria «mediazione» manca, o meglio c’è ma in altri campi, come la giurisprudenza e la [continua a leggere]

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Questo articolo è stato pubblicato il 2 marzo 2017 qui http://www.laltiero.it/la-volgarita-del-consueto/ sulla rivista «L’Altiero» diretta da Fabio Zanchi nella rubrica «Il senso delle cose».

«L’Altiero», Giovani per l’Europa, è il magazine online della Civica Scuola Interpreti e Traduttori “Altiero Spinelli”