Amava bambini, aranci (come se il mondo avesse bisogno di portieri d’albergo)

Amava bambini, aranci (come se il mondo avesse bisogno di portieri d’albergo) «Per lui l’occidente era roba da ragionieri». La prima difficoltà che ha dovuto affrontare Cristina Battocletti per scrivere questa meravigliosa, ricchissima biografia di Bazlen è stata quella di trovarsi di fronte a un problema d’intraducibilità. Cosa più del materiale disponibile per ricostruire questa… Continua a leggere Amava bambini, aranci (come se il mondo avesse bisogno di portieri d’albergo)

Gli snecchini ovvero l’osceno in un segno alimentare

Il lettore modello – in questo caso spettatore modello – della Fiorentini Alimentari è un minotauro: il corpo della modella gli viene offerto in un volgare, prepotente rosso sangue rappreso, che le fascia le braccia sotto forma di guanti fin sopra il gomito, e nel quale si scioglie, dal seno compreso in giù, il corpo… Continua a leggere Gli snecchini ovvero l’osceno in un segno alimentare

Dire quasi la stessa cosa: Bruno Osimo e Antón Pàvlovič Čehov

 https://giacomoverri.wordpress.com/2016/12/16/dire-quasi-la-stessa-cosa-bruno-osimo-e-anton-pavlovic-cehov/ «Io parto», disse. «Ivàn Andréič rimanga pure, ma io parto». «Dove andate»? «In Russia». «Ma là di che cosa vivrete? Voi non avete nulla». «Farò traduzioni oppure… oppure aprirò una bibliotechina…» Le scadenze di consegna dei cinque oscar Mondadori dedicati ai racconti di Čehov – organizzati in stretto ordine cronologico – si snodavano tra… Continua a leggere Dire quasi la stessa cosa: Bruno Osimo e Antón Pàvlovič Čehov